Lenzi (Cnr): “Ben 32 Cattedre Unesco italiane a Cnesa 2030”
ROMA, 25 novembre – “Le scoperte di Marconi – la telegrafia senza fili, la radio, le comunicazioni a distanza – hanno reso possibile un mondo più connesso, in cui le voci possono raggiungersi anche oltre le divisioni. La comunicazione, quando orientata al bene comune, diventa uno degli strumenti più potenti per prevenire i conflitti e costruire comprensione reciproca. In un tempo in cui le tensioni globali sembrano prevalere, questa sala ci ricorda che il progresso scientifico può essere un ponte verso la pace”. Lo ha detto il presidente del Cnr, Andrea Lenzi, intervenendo alla Conferenza nazionale di apertura della Settimana per l’educazione alla sostenibilità (Cnesa 2030) ‘Pace e ambiente per una sostenibilità integrale’, in programma ieri a Roma.
L’evento assume anche un significato celebrativo ricorrendo, quest’anno, i vent’anni della Settimana Cnesa-2030. Lenzi ha infatti ricordato: “Nata come eredità del Decennio Onu guidato dall’Unesco sull’educazione allo sviluppo sostenibile, questa Settimana ha saputo crescere, consolidarsi e diventare un appuntamento nazionale riconosciuto, capace ogni anno di rinnovarsi e interpretare le trasformazioni della società”.
Il presidente del Cnr ha proseguito: “Desidero condividere con grande soddisfazione un risultato che testimonia la vitalità e la capacità di mobilitazione della nostra rete ReCUI: ben 32 Cattedre Unesco italiane hanno aderito alla Settimana, proponendo attività, seminari, iniziative didattiche e progettuali che riflettono la qualità e la profondità del contributo italiano alla sostenibilità e all’educazione globale. Questa partecipazione così ampia non nasce per caso: è il frutto di un lavoro intenso, attento e coordinato che desidero riconoscere con chiarezza”.
Lenzi infine ha fatto leva sulla tematica di quest’anno, che intreccia pace e ambiente: “E’ un tema che ci richiama a una consapevolezza fondamentale: la sostenibilità non è solo una questione tecnica, ma una scelta etica. Riguarda il modo in cui viviamo, in cui ci relazioniamo, in cui immaginiamo il futuro delle nostre comunità. Educare alla sostenibilità significa dunque educare alla convivenza, alla comprensione, alla responsabilità. Vorrei allora concludere con le parole di Edgar Morin, che più di ogni altro ha saputo indicare la rotta dell’educazione contemporanea: ‘Educare è preparare lo spirito umano ad affrontare l’incertezza del mondo’”.
Cnesa 2030:
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