Newsletter 2 del 28 gennaio 2016

In questo numero:

  • Riforma della Pubblica Amministrazione: approvati dal governo i primi 11 decreti attuativi. A breve quello sulla ricerca?
  • La Camera approva nuove norme sulla tutela dei dipendenti che segnalino reati o irregolarità
  • Rush finale nella corsa alla presidenza del CNR. Ma i giochi forse sono già fatti?
  • CNR: ormai è fuga di massa dalle commissioni dei concorsi ex art. 15!
  • Il MiPAAF esulta per il piano straordinario per il CREA previsto dalla legge di stabilità
  • VQR 2011-2014: prorogata la scadenza per il caricamento dei prodotti
  • Chiusi i termini del Bando PRIN 2015: presentati 4.431 progetti

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Riforma della Pubblica Amministrazione: approvati dal governo i primi 11 decreti attuativi. A breve quello sulla ricerca?

Il Consiglio dei ministri del 20 gennaio scorso ha approvato in via preliminare 11 decreti legislativi attuativi della L. 124/2015 di riforma delle amministrazioni pubbliche. Si tratta di norme che riguardano:

  1. Sanzioni disciplinari: come ampiamente riportato dai media, il decreto prevede la sospensione dal servizio e dalla retribuzione del dipendente colto in flagranza ad attestare il falso sulla sua presenza in servizio, entro 48 ore dall’accertamento dell’illecito. Il procedimento disciplinare dovrà quindi chiudersi entro 30 giorni. Sono previste la responsabilità per danno erariale del dipendente, con una condanna minima pari a 6 mensilità, se l’illecito ha comportato un danno di immagine all’amministrazione, e la responsabilità disciplinare del dirigente che non proceda alla sospensione e all’avvio del procedimento.
  2. Autorità portuali.
  3. Razionalizzazione delle funzioni di polizia e l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato.
  4. Dirigenza sanitaria: riguarda la nomina dei direttori generali delle ASL.
  5. Prevenzione della corruzione pubblica e trasparenza: tutte le amministrazioni saranno obbligate a pubblicare tutti dati di spesa, con particolare riferimento alle retribuzioni dei dirigenti. I cittadini potranno chiedere di conoscere dati e documenti . L’accesso ai dati è gratuito e la richiesta andrà soddisfatta entro trenta giorni.
  6. Società partecipate.
  7. Servizi pubblici locali di interesse economico generale.
  8. Codice dell’amministrazione digitale: viene introdotto il PIN unico per l’accesso del cittadino ai servizi delle pubbliche amministrazioni e un domicilio digitale al quale il cittadino potrà essere raggiunto.
  9. Segnalazione certificata di inizio attività.
  10. Riforma delle Conferenze dei servizi.
  11. Semplificazione e accelerazione dei procedimenti amministrativi.

Ci sarà ancora da aspettare, invece, per i decreti attuativi dell’art. 13Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca” della legge 124/2015, che andranno adottati entro la fine di agosto 2016 “al fine di favorire e semplificare le attività degli enti pubblici di ricerca (EPR) e rendere le procedure e le normative più consone alle peculiarità degli scopi istituzionali di tali enti, anche considerando l’autonomia e la terzietà di cui essi godono”.

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La Camera approva nuove norme sulla tutela dei dipendenti che segnalino reati o irregolarità

La Camera ha approvato la proposta di legge recante “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato” (C. 3365-A).

Il provvedimento, nel testo che passa ora all’esame dell’altro ramo del Parlamento, è composto di due articoli, rispettivamente per i dipendenti pubblici e per quelli privati.

Per i dipendenti pubblici, viene modificato l’articolo 54-bis del decreto legislativo del 30 marzo 2001 in materia di tutela del dipendente o collaboratore che segnala illeciti (il cosiddetto whistleblower).

Si prevede che colui che segnala – non è più richiesta la denuncia – in buona fede al responsabile della prevenzione della corruzione dell’ente, oppure all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), all’autorità giudiziaria o alla Corte dei conti comportamenti illeciti, di cui sia venuto a conoscenza a motivo del suo rapporto di lavoro, non può essere per questo soggetto a sanzioni, licenziato, demansionato o sottoposto a misure organizzative che abbiano effetti negativi sulle sue condizioni di lavoro.

Il requisito della buona fede, non previsto dal testo vigente dell’art. 54-bis, si applica alle segnalazioni circostanziate, per le quali il dipendente sia nella ragionevole convinzione fondata su elementi di fatto che l’illecito si sia verificato; la buona fede è comunque esclusa quando il dipendente agisce con colpa grave.

