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IRCCS E IZS: ricercatori in protesta contro i 18mila anni di precarietà

ROMA, 15 marzo – Il mondo della ricerca medica rimane in subbuglio e continua a rivendicare il riconoscimento della propria funzione essenziale, attraverso il rafforzamento delle dotazioni organiche e una maggiore stabilità professionale. Il prossimo 18 marzo, infatti, scenderanno in piazza i ricercatori e collaboratori della ricerca della Lombardia che si ritroveranno in sit-in davanti al grattacielo Pirelli, edificio che ospita il Consiglio Regionale. Lunedì 21 marzo, invece, i dipendenti dell’Istituto Pascale di Napoli e L’IZS di Portici si ritroveranno ai piedi di Palazzo della Prefettura, seguiti poi da tutti gli IRCCS ed IZS di diritto pubblico d’Italia. Già il 10 marzo scorso, non a caso, a manifestare erano stati i lavoratori del “Burlo Garofolo” di Trieste, dello “Spallanzani” ed “IFo” a Roma e del “Bonino Pulejo” di Messina.
La battaglia negli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e negli Istituti Zooprofilattici è soprattutto contro la precarietà professionale che ormai, calcolano i sindacati, equivale complessivamente a 18mila anni cumulati. Dunque, gli studiosi continuano a chiedere una interlocuzione con i vertici del dicastero della Salute per affrontare “l’assurdità di una strategia ministeriale di sviluppo della ricerca biomedica tanto miope da pensare di poter offrire, da un lato, terapie e diagnosi innovative per malattie rare, gravi e debilitanti senza contemplare, dall’altro, il diritto alla stabilità lavorativa dei ricercatori che le studiano”.

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