Ricerca, Relazione Cnr: “Poca spesa e corpo docente anziano”
ROMA, 4 novembre – A maggio 2025, è stato rendicontato il 44% degli 8,5 miliardi di euro concessi con l’obiettivo di rafforzare il trasferimento tecnologico tra università, enti di ricerca e imprese, e impiegati principalmente per il personale (60%). Questi investimenti hanno prodotto un impatto occupazionale significativo con oltre 12mila nuovi ricercatori assunti, il 47% dei quali donne. Tuttavia, permane una forte incertezza sulla sostenibilità post-Pnrr, data l’assenza di misure strutturali per garantire la continuità occupazionale e il consolidamento dei risultati raggiunti, e per la debole domanda di competenze elevate da parte dell’industria nazionale. È uno dei dati principali della quinta edizione della Relazione sulla ricerca e l’innovazione in Italia, realizzata da tre Istituti del Consiglio nazionale delle ricerche – Irpps, Ircres e Issirfa – con il contributo dell’Area Studi Mediobanca.
A 5 anni dall’approvazione del Recovery plan, e in una fase di profonde trasformazioni geo-politiche, demografiche ed economiche, la relazione analizza in sei capitoli progressi, criticità e prospettive del sistema nazionale di ricerca e innovazione, visto come leva possibile non solo per la competitività economica, ma anche per la coesione sociale, la sostenibilità ambientale e il posizionamento dell’Italia nel contesto europeo e globale.
In merito alle sfide post-Pnrr, la Relazione sottolinea “la necessità di un’integrazione tra ricerca pubblica e politiche industriali per garantire la permanenza e l’utilizzo produttivo delle competenze sviluppate”.
Il capitolo redatto dall’Area Studi Mediobanca evidenzia invece un certo distacco tra le caratteristiche strutturali dell’accademia italiana da quelle dei partner europei: spesa pubblica inferiore alla media europea, corpo docente anziano, basso numero di laureati e scarsa attrattività internazionale. Il calo demografico e la mobilità verso l’estero aggravano il quadro, ponendo interrogativi sulla sostenibilità del sistema e sulla sua capacità di rispondere alle esigenze del mercato del lavoro.
Per saperne di più:
https://www.cnr.it/it/comunicato-stampa/13891

