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INGV Comunicato per il personale del 2/1/2026 Auguri di Buon 2026: rendere l’INGV coerente con la sua missione.

 

Care Colleghe, Cari Colleghi,
con l’avvio del 2026 desideriamo rivolgere a tutto il personale dell’INGV i nostri auguri di buon lavoro e di serenità, nella consapevolezza che la qualità della ricerca e del servizio pubblico reso dall’Istituto dipende, prima di tutto, dalle persone e dalle condizioni concrete in cui esse operano.

Stato del cambiamento: segnali ancora troppo piccoli, ostacoli ereditati e scelte necessarie

Il 2 aprile 2025, pochi giorno dopo la sua nomina, abbiamo incontrato il Presidente Florindo, e con lui abbiamo condiviso tre priorità strategiche:

  • Revisione della Governance.
  • Riorganizzazione dell’Amministrazione e del Sistema di Valutazione delle Performance.
  • Valorizzazione del Personale e Benessere Lavorativo.

Il 21 maggio 2025, auspicando un cambio di passo, abbiamo richiamato anche Eraclito, a ricordare che il cambiamento non è uno slogan, ma una direzione che richiede scelte coerenti.

A una prima analisi, i segnali di cambiamento appaiono ancora troppo limitati rispetto alla profondità delle criticità ereditate. La giustificazione è evidente: l’Ente proviene da un periodo di forte squilibrio organizzativo, con nodi difficili da sciogliere (programmazioni di spesa discutibili, assetti consolidati, prassi interne non sempre omogenee e  pienamente trasparenti e dinamiche non virtuose che hanno finito per indebolire la percezione di equità e fiducia). Rimettere in asse tutti questi elementi è un’opera complessa.

Proprio per questo, però, suggeriamo una strategia per rendere l’Amministrazione più efficiente senza gravare sui R&T con compiti gestionali:

  • rafforzare temporaneamente la dirigenza amministrativa con profili di alto livello esterni, per discontinuità reale e competenze di riorganizzazione;
  • utilizzare gli eventuali margini/avanzi di bilancio per acquistare servizi e soluzioni che rendano velocemente la macchina più efficiente;
  • evitare l’idea, spesso fallace, che l’organizzazione migliori soltanto “aggiungendo personale amministrativo”: la leva decisiva è la reingegnerizzazione dei processi, la qualità dei sistemi informativi gestionali e l’automazione intelligente.

Procedure selettive ex art. 15: complimenti ai vincitori, ora servono regole stabili e condivise

Si sono concluse le procedure selettive ex art. 15: complimenti alle colleghe e ai colleghi vincitori, per un traguardo professionale meritato.

Detto questo, l’esperienza di questi anni conferma un punto essenziale: non è accettabile che le regole siano percepite come variabili, episodiche o scritte “per” i Ricercatori e Tecnologi anziché “con” i Ricercatori e Tecnologi. Occorre un regolamento ben ponderato, scritto e non soggetto a modifiche estemporanee, costruito con il contributo determinante di chi quelle regole le applica: un regolamento che consenta ai ricercatori e tecnologi di programmare attentamente il proprio percorso professionale. Tale regolamento dovrebbe essere strutturato in modo coerente con una strategia di reclutamento del personale R&T basata sui medesimi principi. Le norme organizzative che impattano sul lavoro dei R&T non possono essere impostate come mero esercizio amministrativo: devono rispettare la missione scientifica e la specificità dell’Ente, oltre che l’autonomia professionale di quei R&T.

Osserviamo che l’ampliamento delle posizioni per i Primi Ricercatori e Primi Tecnologi è stato molto limitato rispetto a quanto richiesto da FGU-DR-ANPRI: solo 16 posizioni, con un totale, tra le diverse tornate 2022 e 2024, di 146 posizioni complessivamente finanziate dai fondi stanziati dalla Legge di Bilancio 2022, a fronte di un potenziale di 197 posizioni. La motivazione addotta è la difesa contabile del bilancio (!) e la necessità di non saturare la capacità assunzionale dell’Ente: una scelta obbligata e non condivisa che rende ancora più urgente una vera programmazione. Serve infatti che le scelte strategiche su priorità scientifiche, fabbisogni e carriere siano assunte e guidate dagli organi di indirizzo politico (CdA), scientifico (Consiglio Scientifico) e operativo (Direttori di Dipartimento) dell’INGV, e si traducano in indirizzi chiari e vincolanti per l’Amministrazione: sono gli organi di indirizzo a indicare la rotta agli uffici amministrativi, non il contrario.

