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Inapp: oltre un quarto dei giovani italiani ha scarse competenze cognitive 

ROMA, 7 luglio – Tra i giovani di 25-34 anni, l’Italia mostra una distribuzione del capitale umano, definito considerando livello di istruzione, competenze cognitive nell’utilizzo di informazioni matematiche e numeriche, partecipazione ad attività di apprendimento e abilità socio-emotive, particolarmente sbilanciata verso il basso.
I giovani cosiddetti ‘fragili’ sono oltre un quarto (27%). Si tratta di persone con titolo di studio medio-basso, ridotte competenze cognitive, mancata partecipazione ad attività di apprendimento recenti e profili socio-emotivi meno solidi. Questa quota è più alta rispetto a Finlandia (8%), Canada (9%), Francia (13%), Inghilterra (13%), Germania (18%), Spagna (20%) e Polonia (22%).
Dall’altra parte i giovani ‘eccellenti’, che combinano alto livello di istruzione, elevate competenze cognitive, tratti socio-emotivi positivi e recente partecipazione ad attività di apprendimento, rappresentano in Italia appena il 10% dei 25-34enni, a fronte di una media pari al 18% negli otto Paesi considerati.
I giovani “poco istruiti con personalità forte” sono il 25%, quasi il doppio della media degli otto Paesi. Pur mostrando fragilità sul piano cognitivo e formativo, dispongono di risorse socio-emotive relativamente solide e favorevoli. Questo dato segnala una criticità, ma anche una possibile area di intervento: in presenza di percorsi adeguati di istruzione, formazione e riqualificazione, queste risorse possono contribuire a rafforzare il capitale umano giovanile e la partecipazione al lavoro.
Sono i risultati dei nuovi approfondimenti del secondo ciclo del Programma dell’Ocse per la valutazione internazionale delle competenze degli adulti. I numeri sono stati illustrati stamane all’auditorium Inapp durante il seminario “Piaac Ciclo 2. Competenze, capitale umano e lavoro”, organizzato dallo stesso istituto.
Le analisi presentate hanno confrontato la situazione italiana all’interno di un quadro internazionale che ha coinvolto, per l’analisi sui giovani, altri sette contesti (Finlandia, Canada, Francia, Inghilterra, Germania, Spagna e Polonia), allargandosi poi a 27 Paesi dell’Ocse per lo studio della popolazione adulta con basse competenze.
Il secondo approfondimento dell’Inapp ha riguardato gli adulti di 25-65 anni con ridotte competenze cognitive. Considerando congiuntamente i tre domini cognitivi, in Italia il 28% della popolazione adulta tra 25 e 65 anni ha ridotte competenze, a fronte di una media pari al 20,5% nei 27 Paesi Ocse considerati. Il dato segnala una difficoltà non circoscritta a una singola area di competenza, ma estesa a più dimensioni cognitive di base.
Natale Forlani, presidente Inapp, ha commentato: “Gli investimenti nelle infrastrutture digitali con l’accesso facilitato ai servizi on line della pubblica amministrazione, la crescita del numero degli occupati che partecipano ai programmi attivati dalle imprese, dai fondi interprofessionali promossi dalle parti sociali, e dai servizi per l’impiego pubblici e privati, offrono l’opportunità di recuperare, anche in tempi rapidi, alcuni dei ritardi emersi nell’indagine”.

L’indagine Inapp:
https://oa.inapp.gov.it/server/api/core/bitstreams/f3ed4df3-7006-461c-8968-fe39c3971aa9/content

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