Lavoro, Inapp: “Cresce l’occupazione femminile, ma il gender gap pesa ancora”
ROMA, 19 dicembre – Il gender gap rimane pesante, ma c’è qualche spiraglio all’orizzonte. Il mercato del lavoro italiano sta cambiando: tra il 2021 e il 2024 l’occupazione femminile è cresciuta di oltre 600mila unità, con un incremento del tasso di occupazione che ha raggiunto il 53,3%, circa quattro punti percentuali in più rispetto al 2021. Nello stesso periodo si è registrato anche un rafforzamento della qualità dell’occupazione: i contratti a tempo indeterminato tra le lavoratrici dipendenti sono aumentati di 525mila unità e la loro incidenza è salita all’83,7%, rispetto all’82,6% del 2021. Parallelamente, il tasso di disoccupazione femminile ha continuato a ridursi, attestandosi nel 2024 al 7,4%, il livello più basso degli ultimi vent’anni. Sono alcuni dei dati salienti del recentissimo Gender Policy Report 2025 di Inapp.
Nonostante questi progressi significativi, il divario di genere nel mercato del lavoro rimane evidente. Il tasso di occupazione femminile continua, infatti, a essere nettamente inferiore a quello maschile, che nel 2024 raggiunge il 70%, mentre la disoccupazione femminile resta più elevata rispetto a quella degli uomini, pari al 6,2%. “Questi dati confermano come l’accesso e, soprattutto, la permanenza nel mercato del lavoro continuino a essere più difficili per le donne”, spiegano dall’Inapp.
Nel 2024, seppure in graduale miglioramento, rimangono elevati anche i tassi di inattività. Il 42,4% delle donne tra i 15 e i 64 anni risulta inattivo, a fronte del 24,4% degli uomini, con situazioni particolarmente critiche nelle regioni del Mezzogiorno, dove l’inattività femminile supera il 56%. Le cause della mancata partecipazione delle donne al mercato del lavoro sono prevalentemente legate a motivi familiari: questi interessano il 34% delle donne inattive tra i 15 e i 64 anni e arrivano al 44% nella fascia 25–34 anni, coincidente con l’età feconda. Per gli uomini, invece, i carichi di cura incidono in misura marginale, riguardando solo il 2,5% degli inattivi tra i 15 e i 64 anni e il 3% nella fascia 25–34 anni.
Superare questi ostacoli rappresenterebbe una leva fondamentale per ampliare la partecipazione femminile al mercato del lavoro: circa il 15% delle donne inattive tra i 15 e i 64 anni e il 26% di quelle tra i 25 e i 34 anni dichiara infatti la disponibilità a entrare nel mercato del lavoro qualora mutassero le condizioni che ne limitano oggi la partecipazione.
Per saperne di più:
https://www.inapp.gov.it/stampa-e-media/17-12-2025-lavoro-inapp-cresce-loccupazione-femminile-ma-permangono-gap-strutturali

