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  • in risposta a: Stabilizzazione precari CREA #14615
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    Gentilmente,
    stiamo attenti che i C2 sono quasi tutti i ricercatori poverelli che non hanno avuto la fortuna di avere TD per le regole che avevamo soprattutto negli ex IRSA.
    Poi vi dirò, a me non piace precari di serie A e Serie B perché allora diventa giusto contare le pubblicazioni o altro; allora la graduatoria potrebbe invertirsi.
    Noi sindacato dobbiamo perorare la causa dell’anzianità a prescindere dal tipo di contratto. Si vede quanti soldi abbiamo si decide il numero e poi in base all’anzianità
    ci saranno tot C1 e tot C2, credo….

    in risposta a: Riunione sindacale CREA del 13 dicembre 2017 #14594
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    Laura, non ho capito bene cosa intendi rispetto a c1 e c2, se cioè debba essere 100/0, 75/25, 50/50, 25/75 0 0/100.

    Io preferirei una soluzione che metta in primo piano i c1 (che secondo me hanno requisiti più forti di un c2) e quindi 100/0 (cioé si parte con i c2 quando si sono esauriti i c1) o 75/25. Onestamente non ho ben capito cosa vuole Parlato, che in queste cose assomiglia sempre di più al mago Forrest di Mai Dire Gol (

  • https://www.youtube.com/watch?v=wycY94W6aHk
  • ).

    Sui c1 va calcolata ben bene l’anzianità, con criteri oggettivi e trasparenti. Il discorso del bilanciamento fra centri può avere senso, ma non è trasparente. Vince il più forte (che non è necessariamente il più vravo) e non chi ha più diritto.

    Infine, i soldi non sono una cosa banale. La mia sensazione, che vado ripetendo da tempo, è che la procedura di stabilizzazione si bloccherà sulla questione soldi. Così Parlato farà bella figura dicendo di avere fatto il possibile, ma quei quei cattivoni del MEF ce l’hanno con noi. La fregatura è dietro l’angolo e occorre vigilare.
    Non da ultimo gli scorrimenti delle graduatorie attive. Vanno richiesti, almeno per 1 posizione per graduatoria, anche perché in teoria non so se si possa fare un c2 con graduatorie aperte (ma forse la circolare ne parla, non ho controllato).

    Chiedo anche agli altri colleghi di intervenire nel dibattito o alla Skype.

in risposta a: Riunione CdA CREA del 14 dicembre 2017 #14592
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grazie guido, purtroppo io ho due skype per progetto europeo domani dalle 10 alle 11:30 e dalle 15 alle 16:30. Possiamo fare domani alle 14 così riesco ad esserci ? oppure martedì a qualunque orario

vi ringrazio,
Laura

in risposta a: Riunione sindacale CREA del 13 dicembre 2017 #14591
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quello della corretta individuazione dei criteri con cui fare la graduatoria del C1 è cruciale. Non solo per non creare imparzialità (l’anzianità come TD non può avere lo stesso peso di quella maturata con contratti COCO o ancora peggio contratti professionali; o di un borsista. gli assegni di ricerca possono essere invece equiparati ai TD), ma soprattutto per evitare ricorsi al TAR che bloccherebbero tutto (guerra tra poveri) e, una mia malizia, farebbero felici i vertici dell’Ente.

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A CREA-PB il Comitato Scientifico si à riunito e sta lavorando a una revisione finale della propria bozza di Piano triennale. Credo che sarò pronta a giorni. Non so nulla degli altri centri.

in risposta a: Riunione sindacale CREA del 13 dicembre 2017 #15340
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Grazie per il contributo. C’è molta carne al fuoco e anche fra noi il dibattito non sarà facile.
Secondo me ci sono due punti prioritari:

  1. 1) in che proporzione c1 e c2? Tutti c1? 50/50? Mi sembra che non ci sia chiarezza, o almeno che l’amministrazione non abbia scoperto le carte. Noi cosa ne pensiamo? Personalmente io credo che i c1 debbano avere la priorità, diciamo 75-25.
  2. 2) come si fa la graduatoria dei c1? Anche qui ci sono diversi punti da chiarire. Ad esempio:
    1. a) 1 anno di TD vale quanto un anno a co.co.co. Secondo me no, perchè il co.co.co. aveva altre opportunità lavorative. Bisognerebbe quadrare l’importo del contrato e stabilire, ad esempio: sotto i 10.000 Euro annui vale il 25%; fra 10.000 e 20.000 il 50%, sopra 20.000 il 100%. Stiamo parlando di importi lordi.
    2. Come classificare un co.co.co.: CTER, CAMM, RIC? Attenzione, ci potremmo ritrovare segretarie con laurea che hanno sempre fatto le segretarie e saltano a TEC, o viceversa laureati downgradati a CTER
    3. Un anno di assegno di ricerca credo valga quanto 1 anno TD. Poi c’è il problema dei TD part-time. 1 anno TD part-time al 50%vale 1 anno intero o la metà di 1 anno.

