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La Legge di stabilità è ora all’esame della Camera

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Dopo l’approvazione da parte del Senato, il DDL recante Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2016) è all’esame della Camera (C. 3444). In Senato, il testo del provvedimento ha subito numerose variazioni e prevede ora un solo articolo composto di 556 commi frutto del maxi-emendamento sul quale il Governo ha posto la fiducia.

I commi di principale interesse per la ricerca pubblica, anticipati nella precedente Newsletter, risultano del tutto inadeguati rispetto alle esigenze del settore, in particolare per quanto riguarda gli Enti di ricerca, come da noi duramente denunciato nel Comunicato del 23 novembre. E come indirettamente ammesso anche dal ministro Giannini che, in un comunicato stampa del 20 novembre, si è dichiarata molto soddisfatta per il lavoro fatto dai senatori, in quanto “la legge di stabilità approvata oggi in Senato mostra grande attenzione alle esigenze del mondo della Scuola e dell’Università”. Appunto …

Il 26 novembre scorso, la V Commissione Bilancio ha concluso l’esame preliminare dei provvedimenti di bilancio. Il 27 novembre è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti, che assommano a circa 5000. In vista dell’esame degli emendamenti in V Commissione, le altre commissioni hanno formulato i propri pareri sulle parti di rispettiva competenza.

Sempre il 26 novembre, la VII Commissione Cultura ha espresso, in particolare, parere favorevole sullo Stato di previsione del MIUR per il 2016 e per il triennio 2016-2018, pur valutando che occorra “recuperare al mondo della scuola, dell’università e della ricerca le riduzioni conseguenti al parziale utilizzo del Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione” (decurtazione avvenuta con la Legge di stabilità 2015); inoltre, la Commissione ha approvato alcuni emendamenti che vengono proposti alla Commissione Bilancio per un eventuale recepimento da parte di quest’ultima tra le modifiche che andrà a definire al testo licenziato dal Senato.

Tra di essi, segnaliamo l’emendamento 3444/ VII/1.16 (Ghizzoni e altri) con il quale si intende abolire dal 2016, per tutte le università statali, ogni restrizione alle assunzioni di personale a tempo indeterminato e di ricercatori a tempo determinato, superando l’allentamento delle restrizioni già previsto (v. comma 137 dell’attuale testo) per i soli atenei con una percentuale di spesa di personale inferiore all’80%.

Sempre il 26 novembre, l’XI Commissione Lavoro pubblico e privato ha approvato una relazione sullo Stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nella quale ha preso atto che la Legge di stabilità 2016 stanzia per i rinnovi contrattuali dei pubblici dipendenti per il triennio 2016-2018 (comma 246 dell’articolo unico definito dal Senato) 300 milioni di euro annui; tale importo, ha osservato l’XI Commissione, rappresenta “un primo passo nella direzione della valorizzazione del lavoro pubblico”, che pone le basi per una “riapertura della contrattazione nelle pubbliche amministrazioni sia per la parte economica sia per quella normativa”. Permane tuttavia “una criticità significativa, soprattutto a fronte della necessità di incentivare i processi di efficientamento, riorganizzazione e qualificazione della pubblica amministrazione e di garantire il successo della riforma avviata con la legge 7 agosto 2015, n. 124, recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”.

L’XI Commissione ha, pertanto, prospettato al Governo di verificare “la possibilità di destinare una quota delle risorse che si libereranno per effetto della riorganizzazione della pubblica amministrazione, in attuazione della legge 7 agosto 2015, n. 124, e della razionalizzazione degli acquisti alla valorizzazione delle professionalità dei dipendenti pubblici e alla difesa del potere d’acquisto delle loro retribuzioni”.

 

 

Questa notizia è stata pubblicata nella newsletter ANPRI n. 21 del 3 dicembre 2015.

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