Comunicato del 28 ottobre 2019. Nuovo ricorso della FGU-Dip. Ricerca contro Statuto e ROF della SZN

Pochi giorni fa, l’ANPRI e la FGU-Dipartimento Ricerca si sono visti costretti a presentare un ricorso contro la SZN e il MIUR per ottenere l’ottemperanza della sentenza n. 7262 del 20 dicembre 2018 del TAR della Campania (oramai passata in giudicato) in quanto, nonostante gli incontri svoltisi ad inizio 2019 tra i vertici dell’Ente e la delegazione della FGU-Dipartimento Ricerca (si veda a tal proposito il Comunicato del 25 marzo), il nuovo Statuto della SZN, pubblicato in G.U. il 19 luglio 2019 dopo approvazione da parte del MIUR, e il nuovo Regolamento di Organizzazione e Funzionamento (ROF) continuano a non essere conformi al D.Lgs. 218/2016 e alla Carta Europea dei Ricercatori (Carta) nella parte che riguarda l’elezione del rappresentante del personale nel Consiglio di Amministrazione, eludendo così quanto chiaramente sentenziato dal TAR della Campania.

In particolare, nonostante la succitata sentenza del TAR, anche il nuovo Statuto della SZN (pubblicato sul sito del MIUR in una versione diversa, anche nella sostanza, da quella pubblicata sul sito della SZN!) non è conforme al D.Lgs. 218/2016 e alla Carta  laddove, prevedendo l’apertura dell’elettorato passivo alla “intera comunità scientifica di riferimento” qualora perdurasse l’assenza di candidati interni idonei (comma 5, art. 8), non assicura l’elezione nel CdA di un Ricercatore o Tecnologo interno, ledendo in tal modo il diritto alla sicurezza giuridica.

Inoltre, l’individuazione della rosa di candidati idonei da parte di un Comitato di Selezione, nominato dal Consiglio di Amministratore su proposta del Presidente, di fatto limita l’esercizio del voto e la scelta del proprio rappresentante, subordinando tale scelta al “gradimento” del Comitato di selezione.

Non conforme al D.Lgs. 218/2016 e alla Carta è anche la norma statutaria che impedisce al R&T eletto nel CdA di “ricoprire altri incarichi interni” e di “usufruire dei finanziamenti da parte dell’Ente per attività di collaborazione”, pregiudicando così l’attività di ricerca del R&T eletto in CdA e compromettendone irrimediabilmente i diritti, col risultato di scoraggiare le candidature interne e di facilitare l’apertura dell’elettorato passivo alla comunità scientifica esterna.

Infine, il peso complessivo del 40% assegnato dal ROF (comma 9, art. 9) al voto del personale associato e dei restanti membri della comunità scientifica esterna è eccessivamente alto, tale da poter vanificare e ribaltare il voto espresso dai Ricercatori e Tecnologi dell’Ente, in evidente conflitto con la volontà del D.Lgs. 218/2016 che del CdA faccia parte un rappresentante dei Ricercatori e Tecnologi interni.

È evidente quindi che, a fronte di tali e così gravi violazioni dello Statuto e del ROF della SZN alla normativa vigente, l’ANPRI e la FGU-Dipartimento Ricerca si sono viste costrette a ricorrere ancora una volta alle vie legali, per garantire il diritto dei R&T della SZN di scegliere liberamente un proprio rappresentante interno nel CdA, senza condizionamenti e senza che questi sia professionalmente penalizzato nello svolgimento del suo incarico di rappresentante.

Vogliamo, infine, tranquillizzare il personale tutto ribadendo che il ricorso per ottemperanza presentato dall’ANPRI e dalla FGU-Dipartimento Ricerca riguarda esclusivamente le norme statutarie e regolamentarie che eludono la sentenza n. 7262/2018 del TAR della Campania, in nulla compromettendo la piena operatività e il corretto funzionamento dell’Ente.

FGU – Dipartimento Ricerca

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