Al via Matrics, il progetto Ingv che studia la concomitanza di più fenomeni estremi
ROMA, 9 luglio – Capire come terremoti, maremoti, frane e liquefazione del terreno possano manifestarsi nello stesso territorio, influenzarsi reciprocamente o generare effetti a cascata: è questa la sfida al centro di ‘Matrics’ (Multi-hazard Assessment of TRIggered and Compound riskS), il nuovo progetto dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), sviluppato nell’ambito del programma Pianeta Dinamico 2026-2029.
L’obiettivo dell’iniziativa è sviluppare metodologie innovative per valutare il rischio quando più pericoli naturali interessano uno stesso territorio, contribuendo a migliorare la prevenzione, la pianificazione territoriale e la gestione delle emergenze. Tra gli elementi più innovativi di ‘Matrics’ vi è lo studio delle infrastrutture di monitoraggio dell’Ingv. Durante una crisi sismica o vulcanica, reti sismiche e geodetiche, sistemi di comunicazione e trasmissione dei dati possono subire danni o malfunzionamenti con perdita del flusso dei dati proprio nel momento in cui risultano più necessari. Il progetto svilupperà metodologie per valutarne la vulnerabilità e l’esposizione a più pericoli naturali, fornendo le basi scientifiche per orientare future strategie di rafforzamento della loro resilienza operativa.
Nei giorni scorsi, presso la sede della Sezione di Milano dell’Ingv, si è svolto l’incontro di avvio del progetto che ha riunito i ricercatori coinvolti per definire il piano di lavoro dei prossimi quattro anni. Coordinato da Lucia Luzi, dirigente di ricerca dell’ente, ‘Matrics’ coinvolge le Sezioni Ingv di Milano, Roma, Bologna, Pisa, Irpinia, Osservatorio Nazionale Terremoti e Osservatorio Etneo. Il progetto è svolto in collaborazione con le Università degli Studi di Napoli Federico II, di Torino, di Camerino, “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara e di Firenze, il Politecnico di Milano, la Fondazione Eucentre e la Brigham Young University (Usa).
Le attività saranno sviluppate e validate in due aree pilota: lo Stretto di Messina, interessato dal terremoto del 1908, e l’Emilia-Romagna, colpita dalla sequenza sismica del 2012.

