Comunicato del 26 ottobre 2018 Questione Bilancio preventivo 2019: la parola ed i fondi per fare ricerca a chi fa la ricerca

Il 24 ottobre 2018 si è tenuta una riunione, convocata dal Direttore Generale del CNR, avente come unico punto all’ordine del giorno le linee guida per la programmazione finanziaria 2019.

La riunione, cui ha partecipato il Presidente CNR, si è aperta con un lungo preambolo sulla tempistica e le modalità delle stabilizzazioni, per le quali è stato comunicato che vi sarà una prima tranche entro il 31 dicembre, le altre a seguire, e che le difficoltà relative al fondo per il “salario accessorio” sono di imminente soluzione, come anticipato a FGU-Dipartimento Ricerca nell’incontro avuto al MIUR (comunicato del 12 ottobre).

 

La trattazione dell’unico punto previsto, originariamente, nell’OdG è stata introdotta dal Presidente che, in relazione ai problemi di quadratura del Bilancio, ha riferito di avere riscontrato la sensibilità del MIUR riguardo la concreta possibilità di avere risorse aggiuntive già con la prossima legge finanziaria. Al contempo il Presidente ha evidenziato l’urgenza di provvedere a far quadrare il bilancio di previsione 2019 (sono senza immediata copertura almeno 70M€), vista l’esigenza di rispettare la scadenza per l’approvazione e la conseguente necessità di inviarlo ai Revisori dei conti entro il 15 novembre.

 

Entrando nel cuore del problema il Presidente ha riferito che per dare corso alla quadratura del Bilancio si intenderebbe fare ricorso anche a risorse nella disponibilità della rete di ricerca, precisando tuttavia che questi prelievi forzosi non saranno, almeno nelle intenzioni dichiarate, dei “tagli veri” (nel senso di irreversibili), bensì funzionali, appunto, alla chiusura del bilancio preventivo da qui a pochissimi giorni: dunque dei tagli meramente “tattici”. Sarebbe ferma intenzione del Presidente, infatti, restituire alla rete, già nei primissimi mesi dell’anno, quanto figurativamente e transitoriamente riversato nel Bilancio generale dell’Ente, come accadde – in circostanze analoghe – anche per la programmazione finanziaria del 2018. Questa “ragionevole speranza” del Presidente di poter onorare questo impegno si fonda – oltre che sulla riscontrata sensibilità del MIUR per l’incremento delle risorse disponibili – sulla certezza di nuove entrate (ad es. PON e finanziamento ENI) e di preventivabili riduzioni di spesa (ad es. per effetto del turn over del personale e della riduzione della retribuzione dei direttori), nonché sulla prevista dismissione degli immobili non strumentali dell’Ente (per 20 M€).

 

FGU-Dipartimento Ricerca nel prendere atto delle rassicurazioni fornite dal Presidente, come già anticipato e rimarcato nella lettera (lettera del 18 ottobre) e nel comunicato (comunicato del 23 ottobre), ha fatto presente che di questi complessi equilibri di bilancio vanno informati con trasparenza e completezza direttamente ricercatori e tecnologi, che con il loro impegno acquisiscono le risorse esterne per la ricerca nel CNR. Riguardo la “ragionevole speranza” manifestata dal Presidente di poter effettivamente e prontamente reintegrare le risorse della rete scientifica, FGU-Dipartimento Ricerca ha evidenziato il ragionevole dubbio che, se confermate nel loro insieme, le misure ipotizzate nel documento informalmente ma ampiamente circolato nei giorni scorsi, determinerebbero l’immediato ed irreversibile azzoppamento delle attività di ricerca del CNR. A questo rilievo il Presidente ha replicato affermando che il documento richiamato, impropriamente circolato, è da considerarsi apocrifo ed ha precisato che è senz’altro da escludere il ribaltamento delle spese per le utenze e per il facility management agli istituti, essendo questa una misura non coerente con gli indirizzi generali per le PPAA volti alla gestione accentrata di questo genere di servizi, mentre le altre ipotesi (prelievo dell’overhead sui progetti di ricerca, prelievo sulla quota di personale TI finanziato su progetti di ricerca, contributo alle stabilizzazioni del personale) sono da considerarsi non necessariamente cumulative tra loro.

