CNR Comunicato 5 ottobre 2026 ePAS: il contratto di lavoro non si aggira con un software Il CNR rispetti l’autonomia dei Ricercatori e Tecnologi e non scarichi sul personale le proprie responsabilità organizzative
Con la nota del 28 settembre 2026, la Direzione Generale ha disposto che tutte le Strutture del CNR attivino entro il 1° dicembre 2026 le procedure necessarie all’utilizzo di ePAS, richiamando esigenze di uniformità amministrativa, efficienza ed economicità.
Ci troviamo costretti a ribadire che le esigenze organizzative dell’Ente non possono prevalere sui diritti contrattuali dei Ricercatori e Tecnologi (R&T). La Direzione Generale non può riscrivere il contratto attraverso una disposizione amministrativa, né l’adozione di una piattaforma unica può cancellare le differenti discipline applicabili alle diverse categorie di personale. ePAS è uno strumento informatico, non una fonte normativa: è il software che deve adeguarsi al contratto, non il personale che deve rinunciare ai propri diritti per adeguarsi al software.
Come abbiamo più volte chiarito nei comunicati del 24 marzo 2016, del 5 settembre e del 4 ottobre 2022, e ribadito nei più recenti del 24 febbraio 2025, del 9 aprile 2025 e del 27 marzo 2026, l’autonomia dei R&T non è una concessione dell’Amministrazione, né un’opzione da attivare nella piattaforma. L’art. 58 del CCNL del 21 febbraio 2002 riconosce ai R&T l’autonoma determinazione del proprio tempo di lavoro, senza prevedere l’obbligo di controllo automatico stabilito per il personale Tecnico e Amministrativo dall’art. 48. E l’art. 80 del CCNL del 1998 ha espressamente disapplicato per i R&T l’art. 39 del precedente DPR 171/1991 che imponeva di documentare “l’osservanza dell’orario di lavoro” di tutto il personale “attraverso sistemi automatici di rilevazione”.
Lo abbiamo già ricordato anche richiamando la giurisprudenza: l’imposizione di formalità di controllo dell’orario richiede una specifica fonte legale o contrattuale, secondo il principio espresso dalla Cassazione nelle sentenze n. 3298/1994 e n. 11025/2006. Nella vicenda del ricercatore del CNR licenziato per il mancato utilizzo del badge, il Tribunale e la Corte d’Appello di Bologna hanno riconosciuto il contrasto del sistema di rilevazione automatica delle presenze con la disciplina contrattuale dei R&T, come illustrato nel nostro comunicato del 2016.
Ribadiamo pertanto che l’utilizzo di ePAS per gli adempimenti amministrativi non può introdurre obblighi, autorizzazioni o vincoli che il contratto non prevede. Chiediamo nuovamente alla Direzione Generale un chiarimento esplicito rivolto a tutte le Strutture dell’Ente, che escluda l’imposizione ai R&T di sistemi automatici di controllo dell’orario incompatibili con la loro disciplina contrattuale e impedisca interpretazioni lesive delle loro prerogative.
Ribadiamo con altrettanta fermezza che le responsabilità organizzative dell’Amministrazione non possono essere trasferite al personale. La nota del Direttore Generale collega la mancata attivazione di ePAS alla mancata attribuzione dei compensi per lavoro straordinario: una previsione inaccettabile, che sovrappone la corretta rilevazione delle prestazioni lavorative al passaggio a una specifica piattaforma. Il pagamento degli straordinari non può diventare una leva per imporre un software. Chiediamo di eliminare questo automatismo e di garantire al personale Tecnico e Amministrativo i compensi spettanti per lo straordinario regolarmente autorizzato, effettivamente svolto e documentato, nel rispetto delle condizioni normative e contrattuali.
Chiediamo infine all’Amministrazione di dimostrare la stessa determinazione riservata all’estensione di ePAS anche nelle scelte che incidono realmente sulla capacità del CNR di fare ricerca, mettendo in campo risorse certe, impegni verificabili e tempi definiti.
Ribadiamo all’Amministrazione, dalla quale attendiamo finalmente risposte concrete, che è urgente dare concretezza alla valorizzazione dei R&T di ruolo, riconoscendone professionalità, competenze e responsabilità attraverso la programmazione regolare di nuovi concorsi ex art. 15 e lo scorrimento delle graduatorie degli idonei relative ai bandi ex art. 15 del 2023: è necessario recuperare anni di ritardo nelle progressioni di carriera, non prolungare ulteriormente l’attesa del personale.
È urgente offrire ai precari prospettive concrete di accesso ai ruoli, attraverso una programmazione strategica del reclutamento che dia continuità alle attività scientifiche e impedisca che la scadenza dei contratti disperda competenze ed esperienze costruite negli anni nell’interesse dell’Ente.
Ed è urgente garantire una dotazione economica individuale minima e continuativa per ogni R&T, sostenuta da un adeguato finanziamento ordinario, per svolgere ricerca di base e libera e affrontare le normali esigenze dell’attività scientifica, dall’acquisto di strumenti all’aggiornamento professionale e alla partecipazione a convegni: ottenere finanziamenti esterni deve consentire di ampliare le possibilità di ricerca, non essere la condizione indispensabile per poter svolgere il proprio lavoro. L’autonomia scientifica non è effettiva senza le risorse necessarie per esercitarla.
A queste richieste deve affiancarsi un piano dell’Ente per l’accesso dei R&T agli strumenti di intelligenza artificiale, con licenze istituzionali adeguate alle esigenze scientifiche, formazione, assistenza e garanzie di tutela dei dati e dei risultati della ricerca. Occorre una strategia comune che assicuri condizioni di accesso omogenee, non iniziative frammentarie dipendenti dalle disponibilità economiche dei singoli o degli Istituti: dotare il personale di questi strumenti, senza scaricarne i costi sul personale, significa investire nella capacità del CNR di tenere il passo con il sistema universitario nazionale e la ricerca internazionale.
Il futuro del CNR non dipende dall’estensione di ePAS a tutte le sedi dell’Ente, ma dalla capacità di valorizzare il proprio personale R&T, rispettarne le prerogative e metterlo nelle condizioni di fare ricerca con risorse adeguate e strumenti al passo con l’innovazione scientifica e tecnologica!
Laura Fantozzi
Responsabile Nazionale FGU-DR-ANPRI CNR

