Einstein telescope: la grande infrastruttura avvicina Italia e Svezia
ROMA, 7 maggio – Un’occasione per consolidare i rapporti scientifici tra Italia e Svezia: con questo spirito è stata organizzata la due giorni del 4-5 maggio che si è tenuta a Stoccolma nella sede del Kth Royal Institute of Technology, voluta dallo stesso ente e dall’Ambasciata d’Italia in Svezia. Al centro il campo della ricerca sulle onde gravitazionali.
L’evento dal titolo “The Einstein Telescope Project and Beyond: Science and Technology for Future Gravitational Wave Detectors” ha consentito di mettere in contatto le comunità di ricerca italiane e svedesi attive nei campi dei sistemi di controllo, dell’ottica quantistica, della fotonica, della messa in servizio dei rivelatori, del machine learning e della fisica fondamentale, con l’obiettivo di accelerare i percorsi di sviluppo tecnologico rilevanti per la realizzazione dei futuri progetti scientifici dedicati allo studio delle onde gravitazionali, Einstein telescope, la grande infrastruttura di ricerca che l’Italia è candidata a ospitare in Sardegna, e Lgwa Lunar gravitational wave antenna per un rivelatore lunare.
Al programma hanno contribuito rappresentanti istituzionali di Kth, Chalmers University of Technology, Stockholm University, Stockholm School of Economics, Nordita, Infn Istituto nazionale di fisica nucleare, Inaf Istituto nazionale di astrofisica, Ingv Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Gssi Gran Sasso Science institute, Università di Trento, Università di Camerino, University of Birmingham, Rise Research institute of Sweden, Vetenskapsrådet, insieme alle comunità dei progetti scientifici Einstein telescope e Lgwa.
Per l’Italia sono intervenuti, in particolare, il presidente dell’Infn Antonio Zoccoli, il presidente dell’Inaf Roberto Ragazzoni e il presidente dell’Ingv Fabio Florindo, la direttrice scientifica dell’Inaf Isabella Pagano, il rappresentante della Giunta esecutiva dell’Infn con delega per il progetto Einstein telscope Marco Pallavicini, e il coordinatore del progetto Lgwa e membro della collaborazione Einstein telescope Jan Harms.

