Comunicato OOSS INFN 29/5/2026: OO.SS. non concordano con modifiche ipotesi CCNI I-III 2022/2023 e INFN procede con atto unilaterale!
In data 21 maggio 2026, nel corso della riunione di trattativa, l’Amministrazione INFN ha riproposto nuovamente al tavolo la sottoscrizione dell’Accordo Integrativo per i livelli I-III relativo agli anni 2022 e 2023, presentando un testo modificato rispetto all’ipotesi sottoscritta nel gennaio 2025, i cui contenuti erano già stati più volte respinti dalle OO.SS.
A seguito del reiterato diniego espresso da tutte le OO.SS. alla sottoscrizione dell’accordo, la delegazione trattante dell’INFN ha interrotto il confronto sul tema. Successivamente, in assenza di ulteriori reali momenti di trattativa, con nota del 27/5/2026, ha comunicato di aver proceduto comunque alla sottoscrizione del CCNI anche in assenza della firma delle sigle sindacali, adottando così un atto unilaterale.
Non potrà sfuggire a nessuno la gravità di un comportamento che rappresenta in modo evidente la poca considerazione riservata dall’Amministrazione alle OO.SS., alle rappresentanze dei lavoratori e, più in generale, ai lavoratori stessi.
Ma ricostruiamo brevemente i fatti, per maggiore chiarezza.
Le trattative per il CCNI 2022-2023 relativo ai livelli I-III prendono avvio con la prima convocazione dell’Amministrazione del 18 dicembre 2024.
Il 27 gennaio 2025 (incredibilmente a poco più di un mese dall’avvio del confronto) si perviene ad un accordo con la sottoscrizione dell’ipotesi contrattuale da parte di tutte le OO.SS. e dell’Amministrazione.
Successivamente, senza alcuna motivazione evidente, l’Amministrazione ritarda fino al 28 marzo 2025 la trasmissione dell’ipotesi contrattuale ai Ministeri vigilanti.
Ai sensi della normativa vigente, i Ministeri dispongono di 30 giorni per formulare eventuali osservazioni; decorso tale termine, l’INFN può procedere alla sottoscrizione definitiva dell’accordo. Pertanto, già dal 28 aprile 2025 il contratto avrebbe potuto essere definitivamente firmato.
Inspiegabilmente, tuttavia, l’iter subisce un ulteriore arresto. Le OO.SS., dopo aver più volte richiesto verbalmente la convocazione per la firma definitiva, in data 25 giugno 2025 inviano una nota formale all’INFN chiedendo la conclusione dell’iter contrattuale.
Il giorno successivo, casualmente……, perviene all’INFN un “parere interlocutorio” del solo Ministero della Funzione Pubblica, e non anche del MEF.
Nonostante tale parere sia intervenuto oltre i termini previsti e si fosse pertanto già perfezionato il meccanismo del silenzio-assenso sull’ipotesi sottoscritta, l’Amministrazione manifesta comunque la volontà di modificare il testo già concordato, motivando tale scelta con l’esigenza di evitare attriti con il Ministero della Funzione Pubblica.
Tutte le OO.SS. hanno invece continuato a ribadire la propria disponibilità alla sottoscrizione dell’ipotesi già definita, nel pieno rispetto delle regole previste per la stipula dei contratti integrativi.
Successivamente, veniamo informati che, in data 8 luglio 2025, perviene il parere del MEF sull’ipotesi di accordo.
A questo punto, l’INFN inizia a dichiarare di voler rinnegare la propria firma apposta sull’ipotesi di accordo e propone ripetutamente, nel corso dei successivi incontri, modifiche sostanziali dell’accordo, sempre respinte dalle OO.SS.
Ma vediamo in breve la sostanza:
Le modifiche proposte rappresentano un tentativo, da parte del Ministero della Funzione Pubblica, di reintrodurre concetti già respinti in sede di trattativa ARAN, quali la differenziazione individuale dell’Indennità per Oneri Specifici attraverso la valutazione individuale.
Di fatto, l’Indennità per Oneri Specifici per il personale dei livelli I–III è stata definita in forma tabellare dai vari CCNI. Già in occasione del CCNI INFN 2021, il Ministero della Funzione Pubblica aveva tentato di imporre che l’incremento dell’IOS fosse subordinato a una differenziazione basata sulla valutazione del personale I–III, che in sede di trattativa è stata successivamente legata al “regolare svolgimento dell’attività”, secondo quanto previsto anche per il passaggio di fascia stipendiale.
Oggi l’INFN impone che l’intera Indennità per Oneri Specifici (IOS) sia legata al processo valutativo. Con tale atto unilaterale, ricercatori e tecnologi non avrebbero più diritto a una quota tabellare fissa e continuativa di IOS, ma la percepirebbero esclusivamente a seguito di un esito positivo della valutazione; in caso contrario, non verrebbe erogata alcuna IOS per 12 mesi, con importo pari a zero euro.
A prescindere dall’analisi della possibilità e della legittimità di procedere con un atto unilaterale da parte dell’Amministrazione — che, si ricorda, può essere adottato esclusivamente laddove si determini un pregiudizio alla funzionalità dell’azione amministrativa — non condividiamo, né sul piano formale né, tantomeno, su quello politico, la decisione dell’Ente. Tale scelta rappresenta un messaggio estremamente chiaro ai dipendenti: non si è più in un sistema di regole, ma si afferma la logica della forza.
Senza il rispetto delle regole, si rischia seriamente che vengano meno anche le garanzie ed i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
Senza la certezza che un’ipotesi di contratto sottoscritta costituisca un impegno vincolante da parte di un’amministrazione, si rischia di minare i presupposti di una futura contrattazione collaborativa.
E senza il rispetto reciproco tra le parti, non ci si può immaginare un dialogo costruttivo. Non devono esserci aut aut e fughe solitarie da parte di nessuno.
Il presente breve comunicato ha esclusivamente finalità informativa e di ricostruzione dei fatti.
Le OO.SS. si riservano di intraprendere e comunicare nei prossimi giorni tutte le iniziative legali, formali e di mobilitazione ritenute necessarie a tutela dei dipendenti e del rispetto delle corrette relazioni sindacali.
Stefano Bernabei FLC-CGIL
Alessandro Cassarà FSUR- CISL
Bénédicte Million FGU-DR-ANPRI
Andrea Trovato ANIEF EPR

