Comunicato del 27 giugno 2016. I nuovi paladini dei Ricercatori e Tecnologi del CNR !

Paladini

Da molti anni ormai l’ANPRI rappresenta e tutela i Ricercatori e Tecnologi degli EPR senza mai trascurare di considerare l’importanza e il ruolo svolto dal personale tecnico e amministrativo nel necessario supporto allo svolgimento delle attività di ricerca.

Comportamento speculare non lo abbiamo mai osservato da parte degli altri sindacati, in particolar modo dei due sindacati confederali che solo oggi, con un Volantino congiunto, fingono di ergersi a paladini dei nostri diritti e delle nostre prerogative.
Ci domandiamo allora:

• Dove erano questi sindacati, e non solo loro, quando, in sede di stesura dei CCNL, sono state fissate indennità di Ente e oneri accessori a favore del solo personale tecnico e amministrativo in modo che un tecnico/amministrativo potesse guadagnare molto più di un Ricercatore/ Tecnologo di III livello?

• Perché questi stessi sindacati hanno ostacolato l’impegno dell’ANPRI per il corretto riconoscimento del trattamento di missione all’estero dei R&T (leggasi rimborso spese di taxi e di trasporto urbano), nel nome di un’illegittima estensione della normativa vigente a tutto il personale?

• Perché questi sindacati hanno chiesto ed ottenuto dal CNR il taglio di centinaia di posti in pianta organica dei livelli apicali dei Ricercatori al fine di realizzare 417 progressioni di livello del personale tecnico/amministrativo?

• Perché questi sindacati non si sono mai impegnati per favorire contemporaneamente nuove assunzioni e progressioni di carriera dei R&T, protestando contro l’indegna permanenza di tanti R&T nel livello iniziale?

• Per quale motivo questi sindacati spalleggiano apertamente i Direttori degli Istituti del CNR nel non riconoscere l’autonoma determinazione del tempo di lavoro dei R&T, imponendoci forme illegittime di disciplina dell’orario di lavoro e di controllo sull’osservanza dello stesso (leggasi badge automatici)?

• Cosa hanno fatto questi sindacati per contrastare le illegittime restrizioni allo svolgimento dell’attività fuori sede dei R&T “suggerite” dalla Direzione CNR delle Risorse Umane?

• Quali iniziative hanno preso questi sindacati per ostacolare il prelievo da parte dell’Amministrazione Centrale dei fondi per la ricerca faticosamente guadagnati e risparmiati dai R&T per lo svolgimento della nostra attività?

Tutte domande alle quali è facile rispondere: erano impegnati a fare molte cose tranne che a difendere le prerogative e i diritti contrattuali e normativi dei R&T del CNR.

Siamo vicini alla definizione del decreto attuativo dell’art. 13 della legge Madia sulla semplificazione delle attività degli Enti di Ricerca, decreto che dovrebbe (finalmente!) riconoscere lo stato giuridico ai R&T degli EPR, similmente a quanto accade per la docenza universitaria, sottraendo così i R&T del CNR e di tutti gli Enti di Ricerca ai continui capricci dei rinnovi contrattuali.

Ciò però causerà un’inevitabile riduzione degli introiti dei sindacati confederali, dei loro distacchi e permessi sindacali, e una radicale diminuzione del loro potere di influenza, non sempre visibile e trasparente, nelle scelte organizzative, gestionali e politiche degli enti.

Forse proprio questo è alla base dell’improvviso interesse di questi sindacati per i R&T, nella vana speranza di trascinarci con loro nell’ultimo tentativo di far cancellare le norme sullo stato giuridico e la nostra decontrattualizzazione previste nel decreto attuativo della legge Madia.

Ma non potranno essere uno o cento volantini a farci credere alle loro parole.

Gianpaolo Pulcini
Segretario Nazionale, Responsabile CNR

 

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4 Thoughts to “Comunicato del 27 giugno 2016. I nuovi paladini dei Ricercatori e Tecnologi del CNR !”

  1. Leopoldo Iannuzzi

    Caro Gianpaolo,
    Quello che dici non e’ solo esatto e corretto, ma anche necessario per stigmatizzare certi comportamenti sindacali. Spero solo che i ricercatori degli EPR siano finalmente e giuridicamente tutelati da una legge che regoli il loro stato giuridico cosi’ come avviene per i colleghi universitari.

  2. Leopoldo Iannuzzi

    Caro Gianpaolo,
    Quello che dici non e’ solo esatto e corretto, ma anche necessario per stigmatizzare certi comportamenti sindacali. Spero solo che i ricercatori degli EPR siano finalmente e giuridicamente tutelati da una legge che regoli il loro stato giuridico cosi’ come avviene per i colleghi universitari.

  3. Caterina

    Pienamente concordo con tutto quello che avete detto. Noi ricercatori non siamo stati mai tutelati dai sindacati anzi grazie al loro continuo appoggio al personale amministrativo hanno fatto si che quest’ultimi si sentissero autorizzati a trattare i ricercatori come personale al loro servizio e non viceversa.
    Eppure se l’Ente esiste è grazie al lavoro (sottopagato e non riconosciuto) di tanti ricercatori che si impegnano per cercare fondi per la ricerca (ormai reperiti esclusivamente da fonti esterne) ma anche per mantenere aperti gli istituti CNR visto zero fondi di dotazione ordinaria.
    Mi domando se l’Ente, i sindacati e gli amministrativi si sono mai fermati a pensare che se di punto in bianco i ricercatori smettono di ammazzarsi per trovare i fondi loro che fine farebbero.

  4. Caterina

    Pienamente concordo con tutto quello che avete detto. Noi ricercatori non siamo stati mai tutelati dai sindacati anzi grazie al loro continuo appoggio al personale amministrativo hanno fatto si che quest’ultimi si sentissero autorizzati a trattare i ricercatori come personale al loro servizio e non viceversa.
    Eppure se l’Ente esiste è grazie al lavoro (sottopagato e non riconosciuto) di tanti ricercatori che si impegnano per cercare fondi per la ricerca (ormai reperiti esclusivamente da fonti esterne) ma anche per mantenere aperti gli istituti CNR visto zero fondi di dotazione ordinaria.
    Mi domando se l’Ente, i sindacati e gli amministrativi si sono mai fermati a pensare che se di punto in bianco i ricercatori smettono di ammazzarsi per trovare i fondi loro che fine farebbero.

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