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COMUNICATO 20 settembre 2024: Il MUR presenta alle rappresentanze sindacali le linee guida dell’atto di indirizzo per il rinnovo del CCNL triennio 2022-2024

 

 

Lo scorso martedì 17 settembre la Segretaria Generale del Ministero dell’Università e della Ricerca Cons. Francesca Gagliarducci, coadiuvata dal suo staff,  ha presentato alle rappresentanze sindacali le linee guida che nell’intenzione del Ministero andrebbero indicate nel prossimo atto di indirizzo del Governo per l’apertura delle trattative per il rinnovo del CCNL 2022-2024. Riassumiamo qui i punti principali descritti ed i commenti da noi esposti come FGU Dipartimento Ricerca.

  • È stata espressa con molta chiarezza l’intenzione di avere un atto di indirizzo “aperto” con l’obiettivo di consentire al tavolo di trattativa all’ARAN quella dialettica che in passato è mancata a causa di vincoli di mandato troppo stringenti previsti nei relativi atti di indirizzo.
  • Attenzione alle code contrattuali non concluse nel precedente contratto, in particolare quella sull’ordinamento, per le quali il Ministero ha espresso l’intenzione di arrivare ad una conclusione. Sottolineiamo l’affermazione della volontà del Ministero di enfatizzare la “permeabilità con l’Università degli EPR” introducendo eventualmente “profili e istituti di scambio” forti. In questa ottica è stata ribadita la volontà di introdurre per gli EPR la figura delle Elevate Professionalità (EP) analogamente a quanto già avviene nelle Università. Ci domandiamo, e lo abbiamo chiaramente esposto nell’incontro, cosa significa “permeabilità” nel caso dei Ricercatori e Tecnologi degli EPR che sono contrattualizzati mentre nell’Università le figure equivalenti, i ricercatori e i docenti, sono regolamentate da una legge che ne definisce lo stato giuridico.
  • Tra le code contrattuali quella sul “contratto di ricerca” non verrà rinviata ed infatti lo stesso giorno è arrivata la convocazione per il proseguimento della trattativa all’ARAN il prossimo 2 ottobre. Ricordiamo in proposito che il ministro ha espresso con chiarezza l’intenzione di non prorogare oltre il prossimo 31 dicembre la possibilità di usare gli assegni di ricerca, come anche riportato nel nostro comunicato del 5 agosto scorso (1), e l’affermazione ripetuta con estrema chiarezza anche dalla Cons. Gagliarducci che il contratto di ricerca introdotto con il DL 36/2022 è “immediatamente applicabile”.
  • Altro punto fondamentale è la volontà del Ministero di semplificare, cosi come anche chiesto dall’ARAN e dalle rappresentanze sindacali, eventualmente con lo “spacchettamento” del comparto le procedure per la stipula del contratto che sono al momento complicate fortemente dal dover sottoscrivere un unico contratto insieme con il settore scuola.

 

I nostri commenti sono stati:

  • Finanziamenti insufficienti: Abbiamo inevitabilmente dovuto sottolineare che con i finanziamenti previsti questo contratto finirebbe per coprire circa un terzo dell’inflazione reale. Cosa aggiungere se non la necessità di un ulteriore impegno finanziario?
  • Necessità di nuovi interventi normativi: Sulla riforma dell’ordinamento abbiamo ripetuto le difficoltà già esposte varie volte in passato circa la necessità di interventi normativi senza i quali solo con il contratto non sarà possibile risolvere le contraddizioni esistenti soprattutto per le progressioni interne dei Ricercatori e Tecnologi. In particolare, abbiamo sottolineato l’esigenza di modificare la norma prevista per i concorsi pubblici che impone di riservare almeno il 50% delle posizioni a candidati esterni.
  • No a nuovo precariato: La discussione sull’ordinamento deve, a nostro avviso, riguardare anche la parte di carriera così detta del pre-ruolo che ha visto la presentazione da parte del Governo di un Disegno di Legge all’inizio dello scorso agosto con l’introduzione, nuovamente, di varie figure definite “a tutele crescenti”. Non vorremmo tornare a situazioni di precariato che speravamo essere dimenticate con l’introduzione del contratto di ricerca.
  • Sì allo spacchettamento dal contratto della scuola: Abbiamo convenuto sulla necessità di risolvere le problematiche connesse alla stipula del contratto della ricerca congiuntamente alla scuola. Riteniamo che una possibile soluzione più facilmente realizzabile sia lo “spacchettamento” del contratto, da effettuare in due trattative separate e con firma disgiunta senza necessariamente creare un ulteriore comparto.
  • Tecnologo nell’Università: Abbiamo infine ricordato, sempre sulla problematica dell’ordinamento, che l’introduzione della figura del Tecnologo a tempo indeterminato nell’Università è foriera di potenziali grossi problemi se non si adotta anche per l’Università lo stesso modello ordinamentale del tecnologo degli EPR.

 

 

Auspichiamo, come anche confermato dalla Cons. Gagliarducci, che il Ministro mantenga l’impegno di aprire dei tavoli di confronti sui vari argomenti in discussione – in particolare sulla delega prevista nel disegno di legge approvato nel CdM dello scorso 4 giugno – e ci aspettiamo a breve ulteriori convocazioni. Vi terremo informati di ogni novità.

 

 

 

Eleuterio Spiriti

(Coordinatore Generale FGU Dipartimento Ricerca)

 

 

 

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1) COMUNICATO 5 AGOSTO 2024 IL MINISTRO BERNINI (MUR) TORNA AD ASCOLTARE LE RAPPRESENTANZE SINDACALI

 

 

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