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Cnr: Gaia Blu in Sardegna per monitorare l’impatto dei rifiuti

ROMA, 12 gennaio – Inizio d’anno in Sardegna per Gaia Blu. La nave da ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche opererà al largo della costa nord-occidentale dell’isola con la campagna denominata “Source2Sink”. Obiettivo: riconoscere il ruolo della morfologia dei fondali e delle correnti marine nel trasporto di sedimenti e rifiuti marini nel Golfo dell’Asinara e lungo il sistema di canyon sottomarini di Castelsardo.
“Source2Sink” significa letteralmente “dalla sorgente al deposito”; il percorso che porta materiali dalla terraferma fino al mare aperto e ai fondali è guidato dalla dispersione e ritenzione ad opera delle correnti marine e una mappa dettagliata del fondale renderà visibile un paesaggio sottomarino complesso, dove canyon convogliano i sedimenti e rifiuti verso profondità elevate.
Nell’area di studio, le correnti marine e la morfologia del fondale possono creare zone di accumulo dove materiali e frammenti di rifiuti tendono a concentrarsi. Capire dove e quando questo accade è cruciale perché la ricerca suggerisca un indirizzo chiaro per le azioni di monitoraggio, prevenzione e attuazione di politiche di riduzione dell’impatto dei rifiuti sugli ecosistemi.
La campagna andrà avanti fino al 19 gennaio. Il problema riguarda tutti: in mare, i rifiuti, soprattutto le plastiche, si frammentano e persistono a lungo, interagendo con la fauna marina e influenzando attività economiche e sociali legate al mare e alla salute umana. In quest’ottica, lo studio dei processi di trasporto in mare, che governano l’accumulo di rifiuti, permette di acquisire informazioni utili per la protezione di habitat sensibili, migliorare l’efficacia delle azioni di gestione e aumentare la consapevolezza pubblica sugli impatti che le attività umane, sulla terra, generano in mare aperto e sul fondale marino.

Tutto su Gaia Blu:
https://www.cnr.it/it/nave-oceanografica-gaia-blu

 

 

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