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Comunicato 24 settembre 2021 Obbligo del Green Pass e tutela della privacy

 

 

Dal 15 ottobre, a meno di specifici interventi legislativi, anche il personale del CNR per poter accedere al luogo di lavoro dovrà possedere il Green Pass valido, per ottenere il quale è necessario o essersi sottoposti alla vaccinazione anti-SARS-CoV-2, o essere guarito dal Covid-19, o essersi sottoposto a test antigenico rapido o molecolare con esito negativo.

L’obbligo del Green Pass non si applica ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.

I criteri con i quali i datori di lavoro delle amministrazioni pubbliche dovranno verificare la validità del Green Pass del personale non esente dalla campagna vaccinale non sono ancora ben definiti.

A tal riguardo è però opportuno segnalare sin da subito che già in passato il Garante per la privacy ha più volte sottolineato che la disciplina sul Green Pass prevede che lo stesso debba – nei soli luoghi nei quali è necessario ai sensi di quanto previsto dalla legge – essere semplicemente esibito all’ingresso e debba essere letto dagli incaricati esclusivamente attraverso l’apposita App Verifica Covid-19 messa a punto dal Governo, app che consente al verificatore di accedere solo a un’informazione binaria: il titolare del documento ha o non ha un Green Pass valido senza alcun riferimento né alla condizione – vaccino, guarigione dal Covid19 o tampone – che ha portato al rilascio del Green Pass né alla data di scadenza del documento medesimo”.

La richiesta – prosegue il Garante – quale condizione per la frequentazione del centro sportivo o della palestra, di copia del documento e di indicazione della data di scadenza e la successiva conservazione di tali elementi, pertanto, rappresentano una violazione della vigente disciplina in materia di protezione dei dati personali giacché il titolare del trattamento – palestra, centro sportivo o qualsiasi altro analogo soggetto – non ha titolo per acquisire la data di scadenza del Green Pass e conservare gli altri dati personali contenuti nel medesimo documento”.

In altre parole, ai sensi dell’art. 13 del DPCM del 17 giugno 2021, il datore di lavoro non può in alcun modo farsi dare dal personale copia cartacea o telematica del Green Pass ma la verifica delle certificazioni verdi COVID-19 va effettuata esclusivamente mediante la lettura del QR Code tramite l’unica App consentita (ovvero quella sviluppata dal Ministero della Salute “VerificaC 19”) che consente solamente di controllare l’autenticità, la validità e l’integrità della certificazione e di conoscere le generalità dell’intestatario (nome, cognome e data di nascita), senza rendere visibili le informazioni presenti nella certificazione (guarigione, vaccinazione o esito negativo del tampone).

Inoltre, come ricordato sempre dal Garante, il Green Pass “certifica una circostanza dinamica con la conseguenza che chi ieri ha consegnato un certificato vaccinale valido fino a una certa data, in un momento successivo ma precedente alla scadenza potrebbe essere contagiato e il suo Green Pass perdere di validità”. Di conseguenza, il Green Pass va quindi verificato ogni giorno e non ha quindi alcun senso che il datore di lavoro ne conservi una copia.

Va inoltre sottolineato che è vietata ogni forma di discriminazione tra chi ha ottenuto il Green Pass a seguito di vaccinazione e chi, invece, a seguito di tampone negativo o guarigione dal Covid-19, ad esempio precludendo a quest’ultimi l’accesso ad alcune zone della sede di lavoro o la possibilità di svolgere determinate attività.

Infine, a tutela della privacy del personale, non è in alcun modo consentito divulgare a terzi informazioni presenti nel Green Pass, ad esempio se la certificazione è stata ottenuta a seguito di guarigione, vaccinazione o esito negativo del tampone, né tantomeno la “semplice” scadenza del Green Pass dato che, come sottolineato dal Garante, “conoscerla consente a chiunque di sapere se siamo vaccinati, se siamo stati contagiati o ci siamo semplicemente fatti un tampone mentre, come detto, nel suo utilizzo normale e legale il Green Pass è neutro rispetto a tali circostanze”.

 

Gianpaolo Pulcini

Responsabile Nazionale FGU-DR-ANPRI CNR

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