Ai colleghi di III livello diciamo con chiarezza: le risorse per le progressioni vanno protette e non devono essere “drenate” su altre finalità (altre qualifiche, altre operazioni o spese accessorie/indennità). Per questo chiediamo che siano vincolate in un fondo dedicato, con evidenza contabile e regole d’uso coerenti con la finalità della norma: valorizzare e far crescere le carriere dei R&T. Nel 2026 lavoreremo per un bando di almeno 50 posizioni per Primi Ricercatori e Primi Tecnologi: le risorse ci sono e vanno impiegate per questo scopo! Chiediamo che questo traguardo rientri tra gli obiettivi della dirigenza amministrativa, con la conseguente valutazione delle indennità, perché la funzione gestionale deve essere valutata soprattutto sulla capacità di aumentare il benessere lavorativo e di promuovere e accelerare la Ricerca.

In parallelo, invitiamo a mantenere alta l’attenzione su scelte che incidono sulla capacità assunzionale (ad esempio procedure su profili apicali gestionali, come richiamato nel dibattito interno): su questi punti non servono allusioni, ma atti concreti, motivazioni e trasparenza, e – se emergono dubbi fondati – l’attivazione dei canali di verifica e controllo competenti. È un tema che chiama in causa la responsabilità dell’attuale amministrazione, che a nostro avviso deve marcare una chiara  discontinuità rispetto al passato, riequilibrando le priorità in coerenza con la missione scientifica dell’Ente e con la tutela delle carriere dei R&T.

Sul piano del fabbisogno e della necessità di operare scelte qualificate, alcuni membri del CdA e la Direzione Generale – sollecitati sul punto – hanno condiviso l’esigenza di avviare, da gennaio 2026, un approfondimento strutturato sullo stato dell’arte del costo e della composizione del personale, tramite un quadro analitico che includa: consistenze per livello e fascia, dinamiche di turn-over e progressioni, mappa delle indennità (da incarico e da carica) e relativi criteri di attribuzione. In parallelo, è stata riconosciuta la necessità di verificare la coerenza tra missione istituzionale e assetto delle competenze oggi disponibili, identificando con trasparenza i presìdi scientifici imprescindibili e i settori da rafforzare, così da orientare in modo tracciabile le scelte di reclutamento, sviluppo di carriera e allocazione delle risorse.

Nello stesso perimetro va affrontata in modo esplicito anche la questione del personale precario, definendo un percorso di pre-ruolo chiaro e programmato, sostenibile per l’Ente e al tempo stesso dignitoso, credibile e attrattivo per il personale interessato, evitando soluzioni occasionali e non strutturali.

Due criticità che restano aperte: formazione e regole sull’orario di lavoro

(che, per impostazione e tempistica, rischiano di essere percepite come misure punitive verso i R&T).

Nel frattempo, ci lasciano perplessi due dossier che a nostro avviso richiedono correzioni rapide:

  1. a) Formazione: l’attuale gestione, basata su una circolare che presenta lacune e ambiguità applicative, per la quale è stata richiesta formalmente la cancellazione, va riesaminata e riscritta in modo coerente con il quadro normativo di confronto sindacale e con le specificità professionali dei R&T tutelati dalla norma, assicurando il conseguente riallineamento degli atti e delle modalità attuative. Nel frattempo, rassicuriamo i R&T: in presenza di eventuali contestazioni o ipotetici addebiti disciplinari connessi all’applicazione della circolare, gli iscritti potranno contare su tutela e assistenza legale.
  2. b) Orario di lavoro e regole operative: desta forte preoccupazione il Gruppo di Lavoro sulla revisione del disciplinare sull’orario di lavoro che risulta composto da soli 2 R&T a fronte di 7 profili gestionali-amministrativi in un momento di alte (e altre) priorità. L’INGV è un EPR: l’autogoverno e l’autonomia professionale dei R&T non sono un dettaglio, ma un principio ordinante. Non è accettabile che altri decidano “come devono lavorare” i R&T senza una rappresentanza adeguata e senza criteri di bilanciamento e competenza. Notiamo, infine, che il GdL è carente anche per quanto riguarda il bilanciamento di genere.

FGU-DR-ANPRI continuerà a svolgere il proprio ruolo con serietà, trasparenza e determinazione, nell’interesse collettivo dell’Istituto e di chi, ogni giorno, lo fa vivere con competenza e responsabilità. Per farlo, però, serve una comunità di Ricercatori e tecnologi forte e presente: partecipate, segnalate criticità e proposte, aiutateci a presidiare i tavoli e a rendere esigibili trasparenza e regole. Chi condivide questa linea può dare un contributo concreto aderendo a FGU-DR-ANPRI, perché in un Ente a prevalenza R&T la rappresentanza non è un dettaglio: è la condizione per impedire che le scelte vengano prese altrove.

Auguri di Buon 2026 a tutte e a tutti.
FGU-DR-ANPRI   INGV

 

 

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