Manovra: la ricerca si salva dalla tagliola del turnover nella Pa
ROMA, 18 dicembre – Gli enti di ricerca, esattamente come le forze di sicurezza e gli enti locali, non dovranno sottostare al blocco del turnover, per il 2025, al 75% nella Pubblica amministrazione. Il provvedimento inserito dal governo in fase di varo della legge di Bilancio è mirato a contenere la spesa, ma un emendamento in sede di discussione alla commissione Bilancio della Camera ha salvato appunto dal giro di vite il settore ricerca.
Un’altra modifica alla manovra assegna al Cnr nuovi fondi per assumere ricercatori, tecnici e amministrativi. Si tratta di 9 milioni per il 2025, 12,5 per il 2026 e 10,5 per il 2027, che fanno leva sulla legge Madia per reclutare in modo diretto chi ha lavorato nella ricerca pubblica con un contratto a tempo determinato per almeno tre anni dopo aver superato una procedura concorsuale. Secondo le prime stime, con 9 milioni si potranno stabilizzare circa 170 persone a fronte di un bacino di precari del Cnr che vede attivi al momento circa 2.700 studiosi tra tempi indeterminati e assegni di ricerca, come calcolato da una recente ricognizione voluta dalla stessa presidente dell’ente, Maria Chiara Carrozza.

