Comunicato del 15 gennaio 2016: Salta la commissione art. 15 per I Ricercatore in Igegneria e ICT

Sfortunatamente sembra certo che anche la commissione dei concorsi ex art. 15 per Primo Ricercatore in “Ingegneria, ICT e tecnologie per l’energia e i trasporti” sia saltata per la dimissione di uno o più commissari.

Dimissioni che richiederanno un nuovo decreto di nomina da parte del Presidente del CNR in quanto l’Ente, nel nominare la commissione, ha “dimenticato”, in chiara violazione del suo stesso bando, di nominare anche i due o tre membri supplenti previsti, invece, dall’art. 4 del bando.

Ciò comporterà un allungamento dei tempi necessari per la ricostituzione della commissione rispetto ai tempi che una iniziale nomina di membri supplenti avrebbe comportato. E con l’allungamento dei tempi cresce la sfiducia e la rabbia dei Ricercatori nei confronti dei vertici dell’Ente e cresce il numero di Ricercatori cui verrà negato il passaggio di livello solo perché andati in pensione prima che i concorsi si chiudano!

Ma perché tale falcidia nelle commissioni di concorso ex art. 15 e chi ne ha la responsabilità?

La risposta è facile da dare. La falcidia dipende essenzialmente da quattro fattori, in parte legati tra di loro.

Il primo fattore è l’estrema eterogeneità delle aree concorsuali cosicché ciascun commissario, prima ancora di iniziare i lavori, sa che molto difficilmente si potrà pervenire a valutazioni collegiali equilibrate, frutto di una corretta comparazione di curricula di ricercatori che lavorano in settori disciplinari molto diversi tra di loro, con titoli e prodotti della ricerca da valutare estremamente differenti ed eterogenei.

Il secondo fattore, diretta conseguenza del primo, è il numero estremamente elevato di candidati che ciascuna commissione deve valutare (in media 282 candidati nei concorsi per primo Ricercatore, con punte di 381 candidati nell’Area “Scienze chimiche e Tecnologie dei materiali” e di 330 candidati nell’Area “Ingegneria, ICT e tecnologie per l’energia e i trasporti”,) il che rende lunghi ed estenuati i lavori di ciascuna commissione.

Il terzo fattore è che i commissari nominati dal presidente Nicolais sono, a parte un’unica recente eccezione, tutti esterni all’Ente e, quindi, poco motivati a sobbarcarsi l’enorme carico di lavoro che grava sulle commissioni, specie perché abituati ai concorsi universitari che sono banditi su aree concorsuali molto più omogenee e con un numero di candidati molto più basso.

Il quarto fattore, che si deduce dal fatto che alcune dimissioni sono state presentate solo pochi giorni dopo la nomina (!), è che i commissari non sono stati adeguatamente informati, prima di accettare la nomina, dell’enorme e difficile impegno che li avrebbe attesi.

La responsabilità di tutto ciò ricade in primis sul Presidente Nicolais che, nonostante le critiche che l’ANPRI ha più volte sollevato contro tale decisione (si veda, ad esempio, il Comunicato del 17 gennaio 2013), ha fortemente voluto che le aree concorsuali fossero solo 7 e che i commissari fossero tutti esterni all’Ente.

La responsabilità ricade anche su chi ha gestito l‘iter per individuazione della rosa di commissari, senza assicurarsi che i papabili fossero consapevoli del carico di lavoro che li attendeva e dessero garanzia di lavorare fino alla definizione della graduatoria finale.

Auspichiamo che chiunque guiderà il CNR nel prossimo quadriennio, ancora una volta per scelta del Governo e non della comunità scientifica del CNR, prenda atto degli errori commessi in questa tornata di concorsi ex art. 15 e trovi il modo, ove possibile, di portarli a termine in tempi accettabili e nella maniera più equa possibile.

 

Gianpaolo Pulcini

Segretario Nazionale, Responsabile CNR

 

 

 

 

 

 

 

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