Le tutela si estende ai collaboratori, consulenti con ogni tipologia di incarico o contratto e lavoratori o collaboratori di imprese appaltatrici di opere o di beni e servizi in favore della amministrazione pubblica.

È vietato rivelare l’identità del segnalante, fino alla chiusura delle indagini preliminari nel processo penale e fino alla chiusura dell’istruttoria in quello contabile. Nel procedimento disciplinare l’identità del segnalante può essere rivelata con il suo consenso se la contestazione è fondata, anche solo parzialmente, sulla segnalazione e se la conoscenza dell’identità del segnalante è assolutamente indispensabile per la difesa dell’incolpato. Sono comunque escluse segnalazioni in forma anonima.

Infine, viene affidata all’ANAC, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, la predisposizione di linee guida per la presentazione e gestione delle segnalazioni.

Nel corso della votazione in Aula, è stata soppressa la previsione di un premio per i dipendenti pubblici che segnalano illeciti in quanto è stato ravvisato il rischio che ciò avrebbe potuto incentivare le segnalazioni non in buona fede.

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Rush finale nella corsa alla presidenza del CNR. Ma i giochi forse sono già fatti?

Pochi giorni fa sono scaduti i termini per la presentazione al Comitato di selezione (presieduto da Lamberto Maffei, professore emerito di Neurobiologia presso la Scuola Normale di Pisa e Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei) delle candidature alla presidenza del CNR.

Ventitré sarebbero i nomi eccellenti che hanno risposto alla chiamata per succedere a Luigi Nicolais che, in base alle ultime indiscrezioni, non avrebbe riproposto la sua candidatura.

Tra i candidati già di casa al CNR ci sarebbero il direttore del Dipartimento di “Scienze Biomediche” del CNR, Tullio Pozzan (anch’egli membro dell’Accademia dei Lincei, come il presidente del Comitato di selezione al quale, nel 2008, succedette alla Direzione dell’Istituto di Neuroscienze del CNR) e il Direttore del Dipartimento di “Scienze Umane e Sociali – Patrimonio Culturale”, il filosofo Riccardo Pozzo. Avrebbe presentato domanda anche il chimico Vincenzo Barone, professore di Chimica teorica e computazionale alla Scuola Normale Superiore di Pisa, fino al 2008 direttore dell’Istituto per i Processi Chimico-Fisici del CNR. Non avrebbe, invece, presentato la propria candidatura (o l’avrebbe in seguito ritirata) un altro ex direttore di Dipartimento del CNR, il fisico Massimo Inguscio, ora presidente dell’INRiM.

Tra i candidati di peso ci sarebbero anche il geofisico Enzo Boschi, già presidente dell’INGV, attualmente professore a contratto, a titolo gratuito, della Scuola di Scienze dell’Università Alma Mater di Bologna, e l’astrofisica Isabella Maria Gioia, già Dirigente di Ricerca ed ora associata presso l’Istituto di Radioastronomia dell’INAF.

Praticamente certa anche la candidatura dell’ex ministro IUR del Governo Monti ed ex presidente (ma per pochissimi mesi) del CNR, Francesco Profumo, che, dopo l’incarico ministeriale (novembre 2011 – aprile 2013), è riuscito a raggranellare un’infinità di nomine: nel giugno 2013 viene nominato presidente della società energetica IREN, il 13 dicembre 2014 viene nominato presidente della Fondazione Bruno Kessler di Trento ed il 5 settembre 2014 viene nominato presidente della Scuola di Alta Formazione al Management (SAFM) di Torino. Infine, il 18 maggio 2015 è stato nominato presidente del CdA di INWIT, Infrastrutture Wireless Italiane S.p.A., società del gruppo Telecom Italia.

Ma il nome su cui sono in molti a puntare è quello di un altro ex ministro, Maria Chiara Carrozza, successore di Profumo al MIUR nel Governo Letta dall’aprile 2013 al febbraio 2014. Già rettore della Scuola Superiore Sant’Anna, nel 2013 Maria Chiara Carrozza fu eletta alla Camera dei Deputati come capolista in Toscana per il Partito Democratico e, a seguito di questa elezione, si dimise da Rettore della Scuola Sant’Anna per entrare in aspettativa come professore universitario, senza remunerazione.

Spetta ora al Comitato di selezione (in cui siede, tra gli altri, il Direttore Generale del CERN, Fabiola Gianotti) esaminare le domande e i requisiti di ammissibilità di ciascun candidato. Al termine dell’istruttoria, il Comitato proporrà al ministro Giannini una rosa di cinque nominativi per la carica di Presidente tra i quali il Ministro effettuerà la propria scelta.

