Pnrr: 63.200 nuovi posti letto per l’housing Mur
ROMA 3 settembre – È stato superato il target di 60 mila nuovi posti letto stabilito dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per l’housing universitario. Sono complessivamente oltre 63.200 i posti letto attivati attraverso il Piano housing del ministero dell’Università e della ricerca, superando di circa 3.200 unità l’obiettivo di 60 mila previsto dal Pnrr. I posti aggiuntivi rispetto al target saranno finanziati con risorse nazionali messe a disposizione dal Mur su impulso del Ministro Bernini. Grazie a questo incremento, l’offerta di alloggi per studenti universitari risulta più che raddoppiata rispetto a quella disponibile all’avvio del Piano.
I primi 33 mila posti letto sono già realizzati e saranno disponibili per gli studenti, che potranno accedervi attraverso gli enti regionali per il diritto allo studio o secondo criteri di merito, contattando i gestori delle residenze. Per gli ulteriori circa 30mila posti letto, Cassa Depositi e Prestiti, che gestisce la seconda tranche del bando per conto del Mur, ha completato la sottoscrizione di tutti gli atti d’obbligo. I nuovi alloggi saranno disponibili, con le stesse modalità, entro la fine del 2027.
Il bando housing prevede che almeno il 30% dei nuovi posti letto sia riservato agli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi, individuati attraverso le graduatorie degli enti per il diritto allo studio. Per gli altri sono previste tariffe inferiori di almeno il 15% rispetto ai valori medi di mercato.
“Abbiamo raggiunto un obiettivo strategico del Pnrr, un traguardo ambizioso per aumentare concretamente l’offerta di alloggi universitari. Oggi – ha spiegato la ministra Anna Maria Bernini – possiamo dire che quel target è stato non solo raggiunto, ma superato. È il risultato di un lavoro enorme, costruito insieme al commissario straordinario Manuela Manenti, e alla collaborazione tra istituzioni, soggetti pubblici e privati che hanno scelto di investire nell’housing universitario. Uno sforzo straordinario che ha consentito di invertire un paradigma: passare dalla realizzazione di 40 mila posto letto in 20 anni, a 60 mila in tre; da 2 mila posti letto l’anno a 20 mila”.

