Malta: celebrata la Giornata della ricerca italiana nel mondo
ROMA, 2 maggio – Progetti e iniziative di ricerca che spaziano dal monitoraggio della biodiversità marina alla protezione delle coste, fino a soluzioni biotecnologiche avanzate per la sostenibilità degli oceani. Questo il cuore della celebrazione della “Giornata della ricerca italiana nel mondo”: l’evento, organizzato il 25 aprile a Malta presso la storica Villa Bighi di Kalkara, si è svolto sotto l’alto patrocinio del Ceo di Xjenza Malta Silvio Scerri e dell’ambasciatore d’Italia a Malta Fabrizio Romano.
L’iniziativa ha riunito studiosi, ricercatori, responsabili politici e rappresentanti dell’industria con l’obiettivo di mettere in evidenza i risultati e le potenzialità future della cooperazione italo-maltese nel campo della ricerca marina: per il Cnr era presente Andrea Miccoli dell’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine (Cnr-Irbim).
“La celebrazione della Giornata nazionale della ricerca italiana ha riaffermato la visione condivisa di Malta e Italia di continuare a costruire ponti nella scienza, promuovere l’innovazione e ispirare una nuova ondata di ricerca che plasmerà un futuro resiliente per il Mediterraneo e oltre”, spiega il Cnr in una nota.
Scerri invece ha dichiarato: “La celebrazione è una testimonianza della potente sinergia che nasce quando i Paesi si uniscono nella ricerca della conoscenza e del progresso sostenibile. Malta è orgogliosa di affiancare l’Italia nella promozione della ricerca marina a beneficio delle future generazioni”. E Andrea Varischetti, a nome dell’ambasciatore Romano, ha affermato che “la collaborazione scientifica trascende i confini e le culture. I nostri sforzi congiunti nella ricerca marina simboleggiano la duratura amicizia e il comune impegno di Italia e Malta nella protezione dell’inestimabile patrimonio dei nostri mari”.
Durante la Giornata è stato, inoltre, ricordato il Memorandum of understanding che il Cnr ha siglato con Xjenza Malta lo scorso 11 settembre, un importante passo avanti nella cooperazione scientifica tra i due Paesi in quanto prevede, per il biennio 2026–2027, attività congiunte quali: progetti di ricerca condivisi, scambi bilaterali di ricercatori e la ricerca di nuovi canali di finanziamento.

