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Comunicato 21 dicembre 2020. Il TAR ci dà nuovamente ragione: anche il nuovo Statuto e il nuovo ROF della SZN non assicurano l’effettiva rappresentanza dei R&T nel CdA

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Quarta), pronunciando sul ricorso in ottemperanza in epigrafe, lo accoglie e per l’effetto dichiara nulle le disposizioni statutarie e regolamentari meglio indicate in motivazione (capo 1.1) in quanto elusive del giudicato formatosi sulla Sentenza di questa Sezione n. 7262 del 20.12.2018”.

Con queste lapidarie parole il TAR della Campania, con la sentenza n. 6262 del 18 dicembre scorso, ha accolto appieno il ricorso presentato dalla FGU-DR, dall’ANPRI e da alcuni Ricercatori della SZN ed ha stabilito che anche il nuovo Statuto e il nuovo Regolamento di Organizzazione e Funzionamento, modificati a seguito della precedente sentenza del TAR n. 7262/2018, hanno di fatto eluso la suddetta sentenza, continuando a non garantire l’effettiva rappresentanza dei R&T della SZN nel CdA del proprio Ente, in violazione della Carta Europea dei Ricercatori e del d.lgs. n. 218/2016.

In particolare, il TAR della Campania, nell’accogliere appieno le nostre tesi (illustrate già nel Comunicato del 28 ottobre 2019) e smentendo clamorosamente quanto ribadì pochi giorni dopo il Presidente, a nome dell’intero CdA, in “difesa” del proprio operato (si veda a tal riguardo anche le nostre controdeduzioni riportate nel Comunicato del 19 novembre), ha dichiarato nulle le seguenti norme contenute nel nuovo Statuto e nel nuovo ROF:

a) l’art. 8, commi 4-6, dello Statuto che, nel prevedere che i candidati al CdA da poter votare siano stati precedentemente selezionati, in numero massimo di tre, da un apposito Comitato di selezione, nominato dal CdA su proposta del Presidente, impedisce “l’effettiva rappresentanza” dei R&T della SZN nel CdA, introducendo gravi ridondanti limitazioni sia sull’elettorato passivo che su quello attivo;

b) l’art. 9, comma 9, del ROF che, assegnando ai R&T della SZN un peso pari a solo il 50% dell’intero elettorato attivo, non garantisce il giusto peso da dare alla “componente [i R&T della SZN] a cui deve appartenere l’eletto”;

c) l’art. 7, comma 8, dello Statuto che, impedendo al Ricercatore o Tecnologo eletto in CdA la possibilità di ricoprire altri incarichi interni e di usufruire dei finanziamenti da parte dell’Ente, se non a seguito di valutazione comparativa, “rende assai difficoltosa se non addirittura impossibile la prosecuzione della propria attività di ricerca da parte dell’eletto”.

La SZN dovrà ora riscrivere, nel rispetto di quanto sentenziato dal TAR, le suddette norme statutarie e regolamentarie testé annullate, garantendo il diritto dei R&T della SZN di scegliere liberamente un proprio rappresentante interno nel CdA, senza condizionamenti e senza che questi sia professionalmente penalizzato nello svolgimento del suo incarico di rappresentante.

Come già fatto al momento della presentazione dell’ultimo ricorso, vogliamo nuovamente tranquillizzare il personale della SZN che questa sentenza non comprometterà in alcun modo la piena operatività e il corretto funzionamento dell’Ente, e ribadire che essa rappresenta invece un ulteriore e importante successo nelle battaglie da noi condotte per la concreta tutela dei diritti dei R&T e per il raggiungimento del graduale autogoverno degli Enti Pubblici di Ricerca.

Nello sperare che, almeno al terzo tentativo, l’Ente riesca a recepire correttamente la Carta Europea dei Ricercatori assicurando ai suoi R&T l’effettiva rappresentanza elettiva nel CdA così come imposto dal d.lgs 218/2016, non possiamo non rammaricarci per il danaro pubblico ed il tempo dei magistrati sprecato a causa dell’ostinazione dei vertici della SZN a negare un diritto elementare dei suoi R&T.      

FGU – Dipartimento Ricerca

Stazione Zoologica “Anton Dohrn”

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