Comunicati CNR 

CNR Difficoltà nell’applicazione delle normative italiane da parte degli editori scientifici internazionali

 

 

 

Roma, 11 novembre 2025

Prot:25/2025

Al Dott. Jacopo Greco

Direttore Generale del CNR

 

Al Dott. Giovanni De Simone

Responsabile Unità Pianificazione, Programmazione e Biblioteca Centrale

 

e p.c.  Al Prof. Andrea Lenzi

Presidente del CNR

 

ai R&T del CNR

 

Oggetto: Difficoltà nell’applicazione delle normative italiane da parte degli editori scientifici internazionali

 

Gentile Direttore Generale

Gentile Dott. De Simone,

desideriamo sottoporre alla Vostra attenzione una problematica che sta generando rilevanti difficoltà operative nella pubblicazione dei risultati scientifici prodotti dai ricercatori e tecnologi del CNR.

Come è noto, il nostro Ente, in quanto amministrazione pubblica nazionale, è soggetto a una serie di obblighi normativi in materia di contratti e pagamenti, derivanti in particolare dalla Legge 13 agosto 2010, n. 136 sulla tracciabilità dei flussi finanziari, nonché dalle disposizioni in tema di anticorruzione, trasparenza e regolarità amministrativo-contabile (D.Lgs. 33/2013, D.Lgs. 231/2001 e successive modifiche). Tali obblighi normativi si applicano anche ai pagamenti dei costi di pubblicazione (APC, Article Processing Charge) e di altri oneri editoriali sostenuti dal CNR.

Tuttavia, la prassi amministrativa richiesta agli enti pubblici di ricerca (EPR) italiani, che prevede la compilazione e la sottoscrizione da parte degli editori di dichiarazioni sulla tracciabilità dei flussi finanziari, secondo i modelli predisposti dal CNR (Circolare n. 40/2025 e relative linee operative), non trova riscontro nei sistemi giuridici e gestionali di molte case editrici scientifiche internazionali (Elsevier, Springer Nature, Wiley, ASM Journals, ecc.). Molti editori, pur con sede legale in Europa, operano attraverso filiali o centri di fatturazione extra-UE (ad esempio in Cina o negli Stati Uniti) che non accettano o mostrano forte riluttanza a firmare o restituire la modulistica richiesta, ritenendo tali dichiarazioni incompatibili con le proprie norme interne o con la legislazione del Paese di riferimento.

Il problema risulta ancora più accentuato nel caso delle case editrici di dimensioni medio-piccole, spesso altamente specializzate in specifici settori disciplinari e fondamentali per la visibilità scientifica dei nostri ricercatori e tecnologi. Queste realtà, prive di strutture amministrative complesse o di esperienza con EPR, incontrano maggiori difficoltà nell’aderire alle procedure e nella produzione della documentazione richiesta, con il rischio di escludere interi ambiti di ricerca da canali editoriali di rilievo.

Questa situazione genera ritardi significativi nei pagamenti, sospensioni delle procedure e, in alcuni casi, impossibilità di completare il processo di pubblicazione anche dopo l’accettazione dell’articolo, con conseguente danno per i ricercatori e tecnologi, e per la visibilità internazionale del CNR. Il problema risulta particolarmente grave poiché emerge solo nella fase conclusiva, quando l’articolo è già stato accettato dopo mesi di lavoro di revisione e valutazione paritaria (peer review). Si segnala inoltre che, anche nei casi in cui la fatturazione avvenga regolarmente e in conformità a tutti i requisiti amministrativi (inclusi CIG, CUP e codici fiscali), i tempi intercorrenti tra l’accettazione del manoscritto e il completamento del pagamento possono variare dai 12 ai 18 mesi, come frequentemente riportato dal personale ricercatore. Ciò avviene anche per pubblicazioni esclusivamente digitali, poiché alcuni editori tendono a rallentare l’iter di pubblicazione fino alla conferma dell’avvenuto pagamento.

Siamo consapevoli che il CNR, tramite il Sistema Bibliotecario (SiBi) e l’adesione agli accordi trasformativi negoziati da CRUI-CARE, ha già stipulato convenzioni con diversi editori per agevolare le pubblicazioni in Open Access e coprire o ridurre i costi APC. Tuttavia, tali accordi non coprono l’intero panorama delle riviste di interesse scientifico, e la scelta della sede editoriale non può essere rigidamente vincolata da criteri amministrativi, poiché dipende dalla coerenza scientifica e dalla strategia di diffusione dei risultati di ricerca di esclusiva competenza dei ricercatori e tecnologi dell’Ente.

Riteniamo, pertanto, opportuno ed urgente, promuovere un’interlocuzione istituzionale del CNR con gli enti competenti, quali ANAC, Ministero dell’Economia e delle Finanze e Presidenza del Consiglio dei Ministri, per valutare la possibilità di armonizzare le procedure nazionali con gli standard internazionali del settore editoriale, salvaguardando al contempo i principi di legalità, tracciabilità e responsabilità contabile.

È nostro interesse, inoltre, sapere se l’Ente intende valutare la centralizzazione delle operazioni relative ai pagamenti verso le riviste scientifiche, attraverso un’unica struttura amministrativa o servizio dedicato, e con la preparazione di un vademecum unitario per tutti gli Istituti. Questo sistema consentirebbe di garantire uniformità nella procedura, di ridurre le ridondanze e gli adempimenti di ciascun Istituto, di facilitare la raccolta e la gestione dei dati contabili (ad esempio tramite la voce di bilancio già destinata alle spese di pubblicazione in accesso aperto) e di migliorare l’efficienza e la conformità amministrativa del processo.

Siamo a disposizione per contribuire, anche in modo operativo, alla definizione di proposte tecniche o normative che permettano al CNR di rispettare gli obblighi di legge senza compromettere la partecipazione dei propri ricercatori e tecnologi alla comunità scientifica internazionale e la valorizzazione scientifica dell’Ente stesso.

Con osservanza,

 

 

 

Laura Fantozzi

Responsabile Nazionale FGU-DR-ANPRI CNR

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