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Prorogato al 31 dicembre 2020 il termine per l’opzione al TFR

TFR TFS

L’ARAN e le Confederazioni Sindacali hanno sottoscritto in via definitiva il Contratto collettivo nazionale quadro per la proroga, dal 31 dicembre 2015 al 31 dicembre 2020, del termine entro il quale il personale in regime di Trattamento di fine servizio (TFS) può esercitare l’opzione al Trattamento di fine rapporto (TFR). La proroga, consentendo a chi si trova in regime di TFS di esercitare ancora per un quinquennio l’opzione al TFR, gli permette anche di iscriversi ai fondi di previdenza complementare negoziali.

Le parti hanno inoltre ribadito la necessità, entro un anno dalla data di sottoscrizione, di attivare un confronto per la verifica delle disposizioni in materia di previdenza complementare e sull’attualità dei contenuti dell’accordo siglato.

Si è anche convenuto sull’utilità di adottare nuove iniziative per accrescere la cultura previdenziale e rafforzare al riguardo l’attività di comunicazione istituzionale delle amministrazioni pubbliche verso il proprio personale.

Ma quale forma di trattamento è più conveniente? In estrema sintesi possiamo dire che la tassazione IRPEF del TFR differisce rispetto al TFS perché non si applica la riduzione di 309,87 € per ogni anno di servizio, si sottrae dal lordo la tassazione già applicata sulla rivalutazione e non si detrae invece il rapporto fra contributo versato complessivamente dal datore di lavoro e contributo a carico del dipendente. In definitiva, quindi, la tassazione IRPEF del TFR è più sfavorevole di circa il 4-5%. Per quanto riguarda il calcolo della prestazione differenza può essere rilevante (e a svantaggio del TFR) se gli stipendi più alti vengono percepiti solo nell’ultimo periodo di servizio dal momento che il TFS considera solo quest’ultimo mentre il TFR si calcola sulla base delle retribuzioni percepite anno per anno durante l’intera vita lavorativa. Solo in caso di bassa inflazione e bassa crescita della retribuzione il TFR può risultare più conveniente.

 

Questa notizia è stata pubblicata nella Newsletter ANPRI n. 11 del 3 giugno 2016.

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