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Poli di innovazione CNR in Calabria: una realtà o la prosecuzione di un sogno…??

Da lungo tempo il CNR parla, discute e programma dell’opportunità di dare una definitiva, idonea e stabile collocazione alle sue strutture di ricerca che operano in Calabria sin dagli anni ‘70 (la prima fu l’allora Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica nell’Italia meridionale e insulare, istituito a seguito dell’alluvione di Firenze del novembre 1966).

Il 5 luglio 2010 sembrava si fosse arrivati ad una svolta decisiva in quanto fu firmato un protocollo di intesa tra l’allora Presidente del CNR, Luciano Maiani, e l’allora Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, per la realizzazione di investimenti infrastrutturali finalizzati alla stabile localizzazione della rete scientifica calabrese del CNR. Il finanziamento complessivo sembra che ammontasse a circa 17 milioni di euro (fondi POR). Da quanto è dato sapere, risulta che nei primi mesi del 2015 sono stati completati i progetti preliminari relativi alla costruzione dei 3 Poli di innovazione (Catanzaro, Cosenza-Rende e Reggio Calabria) e che i progetti avrebbero anche ricevuto l’approvazione dei competenti uffici regionali.

Il 10 febbraio 2011, ossia circa 7 mesi dopo la sottoscrizione del primo protocollo di intesa, fu sottoscritto anche un protocollo d’intesa integrativo tra il CNR e la Regione Calabria che prevede l’impegno da parte del CNR ad assumere in Calabria complessivamente 25 Ricercatori, 1 Tecnologo e 4 tecnici/amministrativi, per un investimento annuo complessivo di 1,4 milioni di euro, cui va aggiunto un cofinanziamento di 1 milione di euro per la fase di avvio e insediamento degli Istituti ricollocati nelle nuovi sedi.

A fine novembre 2015 sembra però di essere di nuovo al capolinea, in quanto il protocollo d’intesa del febbraio 2011, a meno di successive integrazioni o modifiche, ha validità fino al 31 dicembre 2015.

Da notizie che circolano in forma ufficiosa, sembrerebbe, tuttavia, che la Regione Calabria abbia spostato le risorse necessarie per l’attuazione dell’accordo con il CNR nel capitolo fondi PAC con scadenza marzo-giugno 2017.

Quello che ci si chiede è se questo spostamento, qualora effettivamente avvenuto, sia finalizzato a dare ancora una reale possibilità di realizzazione dei tanto agognati, ancor che sottodimensionati, Poli di innovazione in Calabria, oppure se è solo una manovra per reindirizzarli su altri e magari “più mediatici” utilizzi da parte della Regione Calabria.

La scarsa attenzione della Regione Calabria per le strutture del CNR è sotto gli occhi di tutti. Ad oltre quaranta anni dall’insediamento del primo istituto del CNR in Calabria, l’opportuna e stabile collocazione fisica di tutte le strutture del CNR in Calabria sembra ancora una chimera.

Mancare anche questa occasione, che rappresenterebbe per altro solo l’avvio di un percorso da completare rapidamente, sarebbe una sconfitta per tutta la Calabria e non solo per il CNR ed i suoi Ricercatori, Tecnologi, Tecnici ed Amministrativi, che da decenni si impegnano con dedizione a sostenere al meglio la crescita culturale ed economica di questa meravigliosa parte del Paese.

 

 

Questa notizia è stata pubblicata nella newsletter ANPRI n. 21 del 3 dicembre 2015.

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4 Thoughts to “Poli di innovazione CNR in Calabria: una realtà o la prosecuzione di un sogno…??”

  1. Giovanni Gullà

    …ma forse ai politici calabresi non interessa creare condizioni di lavoro idonee per cervelli liberi dai loro condizionamenti !!

  2. Giovanni Gullà

    …ma forse ai politici calabresi non interessa creare condizioni di lavoro idonee per cervelli liberi dai loro condizionamenti !!

  3. Roberto Coscarelli

    Finalmente qualcuno cerca di sollevare il problema e di avere informazioni sui “fantomatici” Poli di Innovazione calabresi. O anche questa volta i ricercatori e tutto il personale CNR (calabrese, per la questione in argomento) vedranno “pioversi addosso” decisioni prese dall’alto…??!!

  4. Roberto Coscarelli

    Finalmente qualcuno cerca di sollevare il problema e di avere informazioni sui “fantomatici” Poli di Innovazione calabresi. O anche questa volta i ricercatori e tutto il personale CNR (calabrese, per la questione in argomento) vedranno “pioversi addosso” decisioni prese dall’alto…??!!

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