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COMUNICATO 12 ottobre 2026   Incontro al MUR con le rappresentanze sindacali: autonomia, carriere e valorizzazione dei Ricercatori e Tecnologi

 

 

Il 5 ottobre si è svolto presso il Ministero dell’Università e della Ricerca un incontro con le Organizzazioni Sindacali sulle principali criticità degli Enti Pubblici di Ricerca, alla presenza del Capo di Gabinetto, del Segretario generale e della Direzione generale competente.

La FGU-DR-ANPRI ha illustrato e consegnato al Ministero una memoria contenente proposte concrete per rafforzare il sistema degli EPR, valorizzare i Ricercatori e Tecnologi, tutelarne l’autonomia professionale e migliorare le condizioni in cui si svolge il lavoro di ricerca.

Per la FGU-DR-ANPRI questi obiettivi devono essere affrontati in modo organico, attraverso interventi accompagnati da responsabilità definite, tempi verificabili e risorse adeguate. Nel corso dell’incontro abbiamo dunque affrontato alcuni punti prioritari, strettamente collegati tra loro, sui quali abbiamo chiesto al MUR interventi concreti, con responsabilità definite, tempi di attuazione verificabili e risorse adeguate.

– Piena attuazione del D.Lgs. 218/2016 e rappresentanza della comunità scientifica

Abbiamo chiesto la piena attuazione del D.Lgs. 218/2016 e della Carta Europea dei Ricercatori, superando regolamenti e prassi interne che comprimono l’autonomia professionale dei Ricercatori e Tecnologi.

In questo quadro, abbiamo rinnovato la richiesta di rendere finalmente operativo il Consiglio Nazionale dei Ricercatori e Tecnologi (CNRT), affinché alla rappresentanza dei vertici degli Enti si affianchi una rappresentanza istituzionale diretta della comunità scientifica e tecnologica.

Abbiamo chiesto che il MUR eserciti pienamente, nel rispetto dell’autonomia degli enti, le proprie funzioni di indirizzo, coordinamento e vigilanza, verificando il rispetto delle disposizioni normative e contrattuali allo scopo di prevenire il contenzioso sindacale e legale.

– Progressioni di carriera: continuità, scorrimenti, regolarità delle procedure

La tutela dell’autonomia professionale deve accompagnarsi a concrete opportunità di sviluppo delle carriere. La valorizzazione dei Ricercatori e Tecnologi non può infatti rimanere un principio astratto, ma deve tradursi in percorsi di crescita professionale regolari e adeguatamente finanziati.

Abbiamo chiesto con forza il rispetto della cadenza biennale delle procedure previste dall’art. 15 del CCNL del 7 aprile 2006, attraverso una programmazione regolare, finanziamenti adeguati e un monitoraggio effettivo della loro attuazione.

Abbiamo richiamato l’attenzione sul collo di bottiglia creatosi con le procedure ex art.15 ed in particolare del numero imponente di idonei al CNR col bando del 2023, chiedendo una disposizione che consenta lo scorrimento fino a esaurimento delle graduatorie per i passaggi dal III al II e dal II al I livello; evidenziando non solo per il CNR una situazione di “permanenze anomale” nei livelli in tutti gli EPR, ed è per questo abbiamo chiesto risorse straordinarie e tangibili nella prossima legge di bilancio. A questo intervento deve affiancarsi l’avvio di nuove procedure, così da assicurare continuità alle progressioni e recuperare i ritardi accumulati.

Sosteniamo la necessità di un’evoluzione dei meccanismi di sviluppo professionale verso selezioni non competitive basate su soglie di merito predefinite e sulla valutazione complessiva dell’attività svolta, con criteri coerenti con le diverse professionalità, valorizzazione dei curriculum narrativi e dell’Open Science evitando l’uso improprio ed esclusivo degli indicatori bibliometrici.

– Supporto delle amministrazioni alla ricerca, risorse umane ed economiche

Autonomia, sviluppo professionale e valorizzazione delle competenze rischiano di essere vanificati se Ricercatori e Tecnologi sono costretti a operare all’interno di procedure burocratiche che sottraggono tempo ed energie alle attività scientifiche e tecnologiche.

