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COMUNICATO 20 marzo 2025 “Achille e la tartaruga”: le sequenze contrattuali del CCNL-2019/2021

Martedì 18 marzo u.s., si è svolto all’ARAN l’incontro in cui è stata – finalmente – apposta la firma definitiva (ARAN, rappresentanze sindacali) sulle due sequenze contrattuali del CCNL2019/2021 siglato definitivamente nel gennaio 2024:
disciplina del trattamento economico dei Collaboratori ed Esperti Linguistici;

contratti di ricerca (Legge 30 dicembre 2010, n. 240, art. 22).
Ci soffermiamo sull’argomento dei “contratti di ricerca” già affrontato in almeno quattro nostri comunicati recenti che qui ricordiamo:

Riteniamo molto importante la firma della sequenza contrattuale inerente il “contratto di ricerca” nell’ottica da noi sempre auspicata di “disboscare la pletora di contratti pre-ruolo” e di migliorarne la “qualità” intesa come migliori tutele, diritti e stabilità professionale rispetto all’abolito (dal primo gennaio 2025) “assegno di ricerca”.
Pur consapevoli del progresso rappresentato dalla firma di questa sequenza contrattuale non ci nascondiamo i potenziali problemi che si potrebbero presentare nella futura, sperabilmente rapida, loro applicazione, e quindi:

  • Auspichiamo che gli Enti pubblici di Ricerca procedano alla redazione dei disciplinari attuativi di questo nuovo tipo di contratto in maniera coordinata tra loro e concertata con le organizzazioni sindacali. Ciò, a nostro avviso, allo scopo di garantire a questa nuova tipologia contrattuale gli stessi diritti previsti dal CCNL per il personale di ruolo in maniera uniforme indipendentemente dall’ente di appartenenza.
  • Non sottovalutiamo le problematiche finanziarie legate all’introduzione di un contratto più tutelato, quindi più costoso, rispetto a quello dell’assegno di ricerca. Saremmo in quest’ottica ben felici, come sigla sindacale, di associarci alle dirigenze degli enti in una richiesta al Governo/Parlamento per un incremento dei fondi da destinare alla ricerca esplicitamente motivata da questo argomento. Crediamo giovi ricordare a questo proposito che le statistiche indicano negli ultimi dieci anni un trasferimento, in media, di circa 1400 giovani studiosi all’anno verso l’estero con un flusso inverso significativamente inferiore. Riteniamo pertanto indispensabile una modifica alla norma che attualmente impone un limite al budget– calcolato come media degli ultimi tre anni degli assegni di ricerca – attualmente prevista per questa tipologia contrattuale.

Speriamo, infine, che il disegno di legge AS1240 – attualmente in discussione al Senato – persegua la logica della valorizzazione dell’attività e dei percorsi professionali dei giovani che si vorranno avvicinare al mondo della ricerca, analogamente a quanto – a nostro avviso – svolge, almeno in parte, il contratto di ricerca entrato nella sua piena operatività con la firma di cui sopra.

 

Eleuterio Spiriti

(Coordinatore Generale FGU Dipartimento Ricerca)

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