Enea: al via il progetto per produrre in città cibo green
ROMA, 13 novembre – Un progetto ad alta tecnologia per produrre frutta, verdura e pesce a basso impatto ambientale in ambienti urbani, come grandi edifici dismessi e mense scolastiche, grazie all’acquaponica, una tecnologia che integra acquacoltura e agricoltura fuori suolo (idroponica). È questo l’obiettivo di “Demetra”, finanziato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy con oltre 5 milioni di euro, che vede Enea collaborare con Università Federico II di Napoli, consorzio Caisial e le aziende Fos (capofila), Irci e Grafica Metelliana.
Il progetto prevede la realizzazione di due prototipi a basso costo, modulari e scalabili: una piattaforma industriale per la produzione su larga scala di alimenti freschi nelle cosiddette fattorie urbane (urban farm); una piattaforma per usi domestici, più compatta e destinata a mense, ristoranti, condomini, o Rsa. Questo mini-impianto di comunità è pensato per fornire proteine animali e vegetali fresche e di qualità direttamente agli utenti e può essere utilizzato anche da ristoratori o agriturismi per promuovere una produzione a chilometro zero (from farm to fork).
Entrambi i sistemi saranno realizzati su scala prototipale e dimostrativa (con un livello di maturità tecnologica Trl7) e saranno testati presso Irci Spa, partner industriale specializzato in impianti idroponici e acquaponici. La versione domestica sarà una miniatura del modello industriale, con un numero ridotto di sottosistemi. Successivamente, le sperimentazioni proseguiranno nel sottosuolo della città di Napoli: il modello industriale sarà infatti installato in una cavità della Galleria Borbonica.
L’impianto funzionerà secondo il principio della circolarità, a zero scarti, per cui le deiezioni dei pesci in allevamento diventeranno i nutrienti fondamentali per la crescita dei vegetali.
Il sistema acquaponico sarà completamente autosostenibile grazie a un sistema di raccolta e stoccaggio delle acque piovane in grado di ridurre fino al 90% il consumo idrico rispetto all’agricoltura tradizionale; inoltre, non richiederà l’uso di sostanze chimiche come pesticidi o erbicidi, migliorando così la protezione dell’ambiente e la sicurezza alimentare.

