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Stato giuridico dei ricercatori – Lettera aperta di Fernando Di Nicola

Sullo stato giuridico di ricercatori e tecnologi, abbiamo ricevuto dal collega Fernando Di Nicola la lettera aperta che ha inviato al gruppo PD di Camera e Senato. La pubblichiamo volentieri,, con l’autorizzazione dell’autore, con l’auspicio che possa stimolare il dibattito, in questo difficile momento, sul disegno di legge di riforma della Pubblica Amministrazione.

 

Spett.li Onorevoli​ del gruppo ​PD​,

è con profonda delusione che io ed altri colleghi ricercatori di Enti Pubblici di Ricerca (EPR) abbiamo letto dell’emendamento da voi promosso con successo il 30 giugno scorso sul DDL in oggetto, al fine di eliminare anche la pur vaga “definizione del ruolo dei ricercatori e tecnologi degli EPR, garantendo il recepimento della Carta europea dei ricercatori e del documento European Framework for Research Careers”. Che rappresentava il compromesso raggiunto al Senato per richiamare, senza citarlo, uno stato giuridico dei ricercatori che ne sancisse le peculiarità professionali.
So bene che esistono lobby potenti che hanno interessi, per la verità piuttosto meschini, a negare la pienezza della figura del ricercatore ed un inquadramento che ne riconosca​ la professionalità e l’equipollenza, ove necessario​ a seguito di mobilità​, con le altre figure di ricerca del mondo universitario, nonchè dirigenziali di natura professionale (ad es. i medici nella sanità).
Ma il pieno riconoscimento ed inquadramento dei ricercatori, in affinità con le analoghe ma non identiche figure universitarie,​ invece che con funzionari ministeriali, è nell’interesse stesso di EPR inseriti nel mondo più vasto della ricerca e con meccanismi partecipativi della sua principale e qualificata risorsa, i ricercatori.
Invece, nel togliere qualsiasi riferimento a stato giuridico e meccanismi partecipativi, insieme a quelli di favorita​ mobilità tra strutture di ricerca, lo “snellimento” della gestione degli EPR equivale ad un’accentuazione della gestione autocratica da parte di Presidenti catapultati dal potere politico di turno. La quale gestione senza partecipazione non potrà che deprimere le potenzialità di questo mondo​ nonché l’affinità con il mondo universitario, al contrario totalmente autogestito.
Se la vostra scelta, come temo, è stata influenzata da accondiscendenza verso gruppi di pressione poco interessati al mondo della ricerca ed alla sua qualità ed efficienza, sappiate che da parte mia, e di ricercatori che seguono le vostre attività, c’è memoria sufficiente per ricordare il vostro operato e quello del vostro partito di riferimento quando eserciteremo il nostro diritto di voto (con i limiti di scelta degli eletti che purtroppo permangono).
Con auguri di buon lavoro, qualificato ed indipendente,
Fernando Di Nicola
Ricercatore EPR ISAE poi ISTAT
Consigliere per le politiche fiscali Dip. Finanze MEF

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