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  • in risposta a: ORARIO di LAVORO – Tavolo tecnico #14509
    adminadmin
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    Ultimi due rilievi:
    Corollario ovvio:
    .7 Lavoro nelle giornate di sabato o domenica
    ……Pertanto, al dipendente che osserva un orario di lavoro articolato su cinque giorni settimanali, le ore svolte nei giorni di sabato vengono riconosciute come lavoro straordinario.
    Qualora il dipendente svolga la propria prestazione lavorativa, oppure partecipi a corsi di formazione o di aggiornamento professionale, ovvero convegni, organizzati dall’Ente o comunque autorizzati dal medesimo presso altri soggetti pubblici o privati, nella giornata del sabato può chiedere, in via opzionale, o il riposo compensativo di durata equivalente alle ore di lavoro rese o il riconoscimento, per le medesime ore, del compenso per lavoro straordinario (orientamento applicativo ARAN).

    Anche qui l’ideale sarebbe non timbrare e quindi risolvere il problema alla radice, ma per come stanno le cose, questa bozza, che non distigue fra R&T e il resto del personale, se la parte sul lavoro fuori sede dovesse rimanere com’è oggi sembra implicare che se un ricercatore ha bisogno di lavorare il sabato, non per motivi congressuali ma, ad es, per preparare una relazione urgente, non potrebbe farlo affatto essendo il Centro chiuso. Dovrebbe forse recarsi in una biblioteca? O dichiarare il falso? O lavorare gratis?

    Ultimo punto:
    Sempre dalla bozza
    2. IL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE
    ………..
    Il lavoro supplementare è quello aggiuntivo effettuato oltre quello concordato tra lavoratore e datore di lavoro con il contratto individuale……… Il dipendente con rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale, previo suo consenso, può essere chiamato a svolgere prestazioni di lavoro supplementare nella misura massima del 10% medio in ragione di anno della durata di lavoro a tempo parziale. Il ricorso al lavoro supplementare è ammesso per eccezionali, specifiche e comprovate esigenze organizzative o in presenza di particolari situazioni di difficoltà organizzative derivanti da concomitanti assenze di personale non prevedibili ed improvvise.
    Il lavoro straordinario, invece, è quello che eccede il limite dell’orario di lavoro ordinario previsto per i lavoratori a tempo pieno (artt. 1 e 3 del D.Lgs. n. 66/2003). E’ possibile svolgere lavoro straordinario nella sola ipotesi di rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale o misto……

    Leggo sulla bozza il commento

    “Nel caso dei ricercatori e tecnologi, poiché le ore di straordinario non sono retribuite, non dovrebbe esserci un vincolo, come non c’è per i lavoratori full-time”

    In realtà purtroppo non è affatto così: questa interpretazione è stata applicata a ricercatori con part-time orizzontale, citando proprio il comma 15 del CCNL 21/02/2002 E’ ovvio che una norma del genere è in assoluto contrasto con le esigenze della ricerca e con l’articolo del contratto sull’autonoma determinazione del tempo di lavoro. Come già detto fidarsi dell’interpretazione dell’ENTE è inutile. Credo vada specificato nero su bianco che questo vincolo non si applica ai ricercatori in part-time.

    Scusatemi per la lunghezza degli interventi ma l’argomento credo lo richiedesse

    in risposta a: ORARIO di LAVORO – Tavolo tecnico #14508
    adminadmin
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    1 punto: lavoro fuori sede
    Io non so se tutti i ricercatori siano d’accordo, ma io credo, per quanto detto prima, che sia diritto di un ricercatore di lavorare dove vuole, compreso a casa sua se ha da fare cose per quali ci sia bisogno di pace e concentrazione, tanto più quando la tua struttura non è in grado di garantirti le condizioni minime di lavoro. . Una volta al mio Centro si poteva fare. Poi hanno cominciato a piovere circolari che mettevano vari paletti
    Esempio, circolare del 2014:
    4.2 Servizio esterno
    Di norma la prestazione lavorativa è resa presso la sede di servizio del lavoratore. Tuttavia può verificarsi il caso che lo stesso sia incaricato di svolgere detta attività “fuori sede” per un breve lasso di tempo nell’arco della giornata lavorativa o, in alcuni casi, per tutta la durata della stessa. In entrambi i casi il dipendente deve essere preventivamente autorizzato.……………….

