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Ia: il governo apre al rientro dei “cervelli” impegnati nel settore

ROMA, 23 aprile – Tra i requisiti per beneficiare del regime agevolativo a favore dei lavoratori rimpatriati rientrerà l’aver svolto un’attività di ricerca nell’ambito delle tecnologie di intelligenza artificiale. Lo ha stabilito oggi il Consiglio dei ministri, varando il disegno di legge in materia di intelligenza artificiale, per il quale il governo ha chiesto una calendarizzazione veloce al Parlamento.
Nel piano didattico personalizzato (Pdp) delle scuole superiori per le studentesse e gli studenti ad alto potenziale cognitivo potranno essere inserite attività volte alla acquisizione di ulteriori competenze sull’Ia attraverso esperienze di apprendimento presso le istituzioni della formazione superiore.
Il ddl prevede complessivamente un miliardo di euro di investimenti nei settori della stessa intelligenza artificiale, della cybersicurezza e del quantum computing, delle telecomunicazioni e delle tecnologie abilitanti, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo, la crescita e il consolidamento delle imprese operanti in questi comparti. Gli investimenti potranno essere effettuati anche mediante l’istituzione di uno o più fondi appositamente dedicati e mediante coinvestimenti di altri fondi gestiti da Cdp Venture Capital Sgr.
Sul fronte della privacy, il testo tra l’altro stabilisce che i trattamenti di dati, anche personali, eseguiti da soggetti pubblici e privati senza scopo di lucro per la ricerca e la sperimentazione scientifica nella realizzazione di sistemi di intelligenza artificiale per finalità terapeutica e farmacologica, sono dichiarati di rilevante interesse pubblico.

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