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Università: riformata l’Asn, nuove regole per il reclutamento dei docenti

ROMA, 20 maggio – Cambiano le regole per il reclutamento dei docenti universitari. Via libera del governo al ddl Bernini che riforma l’Abilitazione scientifica nazionale (Asn) e l’accesso ai ruoli per i professori. Il testo supera l’assetto attuale e prevede l’istituzione di una piattaforma informatica, gestita dal ministero dell’Università e della ricerca (Mur), attraverso la quale i candidati potranno autodichiarare il possesso dei requisiti minimi richiesti in termini di produttività e qualificazione scientifica per partecipare ai concorsi.
La selezione dei docenti non avverrà più a livello centrale, bensì sarà demandata alle singole università. Le commissioni giudicatrici per il reclutamento dei professori ordinari, associati e dei ricercatori saranno composte da almeno quattro membri esterni all’ateneo che bandisce la procedura, selezionati tramite sorteggio tra i docenti disponibili a livello nazionale appartenenti al settore scientifico-disciplinare oggetto del bando e almeno un membro interno all’università che ha indetto la procedura.
La nuova procedura, che si applica ai nuovi assunti, “si propone di superare alcune criticità del sistema vigente, prima fra tutte la generazione di aspettative nei candidati circa l’automatico accesso ai ruoli universitari, nonostante la norma vigente precisi che l’Asn non conferisca tale diritto”, commenta Palazzo Chigi in una nota.
E aggiunge che “l’attuale meccanismo ha determinato un numero eccessivo di abilitati, non assorbibili dalle università attraverso le ordinarie procedure di chiamata, con conseguenti effetti distorsivi sul sistema di reclutamento e sulla programmazione strategica degli atenei”. Ma, conclude il governo, “il nuovo impianto normativo mira anche a evitare la duplicazione delle procedure valutative: l’attuale sistema prevede infatti una prima valutazione centralizzata, nell’ambito dell’Asn, seguita da una seconda valutazione nell’ambito del concorso per la chiamata nei ruoli di professore di prima o seconda fascia”. Naturalmente, trattandosi di un disegno di legge, bisognerà attendere l’approvazione definitiva del Parlamento perché le nuove regole possano entrare in vigore.

 

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