    Oppure il 16-9-2011 riguardo allo svolgimento dell’attività fuori sede specificatamente dei ricercatori e tecnologi:
    “si ritiene opportuno evidenziare che l’osservanza dell’orario di lavoro costituisce un vero e proprio obbligo del dipendente pubblico, al cui accertamento è strumentale ed obbligatorio il sistema automatico di rilevazione delle presenze, previsto dalla circolare ….etc etc (circolare del 1990 e del -1991)…………etc etc “la nuova disciplina sulle assenze …… impone un comportamento più rigoroso circa l’eccezionalità, tempestività ed esaustività dei c.d. giustificativi delle assenze diverse dalla malattia….” E via dicendo. Non trovo quella in cui si dichiarava che l’attività fuori sede è possibile solo in sedi Istituzionali.
    Recita la bozza di discussione: “Al riguardo, si rammenta che le dichiarazioni rese ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. n. 445/2000 devono presentare un contenuto minimo e devono indicare puntualmente gli elementi essenziali del lavoro svolto (es. il luogo di svolgimento dell’attività, la data e l’orario effettivo di svolgimento).” Faccio presente che l’art.47 è quello sulle Dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà che ovviamente nulla dice su cosa vada scritto nella nostra autocertificazione. Secondo me e molti colleghi, questa interpretazione è pregiudizievole della qualità e della quantità del lavoro dato la situazione in cui versano molte strutture. Faccio un esempio: nel mio Centro, per continui problemi economici, alle 15 viene spento il riscaldamento e alle 14.30 l’aria condizionata. Internet funziona a singhiozzi perché siamo in mezzo alla campagna, e, per lo stesso motivo, basta un temporale e salta anche la corrente. Se si ha bisogno di lavorare fino a tardi giocoforza bisogna trasferirsi altrove e secondo me l’altrove più logico sarebbe casa propria. Se leggere “lavoro presso la propria abitazione” non piace all’Ente, il compromesso sarebbe quello di chiedere solo cosa si è fatto e non dove (come si faceva fino a poco tempo fa da me e come io tutt’oggi faccio, almeno fino a che qualcuno mi domanderà personalmente e per scritto conto di questo. Nel qual caso forse mi rivolgerò alla magistratura). Quindi “(es. il luogo di svolgimento dell’attività, la data e l’orario effettivo di svolgimento).” secondo me dovrebbe diventare “attività svolta, data e orario effettivo di svolgimento”

    Corollario ovvio:
    .7 Lavoro nelle giornate di sabato o domenica (al prossimo messaggio)

    in risposta a: ORARIO di LAVORO – Tavolo tecnico #14507
    adminadmin
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    Cari colleghi,
    sono una ricercatrice anziana dell’ex Frutticoltura. Non sono molto attiva dal punto di vista sindacale dato il poco tempo a disposizione (sono in part-time), ma su questo argomento sono molto sensibile perché secondo me, è fondamentale per la dignità del ricercatore.
    Non posso che essere d’accordo su quanto detto da Guido Bonati e, al contrario di Rosario Nicoletti, purtroppo non ho alcuna fiducia su una vaga riaffermazione della peculiarità del lavoro svolto da ricercatori e tecnologi. Io credo che bisogna cercare di far mettere tutto nero su bianco in modo chiaro. Fino ad oggi, l’Ente ha interpretato quanto scritto sul contratto in modo ad ogni circolare più restrittivo e noi non abbiamo fatto nessun serio tentativo di opporci.
    Siamo ormai sottoposti giornalmente a carichi di richieste di ogni genere, a livello amministrativo, divulgativo e scientifico e negli ultimi anni si è andato delineando un trend di aumento dei controlli sull’attività e produttività scientifica. Credo che sia ora di affermare che bisogna prendere una direzione e seguirla. Se la direzione è quella del controllo della produttività scientifica (ben venga!) non c’è alcun bisogno di effettuare il controllo sull’orario e viceversa. Ora mi rendo conto che l’obiettivo di questo tavolo non è certo la discussione dello status del ricercatore (e qui voglio ricordare che ad es all’INRA non timbrano nemmeno) ma almeno cerchiamo di mettere nero su bianco regole quanto più larghe possibile.

    Altro punto importante, già sollevato da Rosario è la fatiscenza di molte strutture, che offrono condizioni di lavoro davvero carenti. In un secondo messaggio evidenzierò quelli che, secondo me, sono punti da rafforzare nella bozza

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    Durante la notte è stato approvato in Senato un emendamento che assegna le risorse finanziarie per la stabilizzazione dei precari del CREA.
    A questo punto il testo andrà in diuscussione in plenaria nella giornata di oggi e dovrebbe passare.
    Andrà poi al passaggio parlamentare successivo, cioé alla Camera.

    in risposta a: ORARIO di LAVORO – Tavolo tecnico #14505
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    Vi ricordo che sul tema è importante essere vigili.
    Prima di tutto devo evidenziare che la bozza su cui stiamo lavorando è ancora una bozza, e mi è sembrato che ci siano nette chiusure da parte dell’amministrazione. Secondo me nel nostro ente c’é l’abitudine a fissare regole molto strette, che non tengono conto dei diritti Dei ricercatori. Poi i vertici decidono, in modo discrezionale, di allentare la presa o di stringerla a seconda di situazioni di comodo.
    Parecchie cose devono cambiare. Se c’è un diritto va rispettato fino in fondo.
    Ad esempio, il nostro contratto prevede Le 160 ore per collaborazioni di arricchimento professionale. Su queste 160 ore non dobbiamo avere autorizzazione, ma solo fare una comunicazione. Ebbene, pur essendo in questo ambito la legge molto chiara, il regolamento CREA prevede l’autorizzazione anche entro le 160 ore.
    Nella bozza di regolamento sull’orario, seguendo le indicazioni di Giovanni e del collega Pulcini di Napoli, ho messo il richiamo alla normativa esistente.
    Tornando alla borsa di regolamento in discussione, vi invito a leggerla attentamente e di farmi avere tutte le vostre perplessità o domande. C’è ancora molta strada da fare e, come dicevo all’inizio, dobbiamo essere vigili.

