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Comunicato 22 febbraio 2021. Sostituito dalla Ministra il neo Consigliere dimissionario ma il Presidente è ancora un miraggio!

Le neo Ministra all’Università e la Ricerca, prof.ssa Cristina Messa, ha proceduto nei giorni scorsi a sostituire nel CdA del CNR l’avv. Gabriele Fava che si era prontamente dimesso dall’incarico ricevuto dall’allora ministro Manfredi a causa di un’evidente incompatibilità col suo ruolo di componente laico del Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti, incompatibilità da noi segnalata nel Comunicato del 15 febbraio scorso. Dalla terna proposta da UnionCamere e Confindustra la neo ministra Messa ha quindi scelto la dott.ssa Nicoletta Amodio, dirigente di Confindustria dal 2002 ove ricopre gli incarichi di responsabile dei temi Ricerca e Innovazione e di coordinatrice dell’Area tematica Innovazione e Industria.

Nessuna novità, invece, in merito alla nomina del nuovo Presidente dell’Ente, cosa che sta causando una pressoché paralisi dell’Ente, benché la settimana scorsa la neo Ministra avesse dichiarato agli organi di stampa di voler “risolvere il problema in settimana, trovare una soluzione degna di un ente così importante che, soprattutto ora, merita grande attenzione e può essere di grande utilità al Paese

L’unico atto della neo Ministra in tale direzione è stato una indiretta (e alquanto discutibile) raccomandazione rivolta al CNR, in accompagnamento al Decreto di nomina della dott.ssa Amodio, “di voler procedere […] alla convocazione del Consiglio di Amministrazione da parte del Consigliere anagraficamente più anziano ai fini dell’elezionedel vicepresidente, che dovrà rimanere in carica fino alla ricostituzione del collegio perfetto del Consiglio di Amministrazione”.

Raccomandazione che il prof. D’Alessandro, nelle vesti di Consigliere anagraficamente più anziano, ha prontamente accolto avendo convocato per il 25 febbraio una riunione del CdA avente all’o.d.g. proprio la nomina del vicepresidente, ma che appare non solo discutibile, in quanto confligge con l’autonomia del CNR nel decidere l’odg delle riunioni del proprio CdA, ma anche difforme a quanto previsto dal comma 3 dell’art. 7 dello Statuto che prevede che “Il consiglio di amministrazione può essere convocato su richiesta di almeno due componenti” e non dal Consigliere anagraficamente più anziano. Ovviamente, un difetto di convocazione del CdA potrebbe inficiarne qualsiasi deliberazione assunta.

La raccomandazione della neo Ministra di eleggere un vicepresidente lascia anche presupporre tempi non brevi per nomina del nuovo Presidente, senza però che siano date le ragioni di tale ritardo. Non si sa infatti se la cinquina di idonei alla carica di Presidente del CNR (individuata un anno fa dall’apposito Comitato di selezione e di cui si dica faccia parte la stessa neo Ministra) sia effettivamente legittima o no, o se la neo Ministra intenda far rientrare nella rosa di papabili anche il sesto candidato (che sembra essere il fisico Roberto Battiston) per integrare la sia esclusione, o se voglia procedere con una nuova call pubblica.

Ciò che lascia a dir poco delusi è la constatazione che la neo Ministra non si è ancora preoccupata di spiegare direttamente alla comunità scientifica del CNR come intenda procedere con la nomina del nuovo Presidente e quali siano tempi previsti. Gran brutto segnale, che conferma quanto poco la Politica tenga in considerazione la comunità scientifica del CNR e quanto sia indispensabile lottare sempre più, e decisamente, per l’autogoverno dell’Ente da parte dei suoi R&T.

Infine, non possiamo non segnalare che anche la neo Consigliera Nicoletta Amodio, così come il suo predecessore per un giorno, l’avv. Gabriele Fava, appaia del tutto priva di quella “alta qualificazione tecnico-scientifica nel campo della ricerca” che lo Statuto del CNR, e ancor prima il D.Lgs. 213/2009, impongono, nonché in palese conflitto di interessi (così come il Consigliere “anziano” D’Alessandro, vedasi Comunicato del 15 febbraio) a causa dei numerosissimi rapporti (si vedano ad esempio i Bandi di Dottorato Industriale) e contratti di ricerca che il CNR ha in atto con società aderenti a Confindustria. Non vorremmo che la nomina della dott.ssa Amodio sia funzionale ad un ruolo del CNR di asservimento nei confronti di Confindustria e degli interessi di quel mondo che essa rappresenta, in particolare nella gestione degli appetitosissimi fondi che dovrebbero arrivare alla Ricerca col Recovery Fund.

Gianpaolo Pulcini

Responsabile Nazionale FGU-DR-ANPRI CNR

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One Thought to “Comunicato 22 febbraio 2021. Sostituito dalla Ministra il neo Consigliere dimissionario ma il Presidente è ancora un miraggio!”

  1. […] portata, sia la Consigliera Amodio, così come documentato nei Comunicati del 15 febbraio e del 22 febbraio. Tali situazioni di incompatibilità, che sono oggetto di una recentissima interrogazione […]

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