La Camera bacchetta il MIUR sui finanziamenti agli enti privati di ricerca. Perplessità anche al Senato

Le Commissioni parlamentari competenti stanno esaminando lo schema del decreto MIUR riguardante la ripartizione tra gli enti privati di ricerca del fondo MIUR 2014 relativo a contributi da erogare a Enti, Istituti, Associazioni, Fondazioni ed altri organismi (v. Atto n. 260), per un totale di 3 milioni di euro.

Al fondo possono presentare richiesta di accesso gli enti di ricerca che hanno ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica da almeno 3 anni e che svolgono, come prioritaria finalità statutaria e senza scopo di lucro, attività di ricerca “finalizzata all’ampliamento delle conoscenze culturali, scientifiche, tecniche non connesse a specifici obiettivi industriali o commerciali e realizzate anche attraverso attività di formazione post-universitaria specificamente preordinata alla ricerca”.

Il bando 2014 aveva introdotto alcune novità rispetto ai bandi precedenti, tra le quali la previsione di un minimo di 50.000 € per i contributi, concessi a titolo di cofinanziamento all’80%. La stanziamento complessivo è stato pari a 3 milioni di euro, dopo che il finanziamento iniziale pari a circa 4,5 milioni di euro era stato impegnato per 1,5 milioni di euro a favore dell’Istituto San Pio V per disposizioni di legge intervenute nel frattempo.

Per il triennio 2014-2016 sono state presentate 126 domande per una richiesta complessiva di 24,9 milioni di euro, a fronte di 133 domande presentate per il 2011-2013 con una richiesta complessiva di contributi pari a 57,6 milioni di euro. I criteri di valutazione del bando 2014, in particolare la soglia minima dei contributi, hanno portato al finanziamento di solo 42 enti, contro i 122 finanziati nel triennio precedente.

Le somme più consistenti sono state attribuite alla Fondazione CENSIS (100,000 €, +42,9% rispetto al 2011-2013) e all’Istituto Superiore Mario Boella (100,000 €, non presente nel 2011-2013), seguite da: Fondazione IFOM (98,000 €, +345,5%); Fondazione EUCENTRE (94,000 €, non presente nel 2011-2013); Fondazione Hmanitas per la ricerca (94,000 €, +25,3%); Fondazione ISTUD (94,000 €, +276%); Istituto italiano per gli studi storici (94,000 €, +370%); Scuola europea di medicina molecolare (94,000 €, +370%); Associazione Villa Vigoni (91,000 €, +203,3%); Fondazione italiana sclerosi multipla (91,000 €, +21,3%); Fondazione Telethon (91,000 €, +51,7%) e Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (91,000 €, non presente nel 2011-2013).

Il 24 febbraio la VII Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera ha formulato il proprio parere, osservando innanzitutto che la normativa vigente prevede che i finanziamenti siano finalizzati ad assicurare agli enti privati di ricerca continuità e affidabilità di gestione; pertanto la introduzione di criteri improntati a premiare la qualità della ricerca degli enti risulta aggiungere un nuovo scopo rispetto a quello di legge.

Inoltre, la fissazione in 50 mila euro della quota minima di finanziamento assegnabile, con l’apprezzabile intento di evitare la polverizzazione dei finanziamenti, ha prodotto secondo la Commissione “una eccessiva concentrazione dei finanziamenti e la conseguente esclusione di un numero troppo alto di enti”.

Infine, la Commissione ha osservato che la Tabella triennale che riporta gli enti beneficiari del finanziamento è relativa agli anni 2014-2016 e quindi la sua presentazione al Parlamento è pertanto avvenuta “con considerevole ritardo”.

Per questi motivi, la Commissione, pur esprimendosi positivamente sull’atto esaminato, ha chiesto al Governo di provvedere:
1. a modificare, in vista del prossimo triennio, il decreto direttoriale che costituisce la premessa dei bandi e della successiva tabella di assegnazione dei contributi;
2. a modificare i punteggi in modo da riequilibrare il rapporto tra contributi destinati al sostegno del funzionamento degli enti richiedenti e contributi finalizzati a valorizzare il merito scientifico e gli esiti della ricerca;
3. a diminuire in futuro l’importo minimo dei contributi, oppure a definire un punteggio minimo oltre il quale il contributo è comunque assegnato;
4. a trasmettere al Parlamento lo schema di decreto per il triennio 2017-2019 entro il 31 gennaio 2017.

Al Senato, presso la 7ª Commissione, considerazioni analoghe sono state formulate dalla relatrice, On. Di Giorgi (PD), in una bozza di parere che al momento non è stata ancora discussa. È stata chiesta una deroga al Presidente del Senato per poter approvare il parere nel corso della presente settimana.

 

Questa notizia è stata pubblicata nella Newsletter ANPRI n. 5 del 10 marzo 2016.

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