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Comunicato del 20 luglio 2015. Interrogazione parlamentare sui tagli agli organici dei Ricercatori del CNR

La protesta dell’ANPRI contro i tagli alla pianta organica dei Ricercatori del CNR (in particolare quelli agli organici dei livelli apicali) previsti nella rimodulazione della pianta organica approvata dal CdA del CNR il 2 luglio scorso non è rimasta inascoltata.

Dopo la lettera inviata il 14 luglio al ministro Giannini dall’ANPRI e da Articolo 33, con la quale si chiede al Ministro di non approvare i suddetti tagli e di intervenire per reperire le risorse aggiuntive necessarie per consentire una effettiva progressione di carriera dei Ricercatori e Tecnologi nel CNR, e il successivo avvio della petizione:

No ai tagli alle piante organiche dei Ricercatori del CNR

per sottoscrivere e sostenere le richiesta dell’ANPRI e di Articolo 33, il sen. Fabrizio Bocchino, vicepresidente della 7a Commissione Cultura del Senato e relatore dell’Affare Enti Pubblici di ricerca, ha presentato un’interrogazione parlamentare (Atto n. 3-02065).

Come si legge nell’interrogazione, la rimodulazione della pianta organica del CNR “comporterà, a giudizio dell’interrogante ma anche di tante associazioni di categoria, forti tagli agli organici dei livelli apicali del profilo di ricercatore”. “La nuova pianta organica del CNR – si legge ancora nell’interrogazione – prevede tagli pari a 19,5 milioni di euro alle dotazioni organiche di dirigente di ricerca e primi ricercatori, solo in parte compensati dall’incremento del costo della pianta organica dei ricercatori III livello, incremento pari a poco più di 12 milioni di euro, con un taglio complessivo al profilo di ricercatore di quasi 7,5 milioni di euro, in larghissima parte assorbiti dall’incremento delle piante organiche dei tecnici IV-VIII livello pari a oltre 6 milioni di euro”, cui corrispondono “un taglio di complessivi 45 posti di ricercatore ed un incremento di 159 posti di tecnico”.

Inoltre, dato che i tagli previsti “sarebbero fortemente penalizzanti per i ricercatori del CNR per i quali diventerà pressoché impossibile vedere riconosciuti i propri meriti e le proprie competenze attraverso un naturale percorso di progressione di carriera”, benché essi “sono o dovrebbero essere, il personale di maggior rilievo in un ente di ricerca”, si chiede al ministro Giannini di sapere se “sia a conoscenza di quanto esposto e se non ritenga opportuno vigilare, nel rispetto dell’autonomia statutaria del CNR, sulla definizione del piano triennale delle attività scongiurando il taglio agli organici dei livelli apicali del profilo di ricercatore, già ampiamente penalizzati all’interno dell’ente stesso e nel confronto con gli altri EPR”.

L’interrogazione chiede inoltra di sapere se il Ministro “ritenga di richiamare il CNR ad una più attenta considerazione delle specificità professionali dei ricercatori nella definizione degli atti di sua competenza”.

Non sappiamo ancora quando è prevista la risposta del ministro Giannini alle richieste formulate dal sen. Bocchino che ringraziamo vivamente per il suo particolare interessamento alle sorti del CNR e dei suoi Ricercatori. In attesa di conoscere gli sviluppi di questa interrogazione, ti invitiamo, qualora non lo avessi già fatto, a sottoscrivere anche tu la petizione:

No ai tagli alle piante organiche dei Ricercatori del CNR

per cancellare questa scellerata decisione del CNR. Altre devono essere le soluzioni per consentire la progressione di carriera ai tecnici ed amministrativi del CNR, che sicuramente deve essere considerata ma che, di certo, non può essere risolta con il taglio alle piante organiche dei Ricercatori che non solo soffoca le legittime aspettative di carriera dei Ricercatori ma pregiudica anche, gravemente, il futuro dell’Ente.

 

Gianpaolo Pulcini

Segretario Nazionale, Responsabile CNR

 

 

 

 

 

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