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Decreto ricerca: via libera dal Senato, arrivano 160 milioni per gli enti

ROMA, 24 luglio – Vale 160 milioni di euro lo stanziamento aggiuntivo premiale per gli enti di ricerca vigilati dal Mur, previsto dal decreto legge Università e ricerca, istruzione e salute che ieri ha ricevuto il via libera dal Senato e passa adesso all’esame della Camera, con scadenza per la conversione a fine agosto.
Si tratta di fondi che potranno essere usati per rafforzare infrastrutture scientifiche, programmi specifici e progetti di collaborazione in Italia e all’estero. Di essi, 40 milioni saranno stanziati quest’anno e 120 milioni spalmati sul 2026-2027. Le risorse premiali vanno ad aggiungersi allo stanziamento del Mur per il Foe (Fondo di finanziamento ordinario degli enti e istituti di ricerca) che è pari a quasi 1,5 miliardi per l’anno in corso.
Il provvedimento conferma inoltre gli sgravi fiscali per le borse per le attività di ricerca conferite prima del 7 giugno 2025. Dunque, la modifica del regime di tassazione riguarderà solo le borse assegnate dagli atenei dopo il 7 giugno.
Vengono poi svincolati i 150 milioni di euro per la realizzazione del Piano d’azione ‘Ricerca Sud’, che vuole rafforzare i presidi scientifici e di innovazione nelle aree meno progredite del Paese. Si punta a consolidare la cooperazione tra università, istituzioni e imprese in territori come Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Il decreto contempla pure una proroga del mandato dei componenti del Consiglio universitario nazionale (Cun), con scadenza posticipata dal 31 luglio al 31 dicembre 2025 per dare più tempo alla riforma dell’organismo. Infine, il testo sblocca le procedure per la stabilizzazione dei ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi del Cnr, con 9 milioni di euro per l’anno in corso, 12,5 milioni per il 2026 e 10,5 milioni nel 2027.
“Stiamo investendo con decisione nella ricerca – ha spiegato la ministra Anna Maria Bernini – perché crediamo che sostenere la scienza significhi dare forza al futuro del nostro Paese. Potenziare la ricerca vuol dire valorizzare le conoscenze acquisite e trasformarle in nuove opportunità di sviluppo. Significa creare un ambiente orientato all’innovazione, dove le imprese possano crescere e competere a livello internazionale”.

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