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Corte dei conti sull’esercizio 2014 dell’INdAM: svolto il suo ruolo istituzionale ma in netto peggioramento la situazione finanziaria

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Il 9 giugno è stata pubblicata la Relazione della Corte dei conti, sez. controllo sugli Enti, riguardante la gestione finanziaria dell’Istituto Nazionale di Alta Matematica Francesco Severi (INdAM) per l’esercizio 2014.

Anche nel corso del 2014, l’INdAM ha svolto – secondo la Corte – il suo ruolo istituzionale nel campo della formazione e della ricerca, con la prosecuzione di programmi già consolidati da diversi anni e l’avvio di nuovi, diretti a promuovere la formazione e lo sviluppo della ricerca matematica, sia in ambito nazionale che internazionale, anche mediante numerose iniziative di collaborazione scientifica nell’ambito dell’Unione Europea.

L’INdAM, la cui struttura tecnica permanente ha la sede centrale presso l’Università “La Sapienza” di Roma, si ramifica sul territorio nazionale con 57 “unità di ricerca” presso i Dipartimenti di Matematica di altrettante università, due presso il CNR ed una presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste.

L’Ente è caratterizzato da una dotazione organica, interamente coperta, costituita solo da personale amministrativo: un Direttore amministrativo e nove amministrativi di IV-VII livello. Nel 2014 sono stati assunti due ricercatori a tempo determinato. Il costo complessivo per il personale in servizio è stato pari a circa 541 mila euro.

La situazione economico-finanziaria mostra un peggioramento rispetto all’esercizio precedente; in particolare, il saldo finanziario dell’anno 2014 (di 950.197 euro) è negativo, a differenza di quello positivo registrato nel 2013 (pari a 428.527 euro).

Il valore complessivo delle “entrate correnti” è diminuito del 18,1% rispetto al 2013 (3.383.378 euro a fronte di 4.131.099 euro) a causa principalmente della diminuzione dei “trasferimenti ordinari” da parte dello Stato (650mila euro in meno), nonché dei “trasferimenti straordinari” per contributi dall’Unione Europea, accertati ed incassati per un totale di 658 mila euro.

Peraltro, il totale delle spese correnti, pari a 4.302.961 euro, aumentate del 19,45% rispetto al 2013, incrementano la loro incidenza sull’ammontare delle spese complessive, pari a 4.592.019 euro, costituendo nel 2014 il 93,7% delle spese complessive.

La spesa per il funzionamento degli Organi (Presidente, CdA, Collegio dei revisori dei conti, Consiglio scientifico e OIV) è stata nel 2014 pari a 64.914 euro, di circa 3 mila euro superiore alle spese del 2013.

L’esercizio 2014 si è chiuso con un disavanzo economico pari a 677.378 euro, mentre nel 2013 si era registrato un avanzo di quasi 510 mila euro, a causa del netto peggioramento della gestione caratteristica.

Il patrimonio netto deve, a parere della Corte, intendersi pari a 135.192 euro, fortemente peggiorato rispetto a quello registrato nel 2013.

 

Questa notizia è stata pubblicata nella Newsletter ANPRI n. 12 del 16 giugno 2016.

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