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CNR: ma è davvero così difficile nominare e far lavorare le commissioni di concorso?

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I concorsi per Ricercatore e Tecnologo al CNR si stanno trasformando in una ennesima, evidente dimostrazione dell’inefficienza dell’Ente, dati gli inaccettabili ritardi con i quali i suoi vertici provvedono alla nomina delle Commissioni e i tempi biblici che le commissioni impiegano per concludere i propri lavori, laddove ci riescono.
Basta navigare un po’ sul sito del CNR dedicato ai concorsi riservati al personale per accorgersi di tanta incapacità.

Un primo esempio è dato dalla selezione per la riduzione dei tempi di permanenza nella fascia stipendiale (ex art. 8 del CCNL 2002–2005, II biennio economico) per i profili Ricercatore e Tecnologo. Il bando risale al 4 ottobre 2013 e la domanda di partecipazione andava inoltrata entro il 17 dicembre 2013. Orbene, il CNR ha impiegato più di 10 mesi (300 giorni!) per nominare la commissione esaminatrice la quale, da ottobre 2014 ad oggi, in ben 11 mesi, non è riuscita a produrre nulla se non le dimissioni di un suo componente, la dott.ssa Rosa Bottino, in quanto partecipante alla medesima selezione. Da allora, migliaia di R&T attendono … .

Altro esempio sono le commissioni dei (tormentati) concorsi ex art. 15 per Ricercatore di I e II livello, concorsi inizialmente banditi a maggio 2013 e poi ribanditi ad ottobre 2013 a seguito di sentenze di annullamento dei precedenti bandi da parte del TAR. Anche i bandi di ottobre 2013 erano stati oggetto di sentenze di sospensione ma già a dicembre 2014 il Consiglio di Stato, in via cautelare, aveva annullato le sentenze di sospensiva, annullamento confermato in via definitiva il 26 maggio 2015 (per i concorsi per Primo Ricercatore) e il 28 luglio 2015 (per i concorsi per Dirigente di Ricerca). Sono trascorsi nove mesi dalle sentenze del Consiglio di Stato che autorizzavano il CNR a procedere con l’iter concorsuale e, quindi, con la nomina delle commissioni ma in questi nove mesi il CNR non è ancora riuscito a nominare tutte le 14 commissioni esaminatrici. Solo a luglio 2015 l’Ente ha iniziato a nominare le prime commissioni e, ad oggi, mancano all’appello ancora tre commissioni, una per Primo Ricercatore e due per Dirigente di Ricerca. Non mancano invece, prima ancora che i lavori inizino, le prime dimissioni di commissari!

Per ultimo abbiamo lasciato l’esempio più eclatante: i concorsi ex art. 15 per Primo Tecnologo, banditi a maggio 2013, ossia 850 giorni fa. Questo bando non è stato oggetto di alcun ricorso al TAR e, quindi, non ha subito alcun arresto o rallentamento da parte della giustizia amministrativa. Ciononostante, dopo 1 anno e 9 mesi dalla loro nomina (avvenuta il 20 dicembre 2013), le commissioni esaminatrici non hanno ancora concluso i propri lavori. In particolare, la commissione per il Settore “Supporto alla ricerca / Progettazione e/o gestione impianti, strumentazione, servizi” ha prodotto solo e soltanto continue rinunce e dimissioni dei propri componenti, ben otto dal marzo 2014 al gennaio 2015, al punto che degli originari nove commissari oggi ne “sopravvivono” solo due.L’altra commissione, quella per il Settore “Organizzativo Gestionale – Giuridico Amministrativo”, il 14 luglio scorso, dopo ben 2 anni e 7 mesi di continue proroghe, dilazioni ed evidente inoperosità, è stata dichiarata decaduta! Ma, passati più di due mesi da quel provvedimento, il CNR non è ancora riuscito a nominare una nuova commissione!

I danni che questi ritardi causano ai R&T che hanno partecipato ai concorsi sono evidenti e di notevole entità. In primo luogo, un R&T che risultasse vincitore del concorso ex art. 15 ma che prima della pubblicazione della graduatoria finale dovesse andare in pensione, verrebbe escluso dall’elenco dei vincitori, perdendo quindi il diritto alla progressione di carriera, agli incrementi stipendiali e ai successivi adeguamenti della liquidazione e della pensione. Per tutti i vincitori, inoltre, i ritardi nella pubblicazione della graduatoria finale comportano ritardi nell’adeguamento dello stipendio e nella corresponsione degli arretrati.

Ma perché tanta inefficienza del CNR? Il motivo principale è nella decisione dell’Ente di fare poche commissioni: un’unica commissione per le selezioni per l’anticipo di fascia stipendiale e solo sette commissioni per i concorsi ex art. 15 per il profilo Ricercatore, avendo deciso di ridurre drasticamente il numero di Aree scientifiche da 19/21 a 7. Ciò ha comportato un numero elevatissimo di candidati che ciascuna commissione dovrà valutare (in media circa 150 candidati nei concorsi ex art. 15 per Primo Ricercatore) che, accompagnato dalla scelta del CNR di nominare solo commissari esterni all’Ente nei concorsi ex art. 15, ha reso molto difficile trovare commissari disponibili.
Un diffuso disinteresse nei confronti dell’Ente e il timore (o quasi certezza) di ricorsi alla giustizia amministrativa sono altre probabili cause delle continue rinunce e dimissioni dei commissari, rinunce presentate in alcuni casi pochissimo tempo dopo la nomina, come se l’Ente non avesse ricevuto preventiva accettazione della nomina da parte dei commissari in pectore.

Da segnalare, infine, che ai sensi dei bandi, le commissioni non possono iniziare i propri lavori se non sono pubblicati sul sito del CNR i curricula dei commissari. Attualmente, mancano all’appello i curricula del 20% circa dei commissari.

 

Questa notizia è stata pubblicata nella newsletter ANPRI del 24 settembre 2015.

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