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Telescopio Einstein, Parisi: “Collaborazione Sardegna-Sassonia è di grande respiro”

ROMA, 2 ottobre – Capire l’origine dell’universo misurando le onde gravitazionali. A tale scopo dovrebbe essere costruito in Sassonia e in Sardegna un nuovo rilevatore molto più preciso, il telescopio Einstein. A sostenerlo è il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi, in un articolo su Tagesspiegel.
Questo osservatorio sotterraneo, che dovrebbe catturare le onde gravitazionali e consentire una migliore esplorazione dell’universo, è una delle iniziative più promettenti nella ricerca di base. L’ambizioso progetto consentirà ai ricercatori di esplorare la storia cosmica dalle sue origini, comprendere i fenomeni astrofisici più complessi e sviluppare soluzioni tecnologiche avanzate.
Grazie al suo eccezionale potenziale innovativo, aggiunge Parisi, il progetto è stato inserito a luglio dal governo federale tedesco nella short-list dei nove progetti scientifici prioritari, selezionati tra 32 proposte. Con questa scelta, la Ministra Dorothee Bär ha molto opportunamente sottolineato la rilevanza nazionale scientifica, economica e sociale del progetto. Questa decisione apre ora la strada ad un’opportunità unica di collaborazione tra Germania e Italia, due grandi Paesi con una lunga tradizione di eccellenza scientifica che hanno la capacità di sostenere nel tempo un progetto di così grande portata.
L’Italia propone infatti di ospitare l’osservatorio nel sito di Sos Enattos, in Sardegna: un territorio che presenta caratteristiche tecniche oggettivamente ideali. Il Paese, osserva il Premio Nobel, vanta inoltre una leadership europea consolidata nella ricerca sulle onde gravitazionali – ospitando l’unico interferometro europeo a Pisa, Ego-Virgo – e nella costruzione di laboratori sotterranei – basti pensare al Gran Sasso –, oltre a una lunga esperienza in settori chiave quali meccanica, criogenia, ottica, elettronica e robotica.
Con un investimento finanziario già assicurato di 1,3 miliardi di euro e un forte sostegno istituzionale, l’Italia si candida seriamente a ospitare l’Einstein Telescope e propone una collaborazione di alta qualità con la Germania per la realizzazione dell’infrastruttura su due siti gemelli, in Sardegna e in Sassonia.
Una collaborazione italo-tedesca nella realizzazione dell’Einstein Telescope, scrive ancora Parisi, permetterebbe di creare un progetto europeo di grande respiro, coinvolgendo non soltanto Germania e Italia, ma anche Paesi confinanti come Polonia e Repubblica Ceca. Permetterebbe di rafforzare il legame scientifico e tecnologico tra questi quattro Paesi, valorizzare gli investimenti già realizzati e creare nuove opportunità di sviluppo per aree dell’Europa che attendono un rilancio economico e sociale.

 

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