 

FGU-Dipartimento Ricerca, nel ribadire con forza l’assoluta necessità che l’Ente si faccia carico di informare con trasparenza e completezza Ricercatori e Tecnologi della situazione finanziaria da affrontare, ha dunque chiesto di agire, ove sia assolutamente necessario, esclusivamente mediante un contributo per le stabilizzazioni del personale e di non toccare le risorse autonomamente acquisite da Ricercatori e Tecnologi. Deve essere escluso, in particolare, il prelievo sul personale TI in quanto sono queste risorse che consentono a Ricercatori e Tecnologi di svolgere compiutamente le loro attività di ricerca: questo tipo di intervento costituirebbe, dunque, un forte disincentivo alla partecipazione a bandi competitivi per acquisire fondi esterni di ricerca.

FGU-Dipartimento Ricerca ha ritenuto inoltre doveroso sottolineare che – sebbene ci siano state ampie garanzie circa funziona “tattica” dei prelievi prospettati – per gli Istituti, cui l’art. 14 del D.lgs. n. 127/2013 attribuisce autonomia scientifica, gestionale e finanziaria, qualunque prelievo deve trovare corretta applicazione solo se disposto in modo prospettico e non retroattivo (e dunque solo a valere sulle risorse dei progetti di ricerca finanziati a partire dal 2019) e in ogni caso non può estendersi oltre le somme ottenute attraverso overhead.

 

Le iniziative “strategiche” volte a recuperare il pesante decremento subito dal FOE e ad incrementarlo in maniera adeguata, che il Presidente ha comunicato e che risultano accompagnate da altre iniziative di gruppi di Ricercatori e Tecnologi e di Direttori di Istituto, devono essere accompagnate, ad avviso di FGU-Dipartimento Ricerca, da un effettivo coinvolgimento di Ricercatori e Tecnologi nei processi di governo dell’Ente. Solo in questo modo si potrà evitare il continuo, ed alla fine non rimediabile, riproporsi di criticità di Bilancio e di altra natura.

Per questa ragione FGU-Dipartimento Ricerca-ANPRI invita tutti i Ricercatori e Tecnologi, ed i colleghi Tecnici ed Amministrativi, a proseguire, come già fatto da numerosi colleghi, nell’invio al Presidente (presidente@cnr.it) ed al CdA (segreteria.cda@cnr.it ) del CNR, mettendo cc info@fgu-ricerca.it, di una mail con il semplice testo a seguire:

 

“Egregio Presidente ed Egregi componenti il CdA del CNR lasciate la parola ed i fondi per fare ricerca a chi fa ricerca.”

 

Sarà cura di FGU-Dipartimento Ricerca-Sezione ANPRI informare delle richieste dei Ricercatori e Tecnologi, e del personale Tecnico e Amministrativo, il Ministro della Ricerca e dell’Università.

 

FGU-Dipartimento Ricerca-Sezione ANPRI

https://www.anpri.fgu-ricerca.it/wp-content/uploads/2018/10/20181026_CNR_com_questione-bilancio-preventivo-2019.pdf

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One Thought to “Comunicato del 26 ottobre 2018 Questione Bilancio preventivo 2019: la parola ed i fondi per fare ricerca a chi fa la ricerca”

  1. Rosanna C

    Le cose non stanno esattamente così: nel 2019 il CNR si troverà nell’impossibilità di pagare per intero ai propri ricercatori gli stipendi, e non ci sarà nessun intervento esterno a salvarlo perché l’Ente non gode di buona fama (e come potrebbe essere altrimenti, con l’amministrazione centrale che ha schiacciato negli anni i ricercatori e la ricerca?). L’idea che si debba assolutamente prima chiudere il bilancio e poi chiedere aiuto è del tutto assurda (se in buona fede o no, chi può dirlo?)

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