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Comunicato 16 luglio. Nuova Sede Secondaria dello IEOS. Quando interessi individuali e collettivi confliggono

 

 

Il CdA, nella riunione dello scorso 9 luglio, ha approvato a maggioranza la costituzione di una nuova Sede Secondaria dell’Istituto di Endocrinologia e Oncologia Sperimentale “G. Salvatore” (IEOS), con sede a Napoli, presso l’Area della Ricerca di Napoli 1 di via Pietro Castellino, su richiesta iniziale del 7 maggio scorso di un gruppo di 16 dipendenti dell’Istituto di Biochimica e Biologia Cellulare (IBBC) costituitosi solo 2 anni fa. In particolare, la richiesta è stata motivata essenzialmente dalla stretta collaborazione con i colleghi dello IEOS su numerosi progetti di ricerca.

Il CdA ha anche approvato, come si legge nel resoconto della riunione, “il trasferimento all’amministrazione dello IEOS dei fondi di ricerca attribuiti ai membri del gruppo richiedente, sia quelli relativi a tutti i progetti attivi, che quelli residui dei progetti in rendicontazione, e i fondi da recuperare dal MIUR (anche ottenuti dalla precedente direzione) facenti capo al gruppo richiedente” (e quindi all’IBBC), “nonché la strumentazione e gli spazi attualmente gestiti e utilizzati dal gruppo stesso, inclusi i servizi ed infrastrutture, come la Joint Research Unit di EuroBioimaging, il servizio di fermentazione e l’unità di Bioinformatica e biologia computazionale”, trasferimenti espressamente richiesti dal gruppo di dipendenti dell’IBBC.

La FGU-DR-ANPRI è ovviamente soddisfatta, in via di principio, dell’accoglimento della richiesta dei colleghi di cambiare Istituto, anche se ciò comporta la riorganizzazione dell’Istituto ospitante attraverso la costituzione di una nuova Sede Secondaria. E ci auguriamo che questa modalità e questo principio vengano rispettati anche in futuro, di fronte ad analoghe richieste di gruppi di colleghi.

Tuttavia,, questa vicenda ha dei pregressi e degli aspetti che necessitano una attenta ricostruzione e, di conseguenza, una più attenta valutazione.

Come riportato nella informativa del DG relativa alla richiesta in oggetto: “L’IBBC è un istituto costituito recentemente (maggio 2019) a seguito della fusione di due strutture precedenti, l’Istituto di Biochimica delle Proteine (IBP) di Napoli e l’Istituto di Biologia Cellulare e Neurobiologia (IBCN) di Monterotondo. I motivi che avevano condotto alla formazione del nuovo Istituto erano stai espressi dall’allora Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche (DSB), Prof. Tullio Pozzan e dai due Direttori uscenti degli Istituti in questione, Dott.ssa Daniela Corda e Prof. Fabio Mammano. La motivazione alla base era la vicinanza delle tematiche di ricerca tra i due Istituti, associati a due infrastrutture di ricerca (IR) europee, EuroBioimaging (Eubi) l’IBP e Infrafrontier lIBCN (nonché la collezione EMMA e la Mouse Clinic ancora da completare); il nuovo istituto pertanto avrebbe offerto uno spettro di servizi più ampio ed integrato, e allo stesso tempo si sarebbero potenziate le competenze scientifiche degli Istituti interessati dalla riorganizzazione.”

Tale fusione fu realizzata nonostante il parere contrario dei CdI di entrambi gli Istituti interessati, l’IBCN e l’IBP. Nel caso dell’IBCN, 5 ricercatori eletti su 5 votarono in CdI contro la fusione mentre, nel caso dell’IBP, tre ricercatori si espressero contro e solo due a favore.

Favorevoli alla fusione erano soltanto quei gruppi minoritari che adesso, a distanza di soli 2 anni, ne screditano di fatto l’utilità e/o il valore scientifico, o ne denunciano il fallimento, richiedendo e ottenendo il loro trasferimento presso di una nuova Sede Secondaria di un altro Istituto!

Il tutto avviene quando la Direzione del Dipartimento di Scienze Biomediche è nelle mani di quella stessa dott.ssa Corda all’epoca Direttrice dell’IBP e fautrice, con il prof. Pozzan, della controversa fusione dell’IBCN e dell’IBP nell’IBBC, nonché responsabile scientifica dei suddetti gruppi e responsabile di molti di quei progetti di ricerca elencati nella motivazione della costituzione della nuova Sede Secondaria dello IEOS.

Tutta questa operazione si concretizzerà, inoltre, all’interno di un’Area di Ricerca dove coesistono, a macchia di leopardo, diversi Istituti, e senza che si sia sentita la necessità di sentire il parere della stessa Area di Ricerca che vedrà moltiplicarsi le criticità già esistenti. Anche la presentazione iniziale della richiesta è stato tenuta nascosta all’interno dello stesso IBBC, come se l’operazione dovesse rispettare incomprensibili e inaccettabili esigenze di segretezza.

Tale operazione coinvolge, inoltre, la delicatissima, e controversa, questione della gestione delle infrastrutture “nella prospettiva delineata dalla Direttore”, come riferito dal rappresentante del personale nel CdA in una sua email dell’11 luglio, “che prevede a breve la gestione centralizzata al Dipartimento di tutte le infrastrutture, secondo una strategia che la Direttore di Dipartimento ha affermato di stare operando avvalendosi con un team di esperti” di cui, peraltro, ancora non si conosce la composizione.

In sostanza, questo processo di costituzione di una nuova Sede Secondaria dello IEOS presso l’Area della Ricerca di Napoli 1 è stato attuato molto in fretta, su richiesta del Direttore di Dipartimento (nonostante il suo evidente conflitto di interessi sulla vicenda) e avallato dalla Presidente senza aver sentito la necessità di chiedere un parere al Consiglio Scientifico del Dipartimento e, soprattutto, in presenza di un Consiglio Scientifico in via di rinnovo e ancora privo dei rappresentanti dei Ricercatori e Tecnologi dell’Ente previsti nello Statuto.

In conclusioni, nell’auspicare che le legittime richieste di Ricercatori e Tecnologi di trasferimento presso altri Istituti vengano in linea di principio accolte (una volta appurata la credibilità delle motivazioni scientifiche), chiediamo che ciò avvenga attraverso percorsi più trasparenti e istruttorie svolte con maggior attenzione e correttezza, che tutelino gli spazi, le apparecchiature e la piena operatività anche degli altri colleghi e, in ultima analisi, evidenziando i vantaggi e i benefici collettivi e non gli interessi di pochi.

Gianpaolo Pulcini

Responsabile Nazionale FGU-DR-ANPRI CNR

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