Si tratta di stabilire criteri trasparenti (come peraltro richiamato dalla circolare Madia e verificabili.

Quanto ai c2, bisogna capire quanti soldi ci sono, oltre alla percentuale rispetto ai C1.

In basa alla Madia, l’amministrazione si deve confrontare con i sindacati. Sarà quello del 13 l’unico confronto? Ne dubito. In caso non ci siano indicazioni chiare, dovremo protestare.
Infine su tutto aleggia l’art. 9 del 218/2016, che riguarda gli aspetti economici. Anche su questo l’amministrazione dovrà fare chiarezza.

in risposta a: Riunione sindacale CREA del 13 dicembre 2017 #14586
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In attesa di poterci confrontare sulla strategia comune vi riporto di seguito i punti strategici di cui a mio parere anpri dovrebbe farsi portavoce:

_visione delle nuove tabelle di ricognizione c1 e c2 secondo nota FP
_Liste per anzianità di servizio con parità di punteggio per le diverse tipologie contrattuali degli aventi diritto c1 e c2 con punteggio superiore da destinarsi ad anzianità crea rispetto a quella maturata in altri enti
_scorrimenti paralleli ed equilibrati tra c1 e c2 ed anche tra i diversi centri secondo il piano del fabbisogno: questo è essenziale per evitare che alcuni centri assorbiscano più precari di altri in minor tempo
_utilizzo dei fondi ordinari per: scorrimenti delle graduatorie attive a Ti di ricercatore e tecnologo III nonché loro utilizzo per 50% reclutamento esterno. Gli scorrimenti possono essere operati direttamente sui fondi disponibili del turnover anche con assunzioni al 75% come ingresso tenuto conto della tipologia di concorso che era appunto a part time. A questo proposito dovremo chiedere delucidazioni in merito alle iniziative di ricognizione di alcuni direttori di centro. fermo restando che di sanatoria si tratta credo fermamente che un’ente di ricerca debba sempre avere un’occhio di riguardo al merito, e se si possono quindi usare fondi diversi per non gravare su quelli mipaaf snellendo i c1/c2 attraverso gli scorrimenti credo che anpri debba farsi portavoce di questa parvenza meritocratica che appianerebbe anche un evidente conflitto generazionale.
_utilizzo dei fondi ordinari anche per applicazione della 125 che è stata prorogata fino a dicembre 2018.
_eventuale inserimento degli operai agricoli come c2 anche a fronte di assunzione part-time.
_Immediata applicazione dell’articolo 8 per tutti gli aventi diritto alla stabilizzazione: su quali fondi sarà un problema dell’ente ma noi dobbiamo chiedere che a tutti i colleghi venga data la stessa opportunità e tutela. Non sono più ammissibili episodi come quello del rinnovo tout court dei biologi nutrizionisti di crea nut a discapito di colleghi che hanno da ben più lungo periodo prestato servizio sullo stesso progetto nei diversi centri e sono stati lasciati a casa seppur stabilizzandi.

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Abbiamo notizie in merito ? Come si è espresso il consiglio scientifico ?

in risposta a: Riunione CdA CREA del 14 dicembre 2017 #14583
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In passato è capitato spesso che in CdA ci fosse un argomento discusso il giorno prima al tavolo sindacale.

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guido, ti riferisci al Consiglio Scientifico?

in risposta a: Riunione CdA CREA del 14 dicembre 2017 #15338
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Non sono sicuro che l’obiettivo sia quello, o se sia solo una prima informativa.
Usiamo questi giorni prima della riunione per un brainstorming su quali criteri ci piacerebbero.

in risposta a: Stabilizzazione precari CREA #15336
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Purtroppo dubito che riusciremo a chiedere un tavolo unico però concordo sul mostrare la nostra posizione contraria attraverso una lettera

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…. quindi se il presidente della repubblica scioglie le camere entro fine gennaio, il DPCM che dovrebbe essere emananto entro 60 gg viene rimandato?