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CNR: ormai è fuga di massa dalle commissioni dei concorsi ex art. 15!

Continuano, con una preoccupante escalation, le dimissioni dei componenti delle commissioni dei concorsi ex art. 15 per Ricercatore al CNR.

Infatti, dall’ultimo resoconto fornito nella Newsletter del 3 dicembre scorso, si sono dimessi:

  • altri due commissari nel concorso per Primo Ricercatore nella mega Area ”Scienze Umani e Sociali, Patrimonio Culturale” (due commissari si erano già dimessi a novembre scorso e il terzo ed ultimo membro supplente dell’originaria commissioneha comunicato di non essere disponibile allo svolgimento dell’incarico”);
  • l’intera commissione nel concorso per Primo Ricercatore nell’altra mega Area, quella in “Ingegneria, ICT e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti”, le cui dimissioni collegiali rassegnate il 18 dicembre scorso sono state “motivate in considerazione dell’incompatibilità dei tempi di lavoro necessari all’espletamento dell’incarico con gli impegni istituzionali ed extraistituzionali dei Commissari stessi” e sono state rese note dal CNR dopo ben 31 giorni;
  • un secondo commissario nel concorso per Dirigente di Ricerca, ancora nella mega Area ”Scienze Umani e Sociali, Patrimonio Culturale” (un primo commissario si era dimesso il 4 novembre scorso);
  • uno o più commissari, se non addirittura l’intera commissione (come le notizie più recenti ci fanno temere), anche nel concorso per Dirigente di Ricerca nella mega Area “Ingegneria, ICT e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti”.

Non crediamo che sia un caso che le dimissioni stiano colpendo proprio quelle aree concorsuali caratterizzate da una maggiore, e davvero eccessiva, eterogeneità. Come da noi già più volte evidenziato (si veda ad esempio la Newsletter 18/2015), l’Area ”Scienze Umani e Sociali, Patrimonio Culturale” comprende le scienze dell’antichità e storico-artistiche, le scienze filologiche, linguistiche e letterarie, le scienze storiche e quelle geografiche, le scienze filosofiche, le scienze pedagogiche e psicologiche, le scienze giuridiche, le scienze economiche, le scienze statistiche e demografiche, le scienze metodologiche e politologiche, le scienze sociali, nonché le scienze e le tecnologie per la valorizzazione dei beni culturali. Ugualmente eterogenea anche l’altra area concorsuale colpita da tate defezioni, quella in “Ingegneria, ICT e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti”, che comprende le scienze matematiche (probabilità e statistica incluse), le scienze informatiche e l’ingegneria informatica, l’ingegneria civile e architettura e l’ingegneria industriale (già di per sé molto vasta ed eterogenea).

È evidente, quindi, che la responsabilità di tali dimissioni (e della conseguente necessità di provvedere a nuove nomine di commissarie e dell’allungamento dei tempi di completamento dei concorsi) è di chi ha voluto ridurre drasticamente le aree concorsuali di questa tornata di concorsi ex art. 15 (7 mega aree contro le 19/21 della precedente tornata), causando delle mostruose aggregazioni disciplinari e dei numeri estremamente elevati di candidati che ciascuna commissione deve valutare (122 nei concorsi per Dirigente di ricerca e 282 nei concorsi per Primo Ricercatore). Cosa che renderà difficilissima, se non impossibile, una equa e corretta valutazione dei candidati che ciascuna commissione dovrà valutare, sia perché i settori disciplinari cui afferiscono i candidati sono molto diversi tra di loro, con titoli e prodotti della ricerca da valutare estremamente differenti ed eterogenei, sia perché non è possibile assicurare la presenza nella commissione di esperti in tutti gli ambiti disciplinari afferenti.

La responsabilità è anche di chi ha deciso che tutti i commissari dovessero essere esterni all’Ente e, ovviamente, di chi ha individuato e nominato i commissari: le numerose dimissioni presentate solo pochi giorni dopo la nomina sono la ovvia dimostrazione che numerosi commissari non erano stati adeguatamente informati dell’enorme e difficile impegno che li avrebbe attesi e che non erano disporsi a sacrificare il proprio tempo per il CNR!