    in risposta a: ORARIO di LAVORO – Tavolo tecnico #14504
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    Grazie Guido per i documenti e per l’aggiornamento.
    Mario

    in risposta a: ORARIO di LAVORO – Tavolo tecnico #14491
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    Prendo atto che il verbale delle riunioni tenutesi fino a settembre e sottoscritto dai componenti del tavolo tecnico tra le altre cose contempla che ‘… per i ricercatori e tecnologi, in quanto questi ultimi, per la peculiarità del lavoro svolto e in coerenza con quanto stabilito dal CCNL, hanno una diversa totalizzazione dell’orario di lavoro (su base trimestrale) e una diversa modalità di utilizzo dei giustificativi che con riferimento all’attività di ricerca svolta non può avere natura autorizzativa ma solo conoscitiva.’
    Mi sembra pertanto accettato e riaffermato il principio dell’autonoma determinazione dell’orario di lavoro, e credo resti solo da vigilare sulla sua corretta apllicazione in situazioni in cui dovesse essere verificato un qualche impedimento a tale riguardo.
    Nel prosieguo dei lavori potrebbe essere il caso di sottolineare come l’applicazione di questo principio rappresenti in realtà uno strumento fondamentale per migliorare i risultati e la produttività delle strutture, particolarmente di quelle carenti in termini di attrezzature, in tempi in cui alle restrizioni finanziarie si accoppia una sempre più pressante richiesta di incremento della produzione scientifica. Da cui discende l’opportunità di un richiamo a ricercatori e tecnologi riluttanti (non pochi, per quanto a mia conoscenza) a sfruttare al meglio la peculiarità della loro posizione in rapporto al tema in questione.

    adminadmin
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    Ho saputo oggi che non è stato presentato l’emendamento alla legge di stabilità 2018 attualmente in discussione in Senato. Il termine scadeva ieri.
    Non è una bella notizia, ma c’è ancora tempo con il passaggio alla Camera.

    in risposta a: CREA – sede centrale – presenza di radon #15332
    adminadmin
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    Sempre in tema di radon nelle palazzine A e B della sede centrale, il DG CREA ha convocato ieri i rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori. Il resoconto dell’incontro è qui allegato.

    in risposta a: Tavolo tecnico Missioni #12024
    adminadmin
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    CNR
    ——

    In allegato il manuale rimborso missioni CNR, con le modifiche introdotte a seguito di rilievi dell’ANPRI su rimborso taxi e spese di trasporto urbano in missioni estero.

    Al CNR “l’indennità chilometrica è pari ad un quinto del costo di un litro di benzina verde per ogni chilometro percorso” ma è riconosciuta solo in casi particolari. Leggere con attenzione pp. 12-13 del manuale allegato.

    in risposta a: Tavolo tecnico Missioni #15331
    adminadmin
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    Questo problema del rimborso chilometrico mi è stato evidenziato anche da altri colleghi. Cerco di capire come fanno in altri enti.

    in risposta a: Tavolo tecnico Missioni #12021
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    Segnalo che la modalità di calcolo del rimborso chilometrico influisce anche sulla tassazione del rimborso.
    Allego al riguardo una risoluzione esplicativa dell’Agenzia delle Entrate.

    Giovanni

    in risposta a: Aggiornamenti sul sito web ANPRI #3856
    adminadmin
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    Tantissime novità ed anche belle. Complimenti a Guido
    Peccato che sono così negato con questi strumenti che resto totalmente spiazzato e non so sfruttarne le potenzialità.

    in risposta a: Aggiornamenti sul sito web ANPRI #3855
    adminadmin
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    Sì, mi diverto con Facebook, e sono iscritto anche a Linkedin e Twitter, come alcuni di noi della SN, peraltro.

    Nel caso del sito ANPRI, li dobbiamo utilizzare affinchè ci facciano da altoparlante. Ogni commento che viene scritto da chi entra nel sito utilizzando uno di questi social network può poi venire amplificato grazie alle condivisioni sui social-network stessi.

    Inoltre Google assegna un ranking migliore a quei siti che fanno uso di social network. Avere un ranking migliore significa dare maggiore visibilità ai contenuti di ANPRI.

    Insomma, se vogliamo dare maggiore visibilità ai messaggi di ANPRI, non possiamo prescindere dai social-network.

    Che poi questo si traduca in tessere e consenso, beh, questa è la vera scommessa.

    in risposta a: Aggiornamenti sul sito web ANPRI #3854
    adminadmin
    Membro

    Congratulazioni Guido! Vorrei essere più affezionato ai social networks, a FB e Twitter. Ci sta che col tuo lavoro tu mi convinca… Grazie e CIAO

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