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A seguire la nota tecnica sull’articolo approvato alla Camera

Articolo 57-bis
(Stabilizzazione del personale degli enti pubblici di ricerca e del Consiglio per la ricerca in agricoltura-CREA)

L’articolo 57-bis – inserito con l’approvazione dell’em. 57.0.31 (testo 4) – costituisce un apposito fondo per la stabilizzazione dei ricercatori e dei tecnologi in servizio presso gli enti pubblici di ricerca.

Si provvede, inoltre, ad autorizzazioni di spesa per la stabilizzazione del personale precario del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA).

In particolare, per la stabilizzazione dei ricercatori e dei tecnologi in servizio presso gli enti pubblici di ricerca elencati all’art. 1 del decreto legislativo n. 218 del 2016, fatta eccezione per il CREA, viene costituito, presso il Ministero dell’economia e delle finanze, un apposito fondo, al quale sono destinati 10 milioni di euro per l’anno 2018 e 50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019.

A copertura di tali somme, viene ridotta l’autorizzazione di spesa per assunzioni di personale a tempo indeterminato nelle amministrazioni dello Stato, di cui all’art. 1, comma 365, lett. b), della legge n. 232 del 2016.

Il percorso di stabilizzazione del personale in servizio presso gli enti pubblici di ricerca deve essere graduale e rispettare le norme per il superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 20 del decreto legislativo n. 75 del 2017 (comma 1).

La disposizione in esame coinvolge i seguenti enti pubblici di ricerca (art. 1 del decreto legislativo n. 218 del 2016): Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste – Area Science Park; Agenzia Spaziale Italiana – ASI; Consiglio Nazionale delle Ricerche – CNR; Istituto Italiano di Studi Germanici; Istituto Nazionale di Astrofisica – INAF; Istituto Nazionale di Alta Matematica “Francesco Severi” – INDAM; Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – INFN; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV; Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS; Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica – INRIM; Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche “Enrico Fermi”; Stazione Zoologica “Anton Dohrn”; Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione – INVALSI; Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa – INDIRE; Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’energia e lo Sviluppo Sostenibile – ENEA; Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori – ISFOL (a decorrere dal 1° dicembre 2016 denominato Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche – INAPP); Istituto Nazionale di Statistica – ISTAT; Istituto Superiore di Sanità – ISS; Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – ISPRA (ferme restando le disposizioni di cui alla legge 28 giugno 2016 n. 132).

Per quanto riguarda l’art. 20 del decreto legislativo n. 75 del 2017, esso consente alle amministrazioni pubbliche, nel triennio 2018-2020, di assumere a tempo indeterminato personale non dirigenziale con specifici requisiti, al fine di superare il precariato, ridurre il ricorso ai contratti a termine e valorizzare la professionalità acquisita dal personale con rapporto di lavoro a tempo determinato.

Viene demandato ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e i Ministri vigilanti, di determinare i criteri per la ripartizione delle risorse assegnate al fondo di cui al comma 1, nonché di individuare gli enti beneficiari (comma 2). Il Dpcm deve essere adottato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame (comma 2).

Gli enti beneficiari del finanziamento sono tenuti a destinare alla stabilizzazione dei loro ricercatori e tecnologi risorse proprie, aventi carattere di certezza e stabilità, in misura pari ad almeno il 50 per cento del contributo ricevuto (comma 3).

Il comma 4 reca, infine, specifiche disposizioni per il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), al quale si applicano le misure per il superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni dettate dall’art. 20 del decreto legislativo n. 75 del 2017.

Per la realizzazione del Piano di stabilizzazione del personale precario del CREA si provvede, infatti, con le seguenti autorizzazioni di spesa: 10 milioni di euro per l’anno 2018; 15 milioni di euro per l’anno 2019 e 20 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020.

Il CREA, avente natura di ente nazionale di ricerca e sperimentazione, è stato costituito – ai sensi dell’art. 1, comma 381, della legge n. 190 del 2014 per incorporazione dell’Istituto nazionale di economia agraria (INEA) nel Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (CRA).

Lo statuto del CREA è stato adottato con decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali n. 39 del 2017.

in risposta a: Tavolo tecnico benefici socio assistenziali #14510
adminadmin
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Ritengo sia opportuno indicare nel Regolamento chi e come decide l’importo da mettere a disposizione ogni anno, dopo averne parlato con le OO. SS.: le informazioni devono essere date annualmente a tutto il personale, così come deve essere pubblicato un rendiconto su quanto è stato poi effettivamente erogato, indicando per ogni voce di spesa la cifra erogata, il numero delle domande ammesse a rimborso, il numero delle domande presentate, la destinazione dei fondi eventualmente non erogati.

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