Sembra, infine, che data la difficoltà di trovare nuovi commissari tutti esterni all’Ente, come da incomprensibile regola che Nicolais si è dato finora, il Presidente inserirà obtorto collo qualche ricercatore del CNR nelle nuove commissioni in “Ingegneria, ICT e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti” (cosa che d’altronde ha già dovuto fare nel ricostituire la commissione per Primo Tecnologo nel Settore “Organizzativo Gestionale Giuridico Amministrativo”).

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Il MiPAAF esulta per il piano straordinario per il CREA previsto dalla legge di stabilità

Grande soddisfazione ha manifestato il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MiPAAF) per il finanziamento di 21 milioni di euro (5 nel 2016 e 8 per ciascuno degli anni 2017 e 2018, vedi Newsletter 22/ 2015) che la Legge di Stabilità 2016 ha disposto a favore del CREA per lo sviluppo di “un piano triennale di ricerca straordinario per lo sviluppo di un sistema informatico integrato di trasferimento tecnologico, analisi e monitoraggio delle produzioni agricole attraverso strumenti di sensoristica, diagnostica, meccanica di precisione, biotecnologie e bioinformatica”.

Il Piano di ricerca previsto viene definito dal MiPAAF come “il più importante progetto di ricerca pubblica fatto nel nostro Paese su una frontiera centrale come il miglioramento genetico attraverso biotecnologie sostenibili”. Quanto al CREA, che ne sarà il promotore e il capofila, a dire del MiPAAF l’Ente sarebbe stato “rinnovato e reso più efficiente negli ultimi 12 mesi” e “ha dentro di sé alcune delle più importanti professionalità italiane nel campo della ricerca agroalimentare, come ad esempio lo staff che è stato protagonista del sequenziamento del genoma del frumento con importanti riconoscimenti internazionali”.

Secondo il ministro Maurizio Martina, l’investimento in ricerca pubblica è un modo per difendere la biodiversità “che fa dell’Italia un punto di riferimento per il mondo a livello agroalimentare”, mettendo a frutto “le grandi professionalità dei nostri ricercatori, riconosciute anche a livello internazionale”.

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VQR 2011-2014: prorogata la scadenza per il caricamento dei prodotti

L’ANVUR ha prorogato i termini per il caricamento dei prodotti della ricerca da presentare alla VQR 2011-2014.

Le nuove scadenze sono il 14 marzo 2016 per gli Enti di ricerca e i Consorzi e il 29 febbraio per le Università. Il bando Bando VQR 2011-2014 prevedeva le scadenze del 31 gennaio 2016 per le Università, del 15 febbraio 2016 per gli Enti di ricerca e del 29 febbraio per le Istituzioni diverse.

Ricordiamo che, a differenza di quanto accadde nelle precedenti valutazioni, i prodotti della ricerca con coautori appartenenti a differenti Istituti del CNR, o differenti Sezioni dell’INFN e dell’INGV, o differenti Osservatori dell’INAF possono essere presentate da ciascun Istituto del CNR, o Sezione dell’INFN e dell’INGV, o Osservatorio dell’INAF.

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Chiusi i termini del Bando PRIN 2015: presentati 4.431 progetti

Sono ben 4.431 i progetti presentati per il Bando PRIN 2015, scaduto il 15 gennaio scorso, che si contenderanno una dotazione finanziaria complessiva di circa 92 milioni di euro. Secondo dati del MIUR, i progetti presentati quest’anno sono circa il 25% in più rispetto al numero medio di progetti presentati negli anni precedenti, a dimostrazione – a nostro avviso – del disperato bisogno di finanziamenti che affligge le università e gli Enti di ricerca italiani.

Dei 4.431 progetti presentati, 1.661 progetti (il 37,5%) riguardano il macrosettore “Scienze della vita”, 1.483 progetti (il 33,5%) il macrosettore “Fisica, chimica, ingegneria” e 1.287 progetti (il 29%) il macrosettore “Scienze umane”.

La maggior parte dei progetti proviene dal Nord Italia: 2.101 progetti, pari a circa il 45% del totale. Dal Centro provengono 1.145 progetti, mentre dal Sud e dalle Isole provengono 1.185 progetti.

Il MIUR prevede che la valutazione dei progetti presentati sia completata entro l’estate 2016 e che l’erogazione dei finanziamenti si realizzi entro ottobre 2016.

Tenendo conto che la dotazione complessiva del bando è di 92 milioni di euro e che il costo massimo di ciascun progetto è di 1 milione di euro (il 50% circa finanziato dal MIUR), si può ipotizzare che, pur dimezzando il finanziamento richiesto, il MIUR riuscirà a finanziare non più di 4-500 progetti, ossia circa il 10% di quelli presentati!

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