Rapporto Inapp: alle imprese mancano 6 diplomati e qualificati su 10
ROMA, 9 giugno – Non si attenua l’allarme legato al mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Anche a livello di formazione secondaria superiore. Le aziende continuano infatti a faticare nel reclutamento di personale: nel 2024 i diplomati e i qualificati in uscita sono riusciti a coprire appena il 38,6% della domanda.
La percentuale è in miglioramento rispetto al 34,3% del 2023, ma il contesto rimane difficile. Lo dimostra la carenza di manodopera in settori come la logistica, che copre appena l’1,8% del fabbisogno, o l’edilizia (il 2,5%). Va meglio in comparti come la riparazione dei veicoli a motore (75% di fabbisogno soddisfatto) o la ristorazione (51%). Peraltro, oltre il 60% dei qualificati si concentra in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.
Insomma, qualche luce e molte ombre nel sistema di istruzione e formazione professionale, secondo il XXIII Rapporto di monitoraggio dell’Inapp, presentato oggi. E ciò accade malgrado il buon apporto dato dai fondi del Pnrr.
Secondo il presidente dell’istituto, Natale Forlani, che prova a seminare ottimismo, “il rapporto evidenzia il buon andamento del Sistema di istruzione e formazione professionale anche a fronte della riduzione demografica delle coorti giovanili, conseguito anche grazie alle risorse del Pnrr che hanno consentito di incrementare di circa il 70% i percorsi tra formazione e lavoro. Questa evoluzione dovrà essere consolidata con l’utilizzo delle risorse ordinarie, tenendo conto che risulta essenziale per soddisfare i fabbisogni e le competenze che risultano largamente superiori del 60% all’offerta formativa disponibile”.
Il Rapporto viene realizzato dall’Inapp annualmente per conto del ministero del Lavoro, con il contributo della rete dei referenti di Regioni e Province autonome allo scopo di fornire al Paese un quadro conoscitivo aggiornato sullo stato di avanzamento del sistema di istruzione e formazione professionale e dei percorsi in duale nella IeFp.

