Comunicati CNR News 

Lettera: Urge riformare il CNR e mettere la Ricerca al centro del suo operato

Roma, 20 aprile 2021

Prot:15/2021

Alla prof.ssa Maria Chiara Carrozza

Presidentessa del CNR

e p.c.   al Consiglio di Amministrazione del CNR

ai R&T del CNR

Oggetto: Urge riformare il CNR e mettere la Ricerca al centro del suo operato

Gentile Presidentessa,

la scrivente O.S., rappresentativa dei Ricercatori e Tecnologi degli EPR, nel congratularsi con Lei per il prestigioso incarico ricevuto e nel porgerle i migliori auguri di buon lavoro, si vede costretta ad evidenziarle, sin dai primi giorni del suo mandato, la necessità di “riformare” il CNR per mettere la Ricerca al centro del suo operato, dato che l’irresponsabile “latitanza” del suo predecessore ha lasciato di fatto il governo dell’Ente nelle mani della sola anima amministrativa, privo quindi di una governance capace di comprendere e soddisfare i bisogni della Ricerca. 

Esemplificative, a tal riguardo, sono sia alcune Circolari (emesse negli ultimi anni) che hanno disposto il prelievo centralizzato, dalle “casse” degli Istituti”, di ingenti fondi residui indispensabili, invece, per il regolare svolgimento e prosieguo delle attività di ricerca, sia recenti provvedimenti che hanno ulteriormente burocratizzato la gestione di fondi di ricerca e altri che hanno bloccato improvvisamente la possibilità di stipulare contratti t.det.

Assurda anche, per un Ente di Ricerca, la composizione della “cabina di regia” che ha gestito, e sta gestendo, l’emergenza Covid nel CNR, definendo i criteri di priorità delle attività di ricerca, le loro modalità di svolgimento in presenza e in lavoro agile,…, “cabina di regia” costituita esclusivamente da dirigenti amministrativi ad eccezione di un solo Direttore di Istituto, presente per le sue specifiche competenze scientifiche e non già in rappresentanza della comunità scientifica dell’Ente!

E’ quindi necessario ed urgente ridare alla Ricerca, alle sue necessità e ai suoi protagonisti, ossia i Ricercatori e Tecnologi, quel ruolo centrale che spetta loro in ogni istituzione che voglia definirsi  “Ente di Ricerca”, recuperando quanto perso in particolare negli ultimi anni. In particolare, riteniamo indispensabile:

  1. Individuare procedure atte a verificare preventivamente l’impatto sulla Ricerca di ogni provvedimento, anche gestionale ed amministrativo, dell’Ente, ad esempio costituendo uno o più gruppi di lavori, costituiti da rappresentanti della comunità scientifica interna, che affianchino la Direzione Generale,
  2. Snellire le procedure per l’acquisizione di materiale, strumentazioni ed apparecchiature di uso scientifico,
  3. Rinnovare il Consiglio Scientifico (quello attualmente in carica è già scaduto da tempo), nel quale potrà finalmente essere presente quella componente elettiva, in rappresentanza dei R&T dell’Ente, prevista dal d.lgs. 218/2016 e dal nuovo Statuto dell’Ente,
  4. Adeguare il Regolamento del Personale (quello vigente è vecchio di 16 anni) alla Carta Europea dei ricercatori, al Codice di Condotta per l’Assunzione dei Ricercatori e all’European Framework for Research Careers, così come imposto dal d.lgs. 218/2016, al fine, ad esempio, di assicurare procedure trasparenti, certe, durature nel tempo e condivise dalla comunità scientifica interna per l’assunzione e la progressione di carriera dai R&T dell’Ente. Si evidenzia  a tal riguardo che, nonostante recenti concorsi pubblici (già espletati) e concorsi riservati (in via di conclusione), ad oggi nel CNR, pecora nera fra gli EPR, il 77% dei R&T è ancora bloccato nel livello iniziale e solo il 7% ha raggiunto il livello apicale,   
  5. Modificare le modalità di nomina dei Direttori di Istituto, al fine da riconoscere ai R&T afferenti all’istituto un ruolo determinante nell’individuazione del Direttore del “proprio” Istituto,
  6. Modificare sostanzialmente sia compiti e funzioni dei Dipartimenti, che devono diventare snelle strutture di coordinamento degli Istituti loro afferenti, che criteri di nomina dei rispettivi Direttori, da scegliere ad esempio a rotazione tra i Direttori degli Istituti afferenti,
  7. Definire politiche di assunzione del personale atte a contrastare e prevenire i fenomeni del sotto-inquadramento e del prolungato precariato del personale.

Ovviamente, va modificata quanto prima la composizione della succitata “cabina di regia” deputata a gestire l’emergenza Covid, integrandola con una adeguata componente rappresentativa della rete scientifica dell’Ente.

È altresì indispensabile agire anche verso l’esterno per assicurare, in particolare, che il CNR rivesta un ruolo da protagonista nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), in modo che l’Ente possa dare il suo prezioso contributo alla ripresa del Paese e, al contempo, beneficiare di parte dei finanziamenti destinati alla Ricerca per dotarsi di nuove infrastrutture di ricerca, aggiornare quelle esistenti e potenziare la sua ricerca di base.

Ugualmente indispensabile adoperarsi affinché la dotazione ordinaria dell’Ente, il FOE, sia adeguatamente aumentato per consentire all’Ente di definire una propria politica della ricerca, attraverso ad esempio specifici finanziamenti alle attività di ricerca ritenute dall’Ente strategiche  per il Paese e le sue specificità, e di assegnare ai R&T una dotazione per lo svolgimento di attività di ricerca curiosity driven, dato che l’attuale finanziamento ordinario è sufficiente quasi solo a coprire i costi del personale.

Nell’augurarle nuovamente buon lavoro, restiamo a Sua disposizione per un auspicato confronto sulle questioni su evidenziatole.

Gianpaolo Pulcini

Responsabile Nazionale FGU-DR-ANPRI CNR

Related posts

Leave a Comment

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: