Einstein telescope, Mantovano a Zoccoli: “Pronti al dovuto impegno finanziario”
ROMA, 14 dicembre – Il governo si dice pronto “a sostenere l’impegno finanziario per ospitare nel nostro Paese Einstein telescope (Et), la grande infrastruttura di ricerca per lo studio delle onde gravitazionali che l’Italia si è candidata a realizzare in Sardegna, nell’area di Sos Enattos, a Lula”. Lo si legge nella lettera che l’esecutivo ha inviato ad Antonio Zoccoli, presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), ente coordinatore della candidatura italiana per Et. Nel testo si conferma l’impegno, istituzionale e economico, perché la proposta sia quella vincente in sede europea.
“La volontà di realizzare Einstein telescope in Italia è stata fortemente sostenuta dal Governo. Si tratta di una scelta strategica per un Paese che vogliamo sempre più ambizioso. L’Italia è leader in Europa per la fisica, con la presenza di molte eccellenze scientifiche. Siamo convinti che ET contribuirà a rafforzare in modo decisivo la realizzazione di un ecosistema della ricerca e dell’innovazione sempre più attrattivo”, ha detto la ministra dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini.
Per ottenere l’assegnazione europea, il Governo ha deciso di programmare un piano di “diplomazia scientifica” che coinvolgerà le nostre eccellenze universitarie e di ricerca, tra cui il Premio Nobel Giorgio Parisi. Sarà affidato loro un ruolo di coordinamento e divulgazione, perché sia resa nota nell’Unione la qualità della proposta italiana e quanto questa sappia rappresentare al meglio gli interessi comunitari.
Nella lettera del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, inviata al presidente Infn Zoccoli, si certifica, tra l’altro, l’importante impegno finanziario che il Governo è pronto ad assumere in caso di assegnazione dell’infrastruttura. Si tratta di circa 950 milioni di euro complessivi per i nove anni previsti per la costruzione (dal 2026 al 2035). In particolare, le spese serviranno alla realizzazione e all’acquisto di beni, materiali e tecnologie. La dotazione è stata prevista tenendo conto anche dell’elevato impatto occupazionale e di indotto atteso e del ritorno in termini di coesione territoriale.

