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Scienza e gender gap, minore spazio alle donne su pubblicazioni e brevetti

ROMA, 24 giugno – Non è una questione di minore produttività, accade invece che a parità di impegno ci sia un minor riconoscimento per il lavoro scientifico delle donne. Un gender gap già sensibile sul terreno delle pubblicazioni che diventa una voragine quando si parla di brevetti. Le scienziate, insomma, non godono dello stesso credito per i loro contributi alla ricerca, come racconta una news dell’INAF che riprende uno studio pubblicato su Nature.
Il team di analisi, composto da ricercatori e ricercatrici della Northeastern University, University of Pennsylvania, Boston University e Ohio State University oltre alla Nyu, ha utilizzato i dati disponibili attraverso l’Institute for Research on Innovation and Science, un consorzio di università statunitensi che raccoglie dati amministrativi sulla spesa per la ricerca e sulle risorse umane dalle università che ne fanno parte. È stato così possibile mettere assieme informazioni dettagliate sulla partecipazione a progetti di ricerca di quasi 129mila persone tra cui docenti, dottorandi, ricercatori post-doc, personale di ricerca e studenti, appartenenti a 9.778 gruppi di ricerca – pari a circa il 40 per cento della forza lavoro del comparto ricerca negli Stati Uniti – documentando chi è stato coinvolto e pagato in diversi progetti di ricerca nel corso di tre anni, dal 2013 al 2016. Questi dati sono stati poi confrontati con le liste di autori degli output di ricerca – brevetti e articoli scientifici – per vedere, progetto per progetto, chi ha ricevuto il credito sulle pubblicazioni e chi no.
Il divario di genere è apparso evidente. “L’origine di questo divario, finora, era poco chiara – spiega INAF – C’è chi parla di ridotta produttività legata a molteplici ragioni: dall’ambiente di lavoro meno accogliente alle maggiori responsabilità familiari oppure ai ruoli di minore responsabilità in laboratorio. Secondo altri, invece, la produttività non c’entra nulla: i contributi delle donne alla ricerca sarebbero semplicemente sottovalutati, facendo molta più fatica a essere riconosciuti”.
Ne consegue che a parità di partecipazione a un dato progetto di ricerca, le donne hanno il 13% in meno di probabilità di essere nominate autrici in articoli scientifici correlati rispetto agli uomini, specialmente se si tratta di pubblicazioni su riviste ad alto impatto. E va ancora peggio sul versante dei brevetti: il gender gap sale al 59%.
“La probabilità per una donna di ricevere il giusto riconoscimento per i propri contributi scientifici non è inferiore solo nei campi dominati dagli uomini, come l’ingegneria, ma anche in quelli a forte presenza femminile, come la salute. Si tratta di un fenomeno che interessa tutti gli stadi di carriera ma è particolarmente evidente nelle fasi iniziali”, chiosano da INAF.

Per approfondire:
https://www.media.inaf.it/2022/06/23/il-gender-gap-nelle-pubblicazioni-scientifiche/

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