Abbiamo chiesto che la qualità dell’azione amministrativa sia valutata soprattutto sulla sua capacità concreta di sostenere e facilitare la ricerca, anche attraverso indicatori quali i tempi di acquisto, di rimborso delle missioni e di stipula dei contratti, con la partecipazione del personale scientifico alla valutazione dei servizi di cui è utilizzatore.

L’eventuale ampliamento della dirigenza amministrativa dovrebbe rispondere a esigenze organizzative documentate, garantendo trasparenza sui costi, valorizzazione delle professionalità interne e obiettivi misurabili collegati alla missione scientifica degli Enti.

Nel corso dell’incontro è stato chiesto lo sblocco dei vincoli al trattamento accessorio, il tema dell’ordinamento professionale e l’urgenza di dare risposte al personale precario, che ha contratti in scadenza talvolta non più prorogabili.

Per la FGU-DR-ANPRI si deve rafforzare il finanziamento ordinario e ampliare i margini di programmazione degli EPR, affinché possano sostenere assunzioni, progressioni e stabilizzazioni. Nessuna riforma organizzativa potrà produrre risultati se non sarà accompagnata dalle risorse necessarie a renderla effettiva.

– Inoltre, è necessario che la specificità delle professionalità scientifiche e tecnologiche sia preservata anche nell’ordinamento contrattuale e organizzativo degli EPR.

La FGU-DR-ANPRI esprime una posizione netta e contraria alla proposta di istituire un’unica area professionale per Ricercatori e Tecnologi, ritenendo che una simile soluzione rischierebbe di determinare un’indebita omologazione di professionalità diverse per funzioni, responsabilità, percorsi formativi e modalità di valutazione.

Qualunque intervento sull’ordinamento professionale deve invece salvaguardare la distinzione dei profili, le rispettive funzioni e criteri di reclutamento e progressione coerenti con le attività scientifiche e tecnologiche effettivamente svolte.

La FGU-DR-ANPRI ribadisce inoltre, la necessità di preservare la specificità del profilo di Tecnologo evitando che venga utilizzato per ricondurre nell’area della ricerca funzioni prevalentemente amministrative o gestionali prive di effettivo contenuto tecnologico-scientifico e slegate dalla Ricerca.

 

I rappresentanti del MUR hanno mostrato attenzione alle numerose problematiche rappresentate dalle Organizzazioni Sindacali e la FGU-DR-ANPRI ha sottolineato come tutti i positivi risultati che si potranno ottenere per gli enti vigilati dal MUR si rifletteranno su tutti gli altri EPR che hanno le stesse esigenze.

Il MUR ha annunciato la prossima trasmissione alle Organizzazioni Sindacali di una prima bozza di Protocollo d’intesa sulla quale formulare osservazioni, anche in vista della prossima legge di bilancio. La FGU-DR-ANPRI valuterà il testo alla luce delle proposte presentate e chiederà che il confronto produca impegni precisi, strumenti attuativi, risorse adeguate e scadenze verificabili. Le soluzioni non potranno essere limitate agli Enti vigilati dal MUR: autonomia professionale, valorizzazione delle carriere, specificità dei profili e adeguato finanziamento riguardano l’intero sistema degli EPR e richiedono un coordinamento tra tutti i Ministeri vigilanti.

La FGU-DR-ANPRI continuerà a seguire il confronto con il MUR e a lavorare per perseguire questi obiettivi, verificando che agli impegni assunti seguano atti concreti, risorse adeguate e tempi certi.

 

La Segreteria Nazionale di FGU Dipartimento Ricerca (Sez. ANPRI)

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FGU (Federazione Gilda UNAMS) – Dipartimento Ricerca

Via Tortona 16 – 00183 Roma,    tel. 06.7012666

Email:  info@fgu-ricerca.it     sito: www.anpri.fgu-ricerca.it

 

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