In evidenza News 

Università e precariato: Italia ancora lontana dalle medie Ue e Ocse

ROMA – Italia ancora lontana dalla Ue e dall’Ocse sul numero di immatricolati, laureati e ricercatori. Nel nostro Paese, infatti, i giovani tra i 25 e i 34 anni con un’istruzione di tipo terziario sono il 28%, soglia ben distante dal 45% dei Paesi più avanzati. Per quanto riguarda poi gli investimenti, spendiamo il 3,9% del Pil in istruzione, di cui solo lo 0,9% è utilizzato per quella terziaria, mentre in area Ocse si arriva al 4,9% complessivo, di cui l’1,5% è dedicato alla terziaria. Dunque, esiste nella Penisola una “questione universitaria”, come emerge da una indagine conoscitiva sulla condizione studentesca negli atenei italiani e sul precariato nella ricerca, svolta dalla Commissione Istruzione, università e ricerca del Senato con relatore il Sen. Francesco Verducci.
Quanto al precariato nella ricerca, appunto, esso è strettamente legato all’eccessiva lunghezza del percorso che porta poi all’immissione in ruolo del personale docente. Percorso che si dipana in una serie di posizioni a tempo determinato che mantengono i giovani in uno stato di incertezza sono alla soglia dei quarant’anni e alimentano frustrazione, disillusione.
“Molte delle scelte politiche che bisogna fare devono avere una base di dati e una consapevolezza dello stato dell’arte e del punto cui arrivare”, ha detto Maria Cristina Messa, Ministra dell’Università e della ricerca, presente durante la relazione conclusiva dell’indagine. “Dobbiamo riuscire a migliorare il numero dei laureati e far sì che trovino un lavoro degno della propria laurea, un obiettivo importante che riguarda il mondo dell’Università, del lavoro, della politica e dell’economia. È importante per l’Italia perché se cadiamo sul capitale umano, l’economia basata sulla conoscenza la faranno altri paesi e non noi. Rispetto alla precarietà del mondo della ricerca, per anni sottofinanziata, oggi – ha proseguito la ministra – abbiamo l’opportunità per correggere e guardare a futuro in modo diverso per cui sono necessarie riforme e finanziamenti, identificare percorsi certi e che diano dignità ai ricercatori. Bisogna migliorare la collaborazione tra enti di ricerca e Università, valorizzare la figura dell’innovatore e tenere presente anche la ricerca nel privato, competitiva soprattutto a livello europeo. Va risistemato un mondo, quello della ricerca che non ha mai fatto sistema in Italia”.
“Dobbiamo intervenire radicalmente sulla condizione universitaria e sul diritto allo studio, altrimenti non raggiungeremo mai l’obiettivo di avere più laureati e più persone qualificate: se non garantiamo il diritto allo studio l’Italia rimarrà indietro. Già ora, guardando al Pnrr e al programma Horizon 2020, non abbiamo abbastanza ricercatori per gli investimenti che abbiamo”, ha chiosato invece la presidente del CNR Maria Chiara Carrozza.

L’INDAGINE:
https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/1307166.pdf

https://m.facebook.com/cescverducci/videos/presentazione-indagine-conoscitiva-università-e-ricerca/4529366613753307/?_rdr

Related posts

Leave a Comment

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: