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COMUNICATO 12 gennaio 2021:CREA Sviluppo professionale di Ricercatori e Tecnologi: il CVD dilaga!

CREA. Sviluppo professionale di Ricercatori e Tecnologi: il CVD dilaga!

La principale criticità CREA, ovvero lo sviluppo professionale del suo personale scientifico (R&T), oltremodo aggravata dalla Gestione Commissariale in scadenza il 31 gennaio p.v., COME VOLEVASI DIMOSTRARE (CVD), tracima. Difatti, la mancata conclusione delle procedure selettive ex art. 15 entro il 31 dicembre u.s., con approvazione delle graduatorie relative ai bandi di Dirigente di ricerca, Dirigente tecnologo e Primo tecnologo, dopo il dimezzamento delle risorse a ciò destinate (da 1 milione e 400 mila a 700 mila euro, decreto commissariale n. 39 del 16/3/2020), ha completato l’opera di azzeramento delle 98 progressioni previste nel piano di fabbisogno di personale 2018-2020, integralmente riportate nella relativa delibera del CdA, N. 113/2018, attuativa del piano medesimo. Eppure, nell’ultimo incontro sindacale del 22 dicembre u.s., l’Amministrazione CREA ci aveva rassicurato che tutto stava procedendo secondo quanto programmato. Deplorevole!!!

E’ arcinoto che il CREA da oltre un decennio nega ai propri Ricercatori e Tecnologi un normale sviluppo professionale(art. 15, CCNL 2002-2005) che, tra l’altro, prevede una cadenza biennale delle relative selezioni per avanzamenti di livello. Alla luce di ciò, nel luglio 2018 il CdA del CREA, a fatica, approvò un piano triennale di fabbisogno di personale (2018-2020) che, tra l’altro, prevedeva 98 progressioni di livello per Ricercatori e Tecnologi, oltre alle stabilizzazioni del personale precario. Avanzamenti di carriera poi puntualmente riportati nella delibera del CdA N. 113/2018 (allegata), attuativa di tale piano.

Ad oggi, con profonda amarezza, prendiamo atto che, a fronte della completa attuazione di oltre 500 stabilizzazioni e degli altri benefici riportati nella citata delibera attuativa 113/2018, le progressioni di carriera dei R&T, per il triennio 2018-2020, sono state annullate.

In particolare, il decreto commissariale n. 39 del 16/3/2020 ha dimezzato le relative risorse (da 1 milione e 400 mila a 700 mila euro). E i residuali 700 mila euro immessi in bilancio, da spendere entro il 31/12/2020, con la mancata conclusione delle procedure selettive ex art. 15 per Dirigente di ricerca, Dirigente tecnologo e Primo tecnologo (con approvazione delle relative graduatorie) entro il 31 dicembre u.s., sono andati perduti. Al riguardo, nel corso dell’incontro sindacale del 9 settembre 2020, FGU-ANPRI, consapevole della difficoltà di utilizzarli per lo scopo a cui erano stati destinati entro il 31/12/2020, per non perderli, aveva proposto di utilizzarli per ulteriori scorrimenti delle graduatorie di concorso pubblico vigenti in aggiunta ai 20 previsti. La risposta dei Vertici CREA (Calvi) fu negativa, con altre forze sindacali che si prodigarono per suggerirne altri utilizzi. Come negativa è stata la risposta alla proposta, sempre FGU-ANPRI, di utilizzarli tramite incremento, una tantum, dell’indennità oneri specifici (IOS).

Era un finale facilmente immaginabile. Purtroppo, l’Amministrazione CREA, a partire da aprile e per diversi mesi, ha perso tempo nel proporre/approvare una complicata ed incomprensibile griglia di valutazione dei R&T (peraltro fortemente penalizzante e umiliante per la loro attività svolta) e nel definire la procedura di mobilità orizzontale art. 65, invece che adoperarsi a bandire per tempo e concludere entro il 31/12/2020 le previste progressioni. Poi, le risorse pari a 1 milione e 400 mila euro da utilizzare a regime a partire dal 2021, così come previsto nel decreto commissariale N. 39/2020, dovranno essere rimesse nel prossimo piano triennale di fabbisogno del personale (PTFP) 2021-2023, con tutto ciò che ne consegue.

A proposito di PTFP 2021-2023, ci è pervenuta una bozza (allegata) in cui sono riportate solo 59 progressioni a Primo ricercatore (le progressioni che non avevano avuto copertura in bilancio 2020). Ci aspettiamo ben altro: le 98 posizioni previste nel piano 2018-2020 (poi divenute 104 con rimodulazione delle posizioni di I e di II livello), aumentate almeno di altrettante unità, per il triennio 2021-2023.

Il risultato delle confuse (griglia valutazione R&T e procedura mobilità orizzontale) e tardive (emanazione bandi 19 ottobre 2020 e scadenza presentazione domande 18 novembre 2020) azioni della Gestione Commissariale, con la complicità della Direzione generale f.f., di parte della Dirigenza (Direttori di Centro inclusi: ottenuta l’opinabile ripartizione delle posizioni da mettere a bando per Centro e la disdicevole tabella dei titoli da valutare, del tutto aliena ai principi della Carta Europea dei Ricercatori, in pratica, si sono disinteressati del resto) e di talune sigle sindacali, è stata una solenne, deplorevole e disgustosa presa in giro per Ricercatori e Tecnologi. In nessun altro Ente pubblico si predispone e approva un piano triennale per il personale per poi annullarlo. Siamo in presenza di un’Amministrazione che gestisce l’Ente contro la crescita professionale dei propri Ricercatori e Tecnologi, beffeggiandoli ed infangandone l’immagine.

Ricordiamo che nell’audizione parlamentare del 5/11/2020 (https://webtv.camera.it/evento/17041), minuti 03:15 / 05:58, il commissario Calvi aveva stigmatizzato il fatto che “nel CREA da oltre dieci anni ai R&T è negato il diritto alle progressioni di carriera biennali previste dal CCNL”  e aveva affermato che “ciò crea disincentivo, crea frustrazione, mette anche a rischio il patrimonio dell’Ente in termini di personale e di cultura, perché è normale che qualcuno sia tentato di guardarsi in giro ed eventualmente di abbandonare”. Il commissario proseguiva l’audizione facendo credere ai deputati che il problema fosse risolto, visto che il CREA era ora pronto per “riportare a norma questo aspetto che è vitale per la crescita professionale e culturale della ricerca dell’Ente”.

PAROLE MOLTE, FATTI NIENTE!

Poiché il diritto alla carriera non è un’elargizione piovuta dal cielo, ma un semplice adempimento contrattuale, come FGU-ANPRI, a questo punto, valuteremo l’eventualità di possibili azioni legali a tutela dei Ricercatori e dei Tecnologi.

Considerato che la demotivazione del personale Ricercatore e Tecnologo è esiziale per la qualità della produzione scientifica di qualsiasi Ente di Ricerca, FGU-ANPRI ritiene che questa problematica vada affrontata convintamente con assoluta priorità ed urgenza, alla stregua di come è stato affrontato il problema del precariato (stabilizzazioni), non con il pressappochismo cui abbiamo assistito al CREA che mette il suo Personale scientifico di fronte alla cruda realtà di una ennesima presa in giro!

Vogliamo augurarci, facendo come sempre attivamente la nostra parte, che con l’Amministrazione che verrà molte cose cambino.

FGU-Dipartimento Ricerca-Sezione ANPRI presso il CREA

https://anpri.fgu-ricerca.it/wp-content/uploads/2021/01/CREA_20210112_CVD_Comunicato-FGU.pdf

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