Fuga dei cervelli: Ue e Francia tentano lo sgambetto a Trump, ma irritano l’Italia
ROMA, 6 maggio – Se l’amministrazione Usa di Donald Trump taglia fondi federali per i programmi di ricerca e per le università, si fa sempre più convinto il tentativo della Ue di attrarre ricercatori e studiosi in fuga dagli Stati Uniti. Continua a far discutere la recente conferenza della Sorbona di Parigi dal titolo ‘Choose Europe for Science’. All’evento hanno preso parte i rappresentanti dei grandi atenei europei, ma anche i ministri della Ricerca, il presidente francese Emmanuel Macron e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, a testimonianza di quanto il tema si diventato centrale per la Ue.
Proprio von der Leyen ha annunciato un pacchetto da 500 milioni di euro spalmati sul triennio 2025-2027 per attrarre scienziati e ricercatori. Mentre Macron ha aggiunto sul piatto 100 milioni per un solo anno da parte della Francia. La numero uno dell’esecutivo europeo ha spiegato: “Intendiamo creare una nuova ‘super sovvenzione’ della durata di 7 anni nell’ambito del Consiglio europeo della ricerca per offrire una prospettiva a lungo termine ai migliori”.
Trump non è stato mai evocato esplicitamente durante la conferenza, ma il suo fantasma aleggiava in modo evidente sulla discussione. Tuttavia il presidente francese ha fatto un chiaro riferimento agli Usa: “Nessuno può pensare che questa grandissima democrazia mondiale, il cui modello economico si basa così solidamente sulla scienza libera, farà un errore del genere. Di fronte alle minacce, l’Europa deve diventare un rifugio”.
Dal governo italiano, invece, è filtrata una certa irritazione in relazione all’iniziativa dell’Ue e della Francia, non coordinata con gli altri Stati membri. La ministra per l’Università e la ricerca, Anna Maria Bernini, ha fatto notare che il governo ha già stanziato 50 milioni su un bando, aperto il 7 aprile, per attrarre studiosi italiani emigrati all’estero o stranieri. Mentre l’Italia ha inviato all’evento di Parigi l’ambasciatrice in Francia Emanuela D’Alessandro. Ora vedremo se l’Europa e soprattutto l’Italia saranno davvero in grado di contrastare la fuga dei cervelli.

