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IL PD chiama a raccolta gli “stati generali della ricerca” e annuncia la “cabina di regia” del sistema

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Nel corso delle due giornate di confronto organizzati dal PD a Udine, il 23 e 24 ottobre, per dare “Più valore al capitale umano. Università, ricerca e alta formazione motori di sviluppo“ sono stati affrontati quasi tutti i problemi che condizionano la vita delle istituzioni di ricerca e dell’alta formazione del nostro paese. Mancanza di risorse, vincoli burocratici, valutazione poco trasparente, diversità di stato giuridico, poca circolarità, ecc.

La parte del leone l’hanno fatta, come sempre, le università ma anche gli Enti di ricerca hanno avuto un loro (più piccolo) spazio. In particolare, nell’intervento della senatrice Di Giorgi, responsabile PD per la ricerca, spunta l’ipotesi (che sembrerebbe concreta) di istituire presso la presidenza del Consiglio una “cabina di regia” per coordinare le linee strategiche e la distribuzione dei finanziamenti agli EPR. La nuova struttura avrebbe il compito di gestire in modo unitario la distribuzione delle risorse tra università ed EPR, sia gli Enti vigilati dal MIUR sia quelli vigilati da altri Ministeri, superando quindi – almeno in parte – l’attuale frammentazione del sistema.

Nel corso dei lavori, ai quali hanno partecipato parlamentari del PD, accademici (rettori, docenti e ricercatori) e rappresentanti degli EPR (presidenti, direttori generali e ricercatori) la senatrice Di Giorgi ha anche accennato alla necessità di sciogliere il nodo del diverso stato giuridico, punto ripreso – sia pure brevemente – anche dal ministro IUR. La Giannini, che ha tentato di spiegare le iniziative del Governo per rilanciare la ricerca, è stata accolta molto tiepidamente dalla affollata platea, in particolare quando ha accennato alle assunzioni straordinarie di 500 professori “eccellenti” previste nella legge di stabilità 2016 (iniziativa accolta con scetticismo perché giudicata, dai presenti, estemporanea e propagandistica).

Quasi tutti gli interventi hanno invece sottolineato come il sistema ricerca non abbia bisogno di interventi straordinari ma di tornare ad una fisiologica e coerente programmazione, con risorse certe e adeguate. Sicuramente interessante ma anche più “oscuro” (nessuno sembrava esserne informato) l’annuncio fatto dal Ministro in merito all’assunzione di circa 4 mila ricercatori negli EPR attraverso il Piano Nazionale della Ricerca (in quanti anni ?).

Tutti d’accordo, infine, sulla necessità di non sprecare l’opportunità che si è aperta con l’art. 13 della legge 124, di attuare iniziative per rendere la gestione degli EPR più autonoma e sganciata dalle procedure e dai vincoli che interessano il resto della pubblica amministrazione (la proposta più convincente è venuta da alcuni giuristi, che hanno proposto di raccogliere in un Testo Unico le norme della P.A. che più si adattano al settore ricerca eliminando quelle che creano vincoli inutili).

In sostanza, tante belle analisi e anche buone (e ragionevoli) proposte… vedremo se il Governo le saprà raccogliere (!)

 

 

Questa notizia è stata pubblicata nella newsletter ANPRI n. 19 del 5 novembre 2015.

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